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Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista

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Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista
Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista – Bandiera Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale الجماهيرية العربية الليبية الشعبية الإشتراكية العظمى (al-Jamāhīriyya al-ʿArabiyya al-Lībiyya al-Shaʿbiyya al-Ishtirākiyya al-ʿUẓma: "Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista")
Lingue parlate arabo
Inno Allahu Akbar
Capitale Tripoli
Altre capitali Sirte
Politica
Forma di Stato Giamahiria (neologismo arabo per Repubblica popolare)
Forma di governo democrazia diretta, repubblica popolare socialista araba de iure;
di fatto dittatura militare
Capo di Stato Mu'ammar Gheddafi
Nascita 2 marzo 1977 (1º settembre 1969 come

Flag of Libya (1969–1972).svg Repubblica Araba di Libia)

Causa Colpo di Stato del colonnello Gheddafi
Fine 20 ottobre 2011
Causa Guerra civile libica e morte di Gheddafi
Territorio e popolazione
Bacino geografico Africa
Territorio originale Libia
Popolazione 6 120 585 nel 2008
Economia
Valuta Dinaro libico
Risorse petrolio, gas naturale
Esportazioni petrolio
Religione e società
Religioni preminenti Islam sunnita
Religione di Stato Islam sunnita
Religioni minoritarie Ebraismo, Cattolicesimo
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Libya (1951).svg Regno di Libia (1951-1969)
Succeduto da Libia Libia (dal 2011)
Gheddafi parla in qualità di Presidente dell'Unione Africana nel palazzo ONU di Addis Abeba alla sua elezione nel febbraio 2009.
Insegna dell'ufficio del popolo (ambasciata) della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista a Praga.

Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista[1][2][3][4][5][6] (in arabo: جماهيرية, Jamāhīriyya), è l'appellativo con cui dal 1977 Mu'ammar Gheddafi volle ribattezzare lo Stato sorto in Libia dopo il colpo di Stato del 1969 e inizialmente noto come Repubblica Araba di Libia.

A seguito della guerra civile libica, il nome è ufficialmente decaduto a causa della vittoria del Consiglio nazionale di transizione, sebbene venga ancora usato dai seguaci di Gheddafi.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Quest'appellativo è un neologismo coniato dal termine arabo jamāhīr, che si può tradurre con "masse". Il significato letterale è dunque "[regime] delle masse". Infatti, la Libia fu chiamata, per volere di Gheddafi, "Repubblica Socialista Popolare" (per intero "Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista"). La parola è una parola fatta derivare artificiosamente dal sostantivo arabo jumhūriyya, corrispondente italiano di "repubblica". In sintesi si tratta di un composto aplologico delle parole jamāhīr (masse) e jumhūriyya (repubblica).[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il regime di Gheddafi (1969-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Il regime di Gheddafi si può dividere in tre fasi:

Il 1º settembre 1969 re Idris viene deposto da un gruppo di ufficiali nasseriani. Il paese fu ribattezzato Repubblica araba di Libia e Muʿammar el-Gheddāfī resse il governo provvisorio, che avviò un programma di nazionalizzazioni delle grandi imprese e dei possedimenti italiani, chiudendo inoltre le basi militari statunitensi e britanniche.

La piena sovranità politica permise al governo di impiegare le entrate delle grandi imprese petrolifere nello sviluppo di infrastrutture nel paese. Nel 1970 i beni degli italo-libici furono confiscati, e gli stessi cittadini furono costretti a lasciare il paese entro il 15 ottobre del 1970.

La politica di sviluppo del territorio perseguita da Gheddafi permise di realizzare, oltre ai miglioramenti, in ogni campo, delle infrastrutture, tra cui il "Grande fiume artificiale", un'imponente opera idraulica che attraverso lo sfruttamento dell'acqua fossile, contenuta in laghi sotterranei, forniva acqua potabile a una popolazione in continua crescita. La prima fase di tale opera si concluse nel 1991 con il tratto che giunge fino a Bengasi, la seconda nel 1996 con il tratto che raggiunse Tripoli, la terza nel 2000, permettendo di raggiungere l'entroterra.[8] In politica estera, la Libia rivoluzionaria appoggia i movimenti di liberazione nazionale, primo fra tutti l'OLP di Yasser Arafat nella sua lotta contro Israele, e ponendosi come erede di Nasser, Gheddafi tenta senza successo l'unione politica della Libia con la Repubblica Araba Unita di Egitto e Siria (1972), con la Tunisia (1974), con il Ciad (1981) e con il Marocco (1984). Gheddafi espliciterà la sua filosofia politica nel Libro verde (1976).

