Iwami (nave da battaglia)

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Iwami
Orël
La Iwami dopo la ricostruzione
La Iwami dopo la ricostruzione
Descrizione generale
Naval Ensign of Russia.svg Naval Ensign of Japan.svg
Tipo nave da battaglia
Classe Borodino
Proprietario/a Naval Ensign of Russia.svg Voenno Morskoj Flot Rossijskoj Imperii
Naval Ensign of Japan.svg Dai-Nippon Teikoku Kaigun
Impostata 2 giugno 1900
Varata 19 luglio 1902
Entrata in servizio settembre 1904
Radiata 9 maggio 1923
Destino finale Affondata come nave bersaglio il 10 luglio 1924
Caratteristiche generali
Dislocamento da progetto: 13.779 t
a pieno carico: 14.546
Lunghezza 121,1 m
Larghezza 23,2 m
Pescaggio 8,9 m
Propulsione 12 caldaie tipo Belleville a carbone

2 motori a vapore a tripla espansione

15.800 hp (11.782 kW)
Velocità 17,64 nodi  (32,67 km/h)
Autonomia 2.590 mn a 10 nodi (4.800 km a 19 km/h)
Capacità di carico 1.372 t di carbone
Equipaggio 806 tra ufficiali e marinai
Armamento
Armamento Alla costruzione:
  • 4 cannoni da 305 mm (12")
  • 12 cannoni da 152 mm (6")
  • 20 cannoni da 75 mm (3")
  • 20 cannoni da 47 mm (2")
  • 4 tubi lanciasiluri da 381 mm (15")

Dopo la ricostruzione:

  • 4 cannoni da 305 mm (12")
  • 6 cannoni da 200 mm (7.9")
  • 16 cannoni da 75 mm (3.1")
  • 20 cannoni da 47 mm (2")
  • 8 mitragliere da 37 mm (1,5")
  • 2 tubi lanciasiluri da 450 mm (18")
Corazzatura Alla costruzione:

Dopo la ricostruzione:

[senza fonte]

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La Iwami (石見?) fu una nave da battaglia appartenente alla classe Borodino che servì nella Voenno Morskoj Flot Rossijskoj Imperii e nella Dai-Nippon Teikoku Kaigun. Varata nei cantieri di San Pietroburgo col nome di Orël (in russo: Орёл?), fu una delle 8 navi da battaglia catturate dai giapponesi durante la battaglia di Tsushima. Ricostruita e sottoposta a numerose modifiche, fu integrata nella marina giapponese col nome di Iwami.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Classe Borodino (nave da battaglia).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte della Orël al termine della battaglia di Tsushima

La Orël prese parte alla battaglia di Tsushima assieme alle altre 3 navi della nuova classe Borodino già completate, la Borodino, la Imperator Aleksandr III e la Knyaz Suvorov. La Slava era ancora in costruzione. La Orël fu l'unica di queste a sopravvivere alla battaglia, entrando così nella storia navale come parte dell'ultima flotta che si arrese in alto mare. La mattina dopo la battaglia, infatti, l'ammiraglio Nikolaj Nebogatov si arrese e consegnò i resti della flotta da guerra russa all'ammiraglio Tōgō Heihachirō. Il capitano della Orël, Nikolaj Jung, rimase gravemente ferito durante la battaglia e morì due giorni dopo, il 29 maggio 1905. Durante la battaglia, la Orël fu colpita probabilmente da 5 colpi da 305 mm (12"), 2 da 254 mm (10"), 9 da 203 mm (8"), 28 da 152 mm (6") e da un elevato numero di colpi di piccolo calibro. La Orël soffrì solo danni moderati, tra cui la distruzione di due torrette da 152 mm (6") colpite da proiettili calibro 203 mm (8"). La sua corazzatura risultò abbastanza efficace, infatti un colpo da 305 mm (12") che colpì la corazzatura obliqua di 5¾" fu respinto, mentre una delle torrette della batteria principale riuscì a resistere ad un colpo da 254 mm (10"). Dopo la cattura, la Orël fu sottoposta a sostanziali modifiche, quali la riduzione di peso nelle parti superiori e la rimozione delle armi di piccolo calibro. Entrò in servizio nella Dai-Nippon Teikoku Kaigun col nome di Iwami dal nome dell'antica provincia di Iwami, attualmente parte della prefettura di Shimane. Fu scelto il nome di Iwami in quanto questa provincia era quella geograficamente più vicina al luogo della battaglia di Tsushima. Il 28 agosto 1912, la Iwami fu riclassificata come nave da difesa costiera di 1a classe. Durante la prima guerra mondiale, la Iwami partecipò all'Assedio di Tsingtao. Nel rispetto del Trattato navale di Washington, la marina giapponese acconsentì a demolire la Iwami. Radiata il 9 maggio 1923, fu impiegata come nave bersaglio ed affondata da aerei partiti dall'isola di Jogashima, nei pressi di Yokosuka, il 10 luglio 1924.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Antony Preston, World's Worst Warships, Conways Maritime Press, 2002.

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