Jackpot (film 1992)

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Jackpot
Paese di produzione Italia
Anno 1992
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, fantascienza
Regia Mario Orfini
Soggetto Anna Moroni
Sceneggiatura Adriano Celentano
Grazia Giardiello
Roberto Iannone
Mario Orfini
Produttore Mario Orfini
Fotografia Luciano Tovoli
Montaggio Pietro Scalia
Musiche Anthony Marinelli
Giorgio Moroder
Scenografia Gianni Giovagnoni
Rolf Zehetbauer
Costumi Maurizio Millenotti
Interpreti e personaggi

Jackpot è un film del 1992, diretto e prodotto dal regista Mario Orfini. È una pellicola a sfondo fantascientifico dai toni ecologisti, che è stata definita una "fiaba anti tecnologica".[1]

Ultimo film interpretato da Adriano Celentano, fu un insuccesso di critica e pubblico.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In una villa sul Lago di Como una decrepita ereditiera sovvenziona ricerche sullo "Juvenil", un prodotto che ridona la giovinezza, compiute da un gruppo di ragazzini di intelligenza portentosa. Quando le loro menti hanno bisogno di requie, Swift, l'uomo cibernetico che guida il programma, consiglia di affidare i piccoli geni all'umile giardiniere Furio, il quale nella sua supposta idiozia insegna loro a ridere, a giocare a mosca cieca, ad ascoltare il vento e a sentire i profumi della terra.

Grazie a questo incontro, l'esperimento prosegue a buon fine perché i ragazzini capiscono cos'è che manca ancora nell'esperimento.

Furio sembra inoltre suscitare le prime pulsioni amorose di Violet, una dei membri dell'equipe, che fa di tutto per attirare la sua attenzione nonostante la forte differenza d'età. Furio, dal canto suo, inizia a frequentare una donna che ha trovato per caso nella sua stanza: Prudence, un'ottantenne con il corpo mozzafiato di una quarantenne. Si tratta in realtà della nonna di Jeffrey, il leader dei piccoli geni, che si è sottoposta ai primi trattamenti con lo Juvenil e che è fuggita dalla conferenza stampa del lancio del prodotto dopo essersi sentita un fenomeno da baraccone.

Inoltre, Jeffrey vede in Furio un potenziale rivale amoroso in quanto è innamorato di Violet.

Una sera, mentre Furio e Prudence cenano, Violet decide di parlare con Furio e fargli sapere cosa prova. Jeffrey la segue, intenzionato a dichiararsi, e la sorpresa di trovarsi sia Violet che la nonna con Furio gli provoca un forte shock emozionale che lo fa correre disperato nel laboratorio: vuole infatti andare a CyberEden, la città virtuale che l'equipe ha creato e che ha popolato con individui trattati con la formula migliorata dello Juvenil.

Una volta arrivato, si trova di fronte ad uno scenario a metà tra il Cyberpunk e il post-apocalittico: una città che sembra tornata indietro nel tempo, con delle gigantesche montagne russe che fanno invecchiare fino alla morte chi le usa (una versione cyberpunk dell'Anello di Moebius). È quella CyberEden. Il leader di questo folle mondo altri non è che l'uomo cibernetico usato per migliorare lo Juvenil, il cui nome in codice è "773Tao", ovvero la versione speculare di "Jeff", il tatuaggio che Jeffrey porta sul petto.

Nel mondo reale, intanto, si lavora ad un modo per riportare Jeff sano e salvo: collegando infatti un componente di un computer all'autoradio della macchina di Furio, si può tentare il passaggio a CyberEden. Furio e Prudence si ritrovano così a CyberEden, dove vengono accolti dalla sua popolazione, un branco di ragazzini-teppistelli guidati da Fabian, il braccio destro di 773Tao. I due vengono così presi e portati alle montagne russe, dove subiscono un forte invecchiamento. Jeff, però, sfruttando la sua somiglianza con il leader di CyberEden, trova un modo per disattivare le montagne russe ed impedire così che i due muoiano. 773Tao sgattaiola nella macchina di Furio, facendosi passare per Jeffrey, ma Furio non ci casca e lo fa scendere, prendendo il vero Jeffrey e lasciando il suo alter-ego in balia dei teppistelli.

Una volta tornati al mondo reale, Jeffrey è salvo. I ragazzini e l'ereditiera hanno capito che, dopo l'esperienza a CyberEden, lo Juvenil non può essere la risposta contro la vecchiaia e decidono di cancellare tutto.

Tutti sono felici e pronti a lasciare la residenza dell'ereditiera.

Nel laboratorio, intanto, si procede alla cancellazione degli ultimi elementi di CyberEden: vengono cancellate le montagne russe, viene cancellato Fabian, ma quando si arriva a 773Tao il computer sembra che abbia delle difficoltà per cancellarlo.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La produzione del film ha avuto un costo dichiarato di 18 miliardi di Lire,[2] con contributi tecnici di nomi eccellenti tra i quali Luciano Tovoli (fotografia), Pietro Scalia (montaggio), Giorgio Moroder (musiche), Maurizio Millenotti (costumi).

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film recuperò al botteghino solo 158,573 milioni di Lire[3] (a fronte di un costo di produzione di 18 miliardi), malgrado fosse stato lanciato nel periodo natalizio.

Critica[modifica | modifica sorgente]

« insopportabile predicozzo contro i computer cattivi, e in favore del ritorno alla natura felice »
(Segnalazioni Cinematografiche[4])
« Fiaba anti-tecnologica snobbata dal pubblico, penalizzata dalla scarsa distribuzione e dileggiata dalla critica come velleitaria nel messaggio e grossolana nella realizzazione. La sceneggiatura poco ponderata e confusa mortifica il prestigioso cast internazionale e lascia incautamente libero Adriano Celentano - uomo di spettacolo di indubbio talento ma "profeta" esasperante e sentenzioso - di snocciolare i principi della sua filosofia di vita. »
(FantaFilm[1])

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Jackpot in Fantafilm. URL consultato il 26 dicembre 2013.
  2. ^ "Celentano, hai rovinato il tuo film"
  3. ^ Chiti Poppi Lancia 1991, op. cit., p. 339
  4. ^ JACKPOT - Film (1992)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]