Il 2 marzo 1977 venne proclamata "La Giamahiria", la "repubblica delle masse". Nello stesso anno, grazie ai maggiori introiti derivanti dal petrolio, Gheddafi poté dotare il suo Stato di nuove strade, ospedali, acquedotti e industrie. Sull'onda della popolarità, nel 1979 rinunciò a ogni carica politica, pur rimanendo l'unico leader del paese con l'appellativo di "guida della rivoluzione". Le deboli organizzazioni libiche del movimento operaio, sindacali e politiche, dopo aver subito la repressione da parte della monarchia di re Idris I al-Sanusi, vennero definitivamente eliminate attraverso assassini, e detenzioni dalla dittatura nazionalista. Gli intellettuali[9]di orientamento marxista subirono nell'aprile 1973 e nel dicembre 1978 la feroce repressione del regime di Gheddafi[10].

Nello stesso periodo la Libia viene coinvolta in un conflitto di frontiera contro il Ciad per il possesso della striscia di Aozou, un territorio ricco di risorse minerarie, contesa che viene risolta pacificamente solo nel 1994. Sempre durante questo periodo, e per molti anni, Gheddafi fu uno dei pochi leader internazionali che continuarono a sostenere i dittatori Idi Amin Dada e Bokassa.[11]

Negli anni ottanta, la Libia di Gheddafi si configurò come "Stato canaglia", sostenitore di gruppi terroristici quali l'irlandese IRA e il palestinese Settembre Nero. Gheddafi fu progressivamente emarginato dalla NATO, e, in reazione all'attentato alla discoteca di Berlino del 1986, il 15 aprile dello stesso anno, Tripoli venne bombardata dai caccia americani, attraverso l'Operazione El Dorado Canyon. Per reazione la Libia rispose con uno sterile attacco missilistico contro Lampedusa.

Nel 1988, la Nazione venne accusata, senza prove certe, di aver organizzato l'attentato di Lockerbie sul volo Volo Pan Am 103, che causò la morte di 270 persone. Con la risoluzione 748/92, l'ONU impose un embargo alla Libia, durato fino alla consegna degli imputati, avvenuta il 5 aprile 1999, e nel 2003 all'accettazione della responsabilità civile verso le vittime.

La Giamahiria si riavvicina alla comunità internazionale a partire dagli anni novanta: nel 1990 con la condanna dell'Iraq nella Guerra del Golfo, attraverso la mediazione tra Etiopia ed Eritrea, e nel 1999 all'opposizione ad al-Qa'ida. Il 15 maggio 2006 gli Stati Uniti riallacciano le relazioni diplomatiche interrotte 25 anni prima, togliendo la Libia dalla lista degli "stati canaglia". Nuove tensioni sono sorte dal 2008 tra la Libia e la Svizzera in seguito all'arresto a Ginevra del figlio di Gheddafi, Hannibal, mentre nel 2008 le relazioni diplomatiche con l'Italia si sono stabilizzate, grazie al Trattato di Bengasi. Dal febbraio 2009 al gennaio 2010, Gheddafi è stato Presidente di turno dell'Unione Africana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato - Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana
  2. ^ Cfr. il trattato di Bengasi del 2008 tra Italia e Libia.
  3. ^ Repubblica di San Marino - Segreteria di Stato per gli Affari Esteri: Convenzioni bilaterali
  4. ^ Repubblica di San Marino - Aggiornamento liste di cui alle Risoluzioni n. 1970, n. 1973, n. 2009, n. 2016, n. 2017 del 2011, n. 2040 del 2012, n. 2095 del 2013 e n. 2144, n. 2146 e n. 2174 del 2014 adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti della Giamahiria Araba Libica
  5. ^ Acta Apostolicae Sedis, pp. 262, 276, 926 e 930.
  6. ^ Le lettere credenziali del capo della missione della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista presso la Santa Sede
  7. ^ http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_23/e-a-oriana-diceva-voi-ci-massacrate-oriana-fallaci_4c8c7538-3f17-11e0-ad3f-823f69a8e285.shtml
  8. ^ "Lo sviluppo della Libia: il ruolo di Gheddafi", Eurasia, 22 febbraio 2011.
  9. ^ Professori, scrittori, giornalisti, avvocati e sindacalisti.
  10. ^ Vedi John K. Cooley, Muʿammar Gheddafi e la rivoluzione libica, pp. 384-385.
  11. ^ Quest'ultimo soltanto nel periodo in cui si dichiarò musulmano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]