Jacopo Paladini

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Jacopo Paladini
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Monopoli (1391-1399)
Arcivescovo di Taranto (1400-1401)
Vescovo di Firenze (1401-1410)
Vescovo di Spoleto (1410-1417)
Nato 1349 a Teramo
Deceduto 1417, in Polonia
 

Jacopo Paladini, noto anche come Giacomo o Jacopo Palladini o Giacomo da Teramo o da Ancarano (Teramo, 13491417), è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Indice

Biografia[modifica]

Membro della nobile famiglia Paladini di Teramo, studiò diritto a Padova, fu canonico aprutino e arcidiacono ad Aversa. Nel 1391 Bonifacio IX lo elesse vescovo di Monopoli. In seguito, fu promosso arcivescovo di Taranto nel 1400 e l'anno successivo fu trasferito a Firenze. Intervenne al concilio di Pisa e nel 1410 fu trasferito a Spoleto. Nel 1417 fu nominato nunzio apostolico in Polonia, dove morì in quello stesso anno.

Durante il suo soggiorno ad Aversa, nel 1382, compose un libro, poi più volte dato alle stampe [1], che ha per soggetto un processo intentato dal diavolo a Gesù e nel quale dette sfoggio della sue conoscenze forensi. La traduzione di uno dei titoli con cui venne pubblicata, che ne riassume anche il contenuto, è il seguente: Consolazione dei peccatori, ossia processo di Lucifero, principe dei demòni, di cui è rappresentante legale Belial, contro Gesù Redentore e Salvatore, di cui è rappresentante legale Mosè, riguardante lo spoglio delle anime ch'erano nel limbo, quando Egli scese all'inferno, alla presenza del giudice Salomone. Il testo fu successivamente condannato all'Indice dei libri proibiti già dal Concilio di Trento[2].

Rimasero manoscritti, tra le altre sue opere, un libro De monarchia mundi ecclesiastica et temporali, diretto a dimostrare l'autorità monarchica del Papa, un Commentario sulle Clementine (Lectura super Clementinas) e dodici libri Remediarium conversorum[3]. Nel 1403, quando era vescovo di Firenze, Coluccio Salutati gli indirizzò un'epistola[4].

Bibliografia[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Fu stampata ad Augusta nel 1472 e 1487, a Günzburg nel 1481, a Vicenza nel 1506 e ad Hannover nel 1611. Fu inoltre tradotta in tedesco e pubblicata a Strasburgo nel 1477 e 1508, ad Augusta nel 1479, 1481 e 1493, a Francoforte nel 1600. Una traduzione in fiammingo fu pubblicata nel 1484, in danese nel 1589, in francese nel 1485, nel 1490 e nel 1512. Ulteriori altre pubblicazioni non riportano indicazioni di data e di luogo e si hanno inoltre notizie di almeno una traduzione in italiano e una in spagnolo.
  2. ^ Index librorum prohibitorum SS. Domini Nostri Gregorii XVI Pontificis Maximi, Monteregali 1852, p. 262.
  3. ^ (DE) Iacobus da Teramo sul sito Web dell'Università di Ratisbona.
  4. ^ Epistolario, libro XIII, ep. 9. URL consultato in data 22 gennaio 2012..

Collegamenti esterni[modifica]

Predecessore Arcivescovo di Taranto Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Bartolomeo d'Aprano 1400-1401 Alamanno Adimari
Predecessore Vescovo di Firenze Successore BishopCoA PioM.svg
Alamanno Adimari 1401-1410 Francesco Zabarella
Predecessore Vescovo di Spoleto Successore BishopCoA PioM.svg
Agostino Cacciaguerri 1410 - 1417 Nicola Vivari

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