Jacques Vergès

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Jacques Vergès

Jacques Vergès (Ubon Ratchathani, 5 marzo 1925Parigi, 15 agosto 2013) è stato un avvocato francese la cui fama aumentò continuamente dagli anni 1950, prima per la fama di comunista anticolonialista e poi per aver difeso una lunga schiera di famigerati clienti, a partire dalla militante anticolonialista algerina Djamila Bouhired (sua futura moglie) fra il 1957 ed il 1962, fino all'ex capo di stato dei kmer rossi Khieu Samphan nel 2008.

Fra i suoi clienti vi furono terroristi sia di estrema destra che di estrema sinistra, criminali di guerra e militanti, incluso il negazionista Roger Garaudy, il criminale di guerra nazista Klaus Barbie (1987),[1], ed il terrorista internazionale Ilich Ramírez Sánchez alias "Carlos lo sciacallo" (1994).

Nel 2002 si offrì di rappresentare l'ex presidente serbo Slobodan Milošević, che rifiutò. I media parlarono di lui chiamandolo "l'avvocato del diavolo"[2], e lui stesso contribuì alla sua notorietà intitolando la sua autobiografia "The Brilliant Bastard" e dando risposte provocatorie durante alcune interviste; quando gli chiesero se avrebbe difeso anche Hitler, lui replicò: "...io difenderei anche Bush! Ma solo se fosse d'accordo nel dichiararsi colpevole."[3][4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in Thailandia e cresciuto sull'Isola di Réunion[1], Jacques Vergès era figlio di Raymond Vergès, un diplomatico francese, e di madre vietnamita. Nel 1942, con l'incoraggiamento di suo padre, salpò per Liverpool per entrare a far parte delle Forze di Liberazione Francesi Francia libera sotto il comando di Charles de Gaulle, per partecipare alla resistenza anti-nazista.[5] Dopo la guerra Jacques frequentò l'Università di Parigi studiando legge (suo fratello Paul Vergès divenne il leader del Partito Comunista di Reunione e membro del Parlamento Europeo).[6] Nel 1949 Jacques divenne presidente dell'AEC (Associazione di Studenti Coloniali), dove conobbe Pol Pot[7]. Nel 1950 esaudì la richiesta del suo mentore comunista recandosi a Praga a dirigere una associazione di giovani per quattro anni.[8]

Movimento di Indipendenza Algerino[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suo ritorno in Francia, Vergès divenne avvocato e guadagnò rapidamente fama per la sua volontà di impegnarsi in cause controverse. Durante la lotta in Algeria difese molte persone accusate di terrorismo dal Governo Francese. Sostenne il movimento algerino di lotta armata per l'indipendenza dalla Francia, paragonandolo al movimento armato francese contro l'occupazione nazista del 1940. Vergès divenne una nota figura a livello nazionale difendendo un'algerina sospettata di guerriglia anti-Francese Djamila Bouhired da accuse di terrorismo (riguardo ad un'espolosione in un caffè, un attacco ai civili).[7] Qui fece da pioniere per la strategia di rottura, in cui incolpò l'accusa degli stessi crimini attribuiti agli imputati.[9] Djamila fu condannata a morte, ma venne poi graziata e liberata a seguito delle pubbliche pressioni provocate da una campagna lanciata da Vergès; dopo molti anni Djamila sposò Vergès, che si convertì all'Islam, ed ebbero due figli, Meriem e Liess Vergès; da Meriem e suo marito Fouad arrivò anche una nipote, Fatima Nur Arcanys Vergès Habboub.[10] A causa di un tentativo di limitare il suo successo nella difesa di clienti algerini, Vergès venne condannato nel 1960 a due mesi di carcere e gli venne temporaneamente vietata l'attività professionale a causa di attività contro lo stato.[11]

Anni misteriosi[modifica | modifica sorgente]

