Jack Churchill

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John Malcolm Thorpe Fleming "Jack" Churchill
Jackchurchill.jpg
16 settembre 1906 - 8 marzo 1996
Soprannome "Fighting Jack Churchill" o "Mad Jack"
Nato a Surrey od Hong Kong
Morto a Surrey
Dati militari
Paese servito Regno Unito Regno Unito
Forza armata British Army
Specialità British Commandos
Unità Manchester Regiment
Grado tenente colonnello
Guerre seconda guerra mondiale
Decorazioni 2x Distinguished Service Order
2 x Military Cross
Frase celebre «Ogni ufficiale che va all'azione senza spada è equipaggiato in modo inappropriato.»

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John Malcolm Thorpe Fleming Churchill, meglio noto come Jack Churchill o con i soprannomi di Fighting Jack Churchill ("Jack Churchill il combattente") e Mad Jack ("Jack il matto") (Surrey o Hong Kong, 16 settembre 1906Surrey, 8 marzo 1996), è stato un militare britannico.

Combatté per tutta la durata della seconda guerra mondiale armato di longbow, frecce e spada scozzese a lama larga. È anche noto per il motto "ogni ufficiale che va all'azione senza spada è armato in modo inappropriato". Raggiunse il grado di tenente colonnello.[1]

Tra le sue decorazioni vanta il Distinguished Service Order con barra e la Military Cross con barra (la barra nelle onorificenze anglosassoni indica un ulteriore conferimento, quindi venne insignito due volte di entrambe).

Military Cross con barra

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel Surrey (in Inghilterra)[2][1] o ad Hong Kong[3][4][5], da genitori britannici ed educato al King William's College[6] sull'isola di Man, Churchill si diplomò a Sandhurst nel 1926 e prestò servizio in Birmania con il Manchester Regiment.[7] Lasciò l'esercito nel 1936 e lavorò come redattore di giornale. Grazie alla sua abilità nel maneggio dell'arco e con la cornamusa recitò una piccola parte nel film Il ladro di Bagdad.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Churchill guarda nella canna di un cannone campale da 75 mm conquistato

Churchill riprese servizio dopo l'invasione tedesca della Polonia. Nel maggio 1940, con il suo reparto, il Manchester Regiment, tese un'imboscata ad una pattuglia tedesca nei pressi di L'Epinette, in Francia. Churchill diede il segnale di attacco eliminando il Feldwebel (maresciallo) nemico con le sue frecce dentate, diventando il solo soldato britannico che risulti aver abbattuto un avversario con il longbow nella seconda guerra mondiale.[8] Dopo aver combattuto la battaglia di Dunkerque, si offrì volontario per i Commandos.[9]

Churchill fu vicecomandante del No. 3 Commando[10] nell'operazione Archery, un raid contro la guarnigione tedesca di Vågsøy (Norvegia, 27 dicembre 1941).[11] Quando calarono le rampe del primo mezzo da sbarco, Churchill balzò avanti dalla sua posizione e suonò un motivo con la sua cornamusa, prima di lanciare una granata e correre verso lo scontro nella baia. Per le sue azioni a Dunkerque e a Vågsøy Churchill ottenne la Military Cross (Dunkerque) con barra (Vågsøy).

Nel luglio 1943, divenuto comandante, guidò il No. 2 Commando dallo sbarco a Catania, equipaggiato secondo la propria tradizione: spada scozzese al fianco, longbow e frecce al collo e la sua cornamusa sotto il braccio.[12] Lo stesso fece nello sbarco di Salerno. Alla testa del No. 2 Commando, Churchill ricevette l'ordine di catturare un posto di osservazione tedesco alla periferia di Molina, che controllava un passo che conduceva alla testa di ponte di Salerno. Guidò l'attacco con il No. 2 Commando ed il No. 41, s'infiltrò nella città e catturò il posto facendo quarantadue prigionieri tra cui una squadra mortai. Churchill fece scendere dal passo i suoi e i prigionieri, i quali trasportavano su carretti i feriti. Commentò che era "un'immagine da guerre napoleoniche".[13] Per l'azione di comando di Salerno, ebbe il Distinguished Service Order.[14]

