Jacobaea erucifolia

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Senecione serpeggiante
Senecio erucifolius - blossom (aka).jpg
Jacobaea erucifolia
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Genere Jacobaea
Specie J. erucifolia
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Senecioneae
Sottotribù Senecioninae
Nomenclatura binomiale
Jacobaea erucifolia
(L.) G.Gaertn., B.Mey. & Scherb., 1801
Sinonimi

Bas.: Senecio erucifolius
L., 1755

Il Senecione serpeggiante (nome scientifico Jacobaea erucifolia (L.) P.Gaertn., B.Mey. & Schreb., 1801) è una pianta erbacea, perenne a fiori gialli, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico potrebbe derivare da due fonti possibili: (1) da San Giacomo (o Jacobus); oppure (2) in riferimento all'isola di S. Jago (Capo Verde).[1] Il nome specifico (erucifolia) si riferisce alla somiglianza delle foglie con alcune specie del genere Eruca.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Jacobaea erucifolia) è stato proposto inizialmente da Carl von Linné e perfezionato successivamente da un gruppo di botanici tedeschi quali Gottfried Gaertner (1754-1825), Bernhard Meyer (1767-1836) e Johannes Scherbius (1769-1813) nella pubblicazione ”Oekonomisch-Technische Flora der Wetterau” del 1801.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

L'altezza di queste piante varia da 4 a 12 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante possiedono al loro interno delle sostanze chimiche quali i lattoni sesquiterpenici e alcaloidi pirrolizidinici[3] Inoltre l'habitus tipico dei Senecioni serpeggianti è la colorazione verde di tutta la pianta con superficie glabra (è presente un certo tomento biancastro solamente sui fusti e sulle foglie giovani).

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizomi.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea consiste in un rizoma ramificato. A volte quest'ultimi producono stoloni.[4]
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, ascendente, striata e pubescente. È ramosa nella metà superiore.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti sia foglie basali che cauline (disposte in modo alterno), sessili o picciolate. La lamina (a forma pennatosetta e contorno da ovoidale ad allungato) è profondamente divisa in strette lacinie (5 – 7 paia di segmenti) con un segmento apicale lungo quanto quelli laterali. La parte centrale indivisa è larga 2 – 3 mm. I segmenti laterali generalmente divergono di circa 90º e sono larghi 2 mm e dentati da un solo lato. Dimensioni medie delle foglie: larghezza 1,5 – 4 cm; lunghezza 3 – 12 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza è formata da numerosi capolini (da 20 a 60) in formazione corimbosa ampia che normalmente sovrastano l'apparato fogliare. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : un peduncolo sorregge un involucro a forma di bicchiere composto da più squame disposte su due ranghi (uno interno con 13 squame e uno esterno con 4 - 6 squame), che fanno da protezione al ricettacolo più o meno piano e nudo (senza pagliette)[5] sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati gialli (13 fiori) e quelli interni tubulosi di colore giallo più accentuato. Le squame della serie esterna sono più brevi (½ di quelle interne) e sono inserite alla base dell'involucro; sia quelle interne che quelle esterne alla fruttificazione sono eretto-patenti.[6] Diametro dei capolini: 12 – 15 mm. Dimensione dell'involucro: larghezza 5 mm; lunghezza 5 mm. Lunghezza delle squame interne: 5 – 7 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono zigomorfi e tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.

* K 0, C (5), A (5), G 2 (infero)[7]
  • Corolla: la parte inferiore dei petali è saldata insieme e forma un tubo; in particolare quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle fauci dilatate a cinque lobi, mentre nei fiori periferici (ligulati) il tubo termina con un prolungamento nastriforme terminante più o meno con cinque dentelli; tutta la ligula ha un portamento patente. Dimensione dei fiori ligulati: larghezza 1 mm: lunghezza 8 – 10 mm.
  • Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo.
  • Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma profondamente bifido. Le branche stilari sono sub-cilindriche, troncate e con un ciuffo di peli alla sommità.[5] Le ramificazione (dello stilo) consistono in linee stigmatiche marginali (i recettori del polline).[3] L'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concrescenti e contenente un solo ovulo.
  • Fioritura: da (giugno) luglio a settembre.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni cilindrici pelosi. Sono inoltre provvisti di un pappo peloso.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[8] – Distribuzione alpina[9])
  • Distribuzione: a parte le isole in Italia questa pianta è presente (ma rara) su tutto il territorio. Nella zona alpina è presente ma in modo discontinuo; oltreconfine (sempre nelle Alpi) è più o meno presente ovunque, come anche sui vari rilievi europei (a parte le Alpi Dinariche).[9] In America del Nord è presente (non frequentemente) ma è stata introdotta dall'Europa.[4]
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i fanghi, i suoli umidi, gli incolti in genere e le radure boschive. Ma anche i campi, le colture, i vigneti, le praterie rase, i prati e pascoli dal piano collinare a quello subalpino (sia igrofili che mesofili). Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[9]
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1000 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[9]:

Formazione: delle comunità perenni nitrofile
Classe: Artemisietea vulgaris

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma della sezione Jacobaea

La famiglia di appartenenza della Jacobaea erucifolia (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11]). Il genere Jacobaea Mill. contiene poche specie (non più di una trentina) distribuite in tutto il mondo ma con habitat in preferenza situati in zone temperate.
Il genere Jacobaea è di recente costituzione (2006)[12]. In realtà questo gruppo di piante era già stato individuato nel 1754 dal botanico scozzese Philip Miller (1691 – 1771), ma in seguito le sue specie confluirono nel più grande genere Senecio (formando una sezione autonoma: Jacobaea). Recenti studi filogenetici (sui plastidi e sul DNA nucleare[12]) hanno dimostrato tuttavia che questa sezione forma un clade ben supportato legato solo lontanamente alle altre specie del genere Senecio, giustificando così pienamente la “riabilitazione” del “vecchio” genere Jacobaea. Per merito del lavoro citato sono state individuate 27 specie da assegnare al nuovo genere. Le ricerche sono ancora in atto, è quindi possibile che altre specie del genere Senecio si trovino in una posizione migliore nel nuovo genere Jacobaea. Inoltre la recente formazione di questo genere non ha permesso alle varie checklist botaniche di essere prontamente aggiornate, creando così una certa confusione nella tassonomia di questo gruppo.
La specie di questa voce (J. erucifolia) secondo alcuni studi fatti all'inizio di questo nuovo millennio[13] venne assegnata alla sopracitata sezione Jacobaea (Mill.) Dumort. (e quindi al genere Jacobaea), caratterizzata da foglie divise (e non), squame dell'involucro erette dopo la caduta degli acheni e piante generalmente perenni.[5] A parte il gruppo basale (J. incana, J. adonidifolia, J. abrotanifolia e J. minuta) la J. erucifolia ha una posizione centrale nell'evoluzione del genere Jacobaea (vedi il cladogramma parziale tratto dallo studio citato quando ancora Jacobaea era una sezione del genere Senecio). In realtà la J. erucifolia (insieme a J. vulgaris e la J. acquatica) sono state sempre attribuite al gruppo Jacobaea nella letteratura tassonomica e sono generalmente considerate le tre specie “nucleo” del genere.[13]
All'interno del genere Jacobaea la specie di questa voce fa parte del sottogruppo “Jacobeae erucifolia aggr.”[14] composta dalle seguenti specie:

le cui principali caratteristiche sono l'involucro con 1 - 6 squame esterne, erbe generalmente pubescenti, perenni o bienni con le squame eretto-patenti alla fruttificazione.[6]
Il numero cromosomico di J. erucifolia è: 2n = 40.[15]

Variabilità[modifica | modifica wikitesto]

La variabilità di questa specie si manifesta nelle foglie e nei fiori ligulati.[16] Due sono le sottospecie presenti in Italia:[8][17]

  • subsp. erucifolia (la sottospecie descritta sopra per esteso)
  • subsp. tenuifolia B.Nord & Greuter: i segmenti delle foglie sono sottili e privi di denti; i fiori ligulati possono essere assenti; si trova solo nella Basilicata (questa varietà non è riconosciuta da tutti e alcuni botanici la considerano inclusa in J. erucifolia).