Fra il 1970 ed il 1978 Vergès scomparve senza nessuna spiegazione; venne visto l'ultima volta il 24 febbraio 1970. Lasciò la sua famosa moglie Djamila e tagliò tutti i suoi legami, lasciando la famiglia e gli amici a chiedersi se fosse stato ucciso.[12] Dove sia stato durante questi anni rimane un mistero; molti credono fosse in Cambogia con i khmer rossi, si dice che Pol Pot (fratello 1) e Ieng Sary (fratello 2)[13] neghino entrambi. Ci sono anche voci che lo davano a Parigi come in vari paesi Arabi, assieme a membri di gruppi per la liberazione della Palestina.[14]

Difesa[modifica | modifica sorgente]

Con il suo ritorno alla vita normale ricominciò anche la sua attività di avvocato, difendendo il terrorista Georges Ibrahim Abdallah e il capo della Gestapo Klaus Barbie; la linea difensiva di quest'ultimo caso era che Barbie era un perseguitato in quanto lo stato francese ignorava per convenienza altri casi di crimini contro l'umanità.[15] Nel 1999 Vergès citò Amnesty International per conto del governo del Togo.[16] Nel 2001, per conto di Idriss Déby, presidente del Ciad, Omar Bongo, presidente del Gabon, e Denis Sassou-Nguesso, a capo della Repubblica del Congo, citò François-Xavier Verschave per il suo libro "Noir silence" (Silenzio Nero) che denunciava i crimini dei tre leader africani (dal traffico di droga ad omicidi di massa), accusandolo, in base ad una legge del 1881, di offesa a capi di stato stranieri.[17] Il procuratore generale osservò che l'accusa ricordava il crimine di lesa maestà, così la corte lo ritenne contrario alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, assolvendo Verschave.[17] Dopo l'occupazione statunitense dell'Iraq nel marzo 2003 e la destituzione del presidente iracheno Saddam Hussein, molti ex leader del vecchio regime vennero arrestati. Nel maggio 2008 Tariq Aziz formò un gruppo di avvocati a sua difesa, in cui figurava Vergès, 4 avvocati italiani ed un avvocato franco-libanese.[18] Alla fine del 2003, quando gli statunitensi arrestarono Saddam, Vergès dichiarò che lo avrebbe difeso, se glielo avessero chiesto; la famiglia di Saddam non chiamò Vergès e non formò un team di difesa, ma si affidò unicamente all'avvocato giordano Khalil al-Duleimi.[19] Nell'Aprile del 2008 l'ex capo di stato dei khmer rossi Khieu Samphan fece la sua prima apparizione davanti al tribunale per il genocidio in Cambogia; Vergès ed il suo assistito non negano che molte persone siano state uccise in Cambogia, ma dichiarano che Samphan, essendo il capo di stato, non può essere considerato direttamente responsabile.[20]

La scomparsa[modifica | modifica sorgente]

Vergès è morto il 15 agosto 2013 a Parigi all'età di 88 anni colpito da un attacco cardiaco.[21]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Jacques Vergès, Gli errori giudiziari, trad.it. di S. Sinibaldi, Introduzione di Giuliano Ferrara, Liberilibri, Macerata, 2011.

Jacques Vergès, Quant'erano belle le mie guerre!, trad.it. di S. Sinibaldi, Liberilibri, Macerata, 2012.