Nel 1944 guidò i Commandos in Jugoslavia, dove aiutò i partigiani di Tito dall'isola adriatica di Lissa.[15] In maggio gli fu ordinato di eseguire delle incursioni sull'isola di Brazza in mano ai tedeschi. Organizzò un'"armata Brancaleone" comprendente 1500 partigiani, il No. 43 Commando ed un troop (unità minore) del No. 40 Commando per il raid. Lo sbarco non incontrò resistenza, ma alla vista dei nidi da cui poi incontrarono il fuoco tedesco, i partigiani decisero di sospendere l'attacco fino al giorno dopo. La cornamusa di Churchill segnalò ai Commando rimasti di dare battaglia. Dopo essere stato mitragliato per errore da un caccia Spitfire della RAF, Churchill decise di ritirarsi per la notte e rilanciare l'attacco il mattino seguente. All'indomani, fu lanciato un attacco aggirante dal No. 43 Commando con Churchill alla testa di elementi del No. 40 Commando. I partigiani rimasero nell'area di sbarco; solo Churchill ed altri sei riuscirono a raggiungere l'obiettivo. Un proiettile di mortaio uccise o ferì tutti fuorché Churchill che stava suonando alla cornamusa Will Ye No Come Back Again? ("Non tornerai più?") mentre i tedeschi avanzavano.[16] Perse i sensi per le esplosioni delle granate e fu catturato. Fu poi trasferito in volo a Berlino per essere interrogato e successivamente inviato a Sachsenhausen.[3]

Jack Churchill (tutto a destra) guida un'esercitazione, spada in pugno, da un'Eureka boat[17] ad Inveraray

Nel settembre 1944 Churchill e un ufficiale della RAF strisciarono sotto il filo spinato, attraverso un canale di scolo abbandonato e tentarono di raggiungere a piedi la costa baltica. Furono catturati vicino alla città costiera di Rostock, a pochi chilometri dal mare. A fine aprile 1945 Churchill ed altri 140 prigionieri di spicco furono trasferiti in Alto Adige[18] scortati dalle SS. Una delegazione di prigionieri avvertì gli alti ufficiali dell'esercito tedesco che temevano che sarebbero stati uccisi.[19] Un'unità dell'esercito, comandata dal capitano Wichard von Alvensleben si mosse per proteggere i prigionieri. In inferiorità numerica, le SS si allontanarono, lasciandosi dietro i prigionieri.[20] I prigionieri furono liberati e dopo la partenza dei tedeschi, Churchill percorse a piedi 150 km fino a Verona, dove si congiunse ad un reparto corazzato statunitense.[3]

Siccome la guerra del Pacifico era ancora in corso, Churchill fu spedito in Birmania, dove si stavano combattendo le più grandi battaglie terrestri contro il Giappone. Quando Churchill arrivò in India, Hiroshima e Nagasaki erano già state bombardate e la guerra terminò. Contrariato per l'improvvisa fine del conflitto, Churchill avrebbe commentato: "Se non fosse stato per questi maledetti yanks, avremmo potuto tirare avanti con la guerra per altri 10 anni."[3]

Anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la seconda guerra mondiale, Churchill prese il brevetto di paracadutista, fu trasferito al reggimento scozzese Seaforth Highlanders, per poi finire in Palestina come vicecomandante del primo battaglione dell'Highland Light Infantry.[21] Nella primavera del 1948, appena prima che finisse il mandato nella regione, Churchill restò coinvolto in un altro scontro: assieme ad altri dodici suoi soldati, tentò di proteggere un convoglio medico di Hadassah,[22] che venne attaccato da centinaia di arabi. Il fuoco di copertura che gli inglesi riuscirono a fornire fu insufficiente a sventare il massacro[3]. In seguito, coordinò l'evacuazione di settecento ebrei fra medici, studenti e pazienti dall'ospedale di Hadassah presso il campus dell'Università Ebraica di Gerusalemme sul monte Scopus.[23]

Negli anni successivi Churchill funse da istruttore presso la scuola di guerra aero-terrestre in Australia, dove divenne un patito del surf.[24] Ritornato in Inghilterra, fu il primo uomo a cavalcare il mascheretto da 1,5 m del Severn e progettò la propria tavola. Anche da pensionato non rinunciò alla propria eccentricità. Sul treno che lo portava a casa, spaventava controllori e passeggeri buttando ogni giorno la sua valigetta dal finestrino, spiegò successivamente che in tal modo lanciava il bagaglio nel proprio cortile, così da non doverselo trasportare dalla stazione.[3]

