Jacopo Schettini Gherardini

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Jacopo Schettini-Gherardini

Jacopo Schettini Gherardini, in precedenza Gavazzoli Schettini[1] (Firenze, 11 febbraio 1965), è un economista italiano.

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Biografia [modifica]

Laureato in studi strategici alla "Cesare Afieri" di Firenze e PhD in Finanza alla Facolta di Economia di Trieste, ha avviato il proprio percorso professionale nei mercati finanziari internazionali lavorando per la Hong Kong and Shangai Banking Corporation Group, (HSBC), a Londra e, in Italia, per varie banche tra cui IMI, banca allora controllata dal Ministero del Tesoro poi privatizzata e successivamente fusa con il Sanpaolo. Nel 2001 diviene ammninistratore delegato della Aei Holding (fondi comuni di investimento sostenibili) e nel 2004 direttore esecutivo della agenzia Standard Ethics di Bruxelles (rating etici e di sostenibilità).

Svolge ricerca sui temi della corporate governance, responsabilità sociale d'impresa, sviluppo sostenibile, modelli reputazionali e collabora con vari istituti di ricerca, tra cui la Scuola di Dottorato di Ricerca in Finanza dell'Università di Trieste.

Il 3 luglio 2007, è il secondo candidato ufficiale, dopo Walter Veltroni, alle elezioni primarie per la segreteria nazionale del Partito Democratico (seguiranno poco dopo anche quelle di Rosy Bindi ed Enrico Letta). La candidatura di Schettini venne presentata dallo stesso candidato, nella sua prima lettera aperta (3 luglio) come una testimonianza espressione di una “sinistra liberale e rigorosa”, non ideologica, ma pragmatica, meritocratica, ed “a forte connotazione europea”. Una visione che a suo parere non era correttamente rappresentata, fino a quel momento, né “dai DS, né della Margherita“ ma che forse avrebbe potuto trovare futura espressione nel PD. Favorevole al maggioritario (uninominale) e per una semplificazione e drastico ricambio nella vita politica nazionale, Schettini proseguirà le ultime tre settimane di campagna elettorale in "ticket" con Pier Giorgio Gawronski (le liste nazionali alle Primarie di Schettini: "Noi per il Partito Democratico"). Il 5 settembre 2007, in una lettera aperta, conia l'idea del partito "verde-bianco-rosso". Principio ispiratore che si ritrova nella dichiarazione ufficiale di presentazione del simbolo del Partito Democratico avvenuta il successivo 21 novembre.

Ha partecipato alla redazione del Codice Etico del PD collaborando direttamente con la Commissione presieduta da Sergio Mattarella (di cui Marcella Lucidi era relatrice). Se si asclude una sua candidatura di bandiera richiesta dal PD alle amministrative di Firenze del 2009 (in cui si affermò Matteo Renzi), non risulta che Schettini Gherardini abbia accettato ed avuto incarichi politici o istituzionali nel o per il PD.

Schettini Gherardini, tra il 1984 e 1987, ha avuto una pregressa esperienza politica durante il periodo universitario come segretario dei circoli fiorentini della Federazione Giovanile Repubblicana del Partito Repubblicano Italiano allora partito di sinistra[2] sotto la guida di Giovanni Spadolini. Risulta che sotto la sua segreteria fosse stata adottata per i circoli fiorentini, statutariamente, la certificazione indipendente obbligatoria del bilancio. Rimase l’unico caso nella politica italiana sino alle norme del 2012. [3]

Tra le monografie si cita "Etica, futuro e finanza", Edizioni Sole 24Ore del 2002, "Reputazione e rischio reputazionale in economia. Un modello teorico" Ed. Franco Angeli del 2011 (in ambito economico) e nel 2009 "Il Partito Democratico ed il rifiuto di Hans Bidermann", Edizioni Odissea / Nuove Scritture, Milano (ambito politico).

Note [modifica]

  1. ^ Nel novembre 2007 ha subito la modifica del proprio cognome in Schettini Gherardini per ragioni familiari
  2. ^ “un partito laico e di sinistra, ma non marxista”, secondo la definizione di Ugo La Malfa.
  3. ^ "Il Partito Democratico ed il rifiuto di Hans Bidermann", Edizioni Odissea / Nuove Scritture, 2009, Milano, p.71

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]