Jacques Vergès, Giustizia e letteratura, trad.it. a cura di di S. Sinibaldi, Liberilibri, Macerata, 2012.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b 1987: Nazi war criminal Klaus Barbie gets life, BBC News, 3 luglio. URL consultato il 18 dicembre 2009.
  2. ^ Il soprannome "avvocato del diavolo" è stato usato dalla stampa europea per indicare anche Giovanni Di Stefano.
  3. ^  Regista:Barbet Schroeder, Intervista a Jacques Vergès. Avocat de la terreur, L'. 2008-04-12I can't stand a man being humiliated, even an enemy. For a lone man to be insulted by a lynch mob. I was asked: "Would you defend Hitler?" "I said I'd even defend Bush! "But only if he agrees to plead guilty."
  4. ^ Kenneth Turan, Giving monsters a strong defense, Los Angeles Times, 12 ottobre 2007. URL consultato il 13 agosto 2008.
  5. ^ Event occurs at 00:04:04 -  Director:Barbet Schroeder, Interviewee:Jacques Vergès. Avocat de la terreur, L'. Canal+ [fr], , 2008-04-12. URL consultato in data 2008-04-12."For France to disappear was intolerable to me. That's why I enlisted."
  6. ^ MEP profile, Unione Europea, 2007. URL consultato il 13 aprile 2008.
  7. ^ a b DAPHNE MERKIN, Speak No ‘Evil’, New York Times, 21 ottobre 2007. URL consultato il 12 aprile 2008.
  8. ^ Boyd van Hoeij, review: L'avocat de la terreur (Terror's Advocate) (Rotterdam 2008), european-films.net, 2008. URL consultato il 13 aprile 2008.
    «Not mentioned either are his controversial defence of Holocaust denier Roger Garaudy and his formative work in Prague in the 1950s – in the middle of the Cold War, though possible connections with secret services and many underground organisations in countries ranging from Germany to Israel and Algeria are hinted at and explored.».
  9. ^ MARCO CHOWN OVED, The Jackal's defender has his own one-man show, Radio France Internationale, 2 novembre 2008. URL consultato il 9 novembre 2008.
  10. ^ Ma'n Abul Husn, Women of Distinction: Djamila Bouhired The Symbol of National Liberation, pub, 2007. URL consultato il 12 aprile 2008.
  11. ^ Michael Radu, Saddam Circus Is Coming to Town: the Strange Story of Jacques Verges, Foreign Policy Research Institute, 14 aprile 2004. URL consultato il 14 agosto 2008.
    «At a time when France was at war, Verges openly supported and defended terrorists and their French accomplices— that is, traitors. He was jailed for this for two months in 1960 and temporarily disbarred.».
  12. ^ Event occurs at 00:50:29 -  Director:Barbet Schroeder. Avocat de la terreur, L'. Canal+ [fr], , 2008-04-12. URL consultato in data 2008-04-12."He was last seen on 24 February 1970, at an anti-colonial rally in Paris. He made a speech and vanished. After 3 months, Djamila Bouhired and his friends, were sure he was dead."
  13. ^ Event occurs at 00:52:56 -  Director:Barbet Schroeder, Interviewee: Ieng Sary. Avocat de la terreur, L'. Canal+ [fr], , 2008-04-12. URL consultato in data 2008-04-12."The Brilliant Bastard In that book are two passages I remember. It says ... that Jacques Vergès could have been in Cambodia. I remember that Pol Pot wrote in the margin: No."
  14. ^ Event occurs at 00:55:44 -  Director:Barbet Schroeder, Interviewee:Pascal. Avocat de la terreur, L'. Canal+ [fr], , 2008-04-12. URL consultato in data 2008-04-12."It was in May 1973, ... several politicians ... were meeting at Arafat's HQ. ... Arafat suddenly looked at [Abou Hassan Salameh PLO security chief] and asked: "Who is this Vergès? What is he?" Abou Hassan Salameh answered literally: "He's an important lawyer who defends the Palestinian cause." Arafat smiled and said: "Keep working with him." My codename was "Pascal". And Vergès? "Mansour"."
  15. ^ 1987: Nazi war criminal Klaus Barbie gets life, BBC News, 3 luglio 1987. URL consultato il 12 aprile 2008.
  16. ^ Togo to sue Amnesty International, BBC News, 20 maggio 1999 Published at 11:56 GMT 12:56 UK. URL consultato il 12 aprile 2008.
  17. ^ a b French author wins Africa book case, BBC News, 25 aprile 2001. URL consultato il 12 aprile 2008.
  18. ^ Saddam family slims defence team, BBC News, 8 agosto 2005. URL consultato il 14 agosto 2008.
  19. ^ Khmer Rouge leader seeks release, BBC News, 07:33 GMT, Wednesday, 23 April 2008 08:33 UK. URL consultato il 23 aprile 2008.
  20. ^ Francia, morto a 88 anni “l’avvocato del diavolo” Jacques Vergès Il Fatto Quotidiano 16/08/2013

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