Congedatosi dall'esercito nel 1959, avendo ricevuto due volte il Distinguished Service Order, morì nel Surrey nel 1996.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Churchill sposò Rosamund Margaret Denny l'8 marzo 1941[25] e dall'unione nacquero due figli, Malcolm John Leslie Churchill, nato l'11 novembre 1942 e Rodney Alistair Gladstone Churchill, nato il 4 luglio 1947.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Ian Drury, The amazing story of Mad Jack, the hero who took on the Nazis with a bow and arrow (and later became a professional bagpipe player) in Daily Mail, 31 dicembre 2012. URL consultato il 16 marzo 2014.
  2. ^ (EN) Lieutenant-Colonel Jack Churchill in The Telegraph, 13 marzo 1996. URL consultato il 16 marzo 2014.
  3. ^ a b c d e f (EN) Robert Barr Smith, Fighting Jack Churchill survived a wartime odyssey beyond compare in WWII History Magazine, luglio 2005. URL consultato il 16 marzo 2014.
  4. ^ (EN) Jack Churchill in Modern-day-commando.com. URL consultato il 16 marzo 2014.
  5. ^ (EN) Jack Churchill in Beyond Band of Brothers. URL consultato il 16 marzo 2014.
  6. ^ Collegamenti esterni in punto:
  7. ^ Collegamenti esterni in punto:
  8. ^ Young, Peter (1969). Commando, Ballantine Books
  9. ^ (EN) Robert Barr Smith, Fighting Jack Churchill survived a wartime odyssey beyond compare in WWII History Magazine, luglio 2005. URL consultato il 16 marzo 2014. – risulta comunque che l'adesione ai British Commandos avvenisse esclusivamente su base volontaria.
  10. ^ I British Commandos erano organizzati in unità semplicemente denominate con una progressiva numerica, dal No. 1 al No. 62.
  11. ^ Parker p.41
  12. ^ Parker p.133
  13. ^ Parker pp.136–137
  14. ^ London Gazette
  15. ^ Parker p.148
  16. ^ Parker pp. 150–152
  17. ^ Fonti in punto:
    • DeFelice, Jim Rangers at Dieppe New York: Berkley Caliber, The Penguin Group, 2008, ISBN 978-0-425-21921-8
    • Fergusson, Bernard The Watery Maze; the story of Combined Operations, Holt, New York, 1961.
    • Friedman, Norman U.S. Amphibious Ships and Craft: An Illustrated Design History, Naval Institute Press, Annapolis, 2002. ISBN 1557502501
    • Ladd, JD Assault From the Sea: 1939-1945, Hippocrene Books, Inc., New York, 1976. ISBN 0-88254-392-X
    • Lund, Paul, and Ludlam, Harry War of the Landing Craft, New English Library, London 1976. ISBN 0-450-03039-3
    • Maund, LEH Assault From the Sea, Methuen & Co. Ltd., London 1949.
    • Miller, John Guadalcanal: The First Offensive, US Government Printing Office, Washington, DC 1949.
    • Smith, W.H.B. Basic Manual of Military Small Arms Stackpole Books, Harrisburg PA ISBN 0-8117-1699-6
    • US Navy ONI 226 Allied Landing Craft and Ships, US Government Printing Office, 1944.
  18. ^ Fonti in punto:
  19. ^ È opportuno ricordare che le SS erano una sorta di milizia personale di Hitler, non facevano parte dell'esercito regolare, pur avendo anche proprie unità combattenti. Lo stesso Hitler, del resto, ebbe pressoché sempre un atteggiamento di diffidenza verso i vertici delle sue forze armate.
  20. ^ Peter Koblank: Die Befreiung der Sonder- und Sippenhäftlinge in Südtirol, Online-Edition Mythos Elser 2006 (German)
  21. ^ Collegamenti esterni in punto:
  22. ^ Collegamenti esterni in punto:
  23. ^ Collegamenti esterni in punto:
  24. ^ The Surfboard, National Public Radio. URL consultato l'8 novembre 2008.
  25. ^ thepeerage.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Parker, Commandos: The inside story of Britain's most elite fighting force, Londra, Bounty Books, 2000, ISBN 0-7537-1292-X.
  • Paul Kirchner, More of the Deadliest Men Who Ever Lived, Paladin Press, 2009, ISBN 978-1-58160-690-4.

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