Jack Johnson (pugile)
| John Arthur Johnson | ||
|---|---|---|
| Jack Johnson (ca. 1915) | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | John Arthur Johnson | |
| Paese | ||
| Altezza | 187 cm | |
| Pugilato |
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| Dati agonistici | ||
| Categoria | Pesi massimi | |
| Ritirato | 1 settembre 1938 | |
| Carriera | ||
| Incontri disputati | ||
| Totali | 102 | |
| Vinti (KO) | 71 (40) | |
| Persi (KO) | 13 (7) | |
| Pareggiati | 9 | |
Arthur John "Jack" Johnson (Galveston, 31 marzo 1878 – Raleigh, 10 giugno 1946) è stato un pugile statunitense. È stato il primo atleta di colore ed il primo texano a vincere il campionato del mondo di boxe dei pesi massimi.
La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo.
Indice |
[modifica] Gli inizi
Secondo di sei figli, nato da una famiglia di schiavi, lasciò la scuola nel quinto anno e provò diversi lavori in tutto il sud del Texas.
Iniziò la sua carriera nel mondo della boxe come sparring partner e nelle battles royal, mero intrattenimento per i bianchi che lanciavano soldi al vincitore.
[modifica] La carriera
Passò al professionismo nel 1897, ma nel 1901 venne arrestato poiché boxare era una professione fuorilegge nel Texas.
Lasciata la sua città natale, Johnson diventò il primo campione del mondo dei pesi massimi di colore e James J. Jeffries, il campione bianco di allora, rifiutò di combattere contro di lui a causa del colore della pelle. Nel 1908, Johnson batté Tommy Burns in un incontro organizzato in Australia e si laureò campione del mondo, anche se il titolo non venne ufficializzato fino al 1910, anno in cui finalmente combatté e batté Jeffries a Reno. La legislatura del Texas al tempo vietò le pellicole delle sue vittorie contro i bianchi per timore di tumulti.
Nel 1913, Johnson fuggì a causa della violazione della "Legge Mann" contro la tratta delle donne bianche per la prostituzione. Il motivo dell'incriminazione fu l'aver dato alla sua fidanzata, Belle Schreiber, un biglietto ferroviario per recarsi da Pittsburgh a Chicago. Durante il suo esilio dagli Stati Uniti, Johnson perse il suo titolo di campione del mondo a favore di un bianco, Jess Willard, a Cuba nel 1915.
Ritornò negli Stati Uniti il 20 luglio 1920 e venne immediatamente arrestato. Imprigionato a Leavenworth (Kansas), Johnson venne nominato direttore atletico della prigione. Dopo il suo rilascio ha partecipato solo ad esibizioni.
[modifica] Vita dopo la boxe
Aprì anche un locale ad Harlem, il "Club Deluxe", che diventò più tardi il famoso "Cotton Club".
Anche se sposato tre volte (con donne bianche), Johnson non ha mai avuto figli. Morì nel 1946 in un incidente automobilistico.
Nel 1970 Miles Davis gli dedico il disco A Tribute to Jack Johnson. Al termine dell'ultima traccia l'attore Brock Peters, impersonando Johnson, dice: «I'm Jack Johnson. Heavyweight champion of the world. I'm black. They never let me forget it. I'm black all right! I'll never let them forget it!» ("Io sono Jack Johnson. Campione del mondo dei pesi massimi. Sono nero. Non mi hanno mai permesso di dimenticarlo. In ogni caso io sono nero! E non permetterò mai che lo dimentichino!")
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