Altre sottospecie non presenti in Italia:

  • subsp. arenaria (Soo) B. Nord. & Greuter : la distribuzione è relativa all'Europa orientale e le zone attorno al Mar Nero.
  • subsp. praealta (Betol.) Greuter & B. Nord.: la distribuzione è relativa all'Europa occidentale (Spagna e forse Italia)
  • subsp. argunensis (Turcz.) Veldk.[12]

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

(I nome degli ibridi si riferiscono ancora alla vecchia denominazione “Senecio”)

  • Con la specie Jacobaea alpina (L.) Scop. la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico: Senecio lyratifolius Rchb[18]
  • Con la specie Jacobaea vulgaris L. la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico: Senecio × lichtensteiniensis J. Murr (1907)[19]
  • Con la specie Jacobaea maritima DC. la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico: Senecio × thuretii Briq. & Cavillier in Burnat (1916)[19]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Il basionimo per questa specie è: Senecio erucifolius L., 1755
Altri sinonimi sono:[12][19]

  • Jacobaea rubella Moench (1794)
  • Jacobaea suaveolens Gilib. (1782)
  • Jacobaea tenuifolia J. Presl & C. Presl (1819)
  • Senecio arnascensis Gandoger (1875)
  • Senecio autumnalis (Cariot) Gand.
  • Senecio brachiatus Jordan ex Martrin-Donos (1864)
  • Senecio chabertii Gandoger (1875)
  • Senecio delphiniifolius Rchb. (1826)
  • Senecio erucaefolius
  • Senecio erucifolius subsp. costae Rouy (1903)
  • Senecio erucifolius subsp. lycopifolius (Desf.) Nyman (1879)
  • Senecio erucifolius subsp. tenuifolius Schübler & Martens (1834)
  • Senecio erucifolius var. autumnalis Cariot
  • Senecio erucifolius var. ceratophyllus Willk. & Costa (1859)
  • Senecio erucifolius var. fallax Gremli ex Briq. & Cavillier in Burnat (1917)
  • Senecio erucifolius var. lyratus Lagrèze-Fossat (1847)
  • Senecio erucifolius var. subglabra Cariot (1872)
  • Senecio erucifolius var. tenuifolius (Schübler & Martens) Steudel (1841)
  • Senecio erucifolius var. thalassiophilus Briq. & Cavillier in Burnat (1917)
  • Senecio erucifolius var. viridulus (Martrin-Donos) Rouy (1903)
  • Senecio repens Dulac (1867)
  • Senecio sylvaticus L. (1754), non L. (1753)
  • Senecio tasconensis Martrin-Donos (1852)
  • Senecio tenuifolius Jacq. (1775)
  • Senecio viridulus Martrin-Donos (1862)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

I “senecioni” (almeno quelli della flora spontanea italiana) non sono molto dissimili uno dall'altro. Il Senecione serpeggiante si distingue per la particolare forma delle foglie (vedi descrizione relativa).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le parti della pianta sono tossiche (è presente una tossina che colpisce soprattutto il fegato). I conigli e diversi uccelli sembrano immuni dagli effetti della tossina.[20] Secondo la medicina popolare questa pianta è usata per le seguenti proprietà:[20]

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

Il Senecione serpeggiante in altre lingue viene chiamato nei seguenti modi:

  • (DE) Raukenblättriges Greiskraut
  • (FR) Séneçon à feuilles de roquette
  • (EN) Hoary Ragwort

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 19 luglio 2011.
  2. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 22 luglio 2011.
  3. ^ a b Judd 2007, op. cit., pag. 523
  4. ^ a b eFloras - Flora of North America. URL consultato il 7 luglio 2011.
  5. ^ a b c Motta 1960, op. cit., Vol. 3 – pag 694
  6. ^ a b Pignatti 19820, op. cit., Vol. 3 – pag 118
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 22 aprile 2009.
  8. ^ a b Conti et al. 2005, op. cit., pag. 163
  9. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 546
  10. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  11. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  12. ^ a b c d Pelser et al. 2006, op. cit., pag. 1-2
  13. ^ a b Pelser et al. 2002, op. cit., pag. 933
  14. ^ EURO MED – PlantBase. URL consultato il 22 luglio 2011.
  15. ^ Tropicos Database. URL consultato il 7 luglio 2011.
  16. ^ Pignatti 19820, op. cit., Vol. 3 – pag 131
  17. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 22 luglio 2011.
  18. ^ Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh). URL consultato il 7 luglio 2011.
  19. ^ a b c Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 7 luglio 2011.
  20. ^ a b Plants For A Future. URL consultato il 7 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]