Ivo Barnabò Micheli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ivo Barnabò Micheli (Brunico, 29 gennaio 1942Brunico, 20 luglio 2005) è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ivo Barnabò Micheli nacque a Brunico da padre italiano e madre austriaca e crebbe quindi, bilingue, a cavallo tra due culture. Agli inizi degli anni ’60 si spostò a Roma per studiare Lettere e filosofia e poi Sociologia presso l’Università La Sapienza. Nel frattempo fece il professore nelle scuole alto-atesine e collaborò alle “terze pagine” di varie riviste. [1][2]

Nel 1968 realizzò i suoi primi filmati per Il Terzo Programma della RAI e comparve come attore nel film “Discutiamo, Discutiamo” di Marco Bellocchio.

Tra il 1968 e il 2011 realizzò come sceneggiatore e regista quasi 30 opere tra documentari e film lungometraggi, gran parte dei quali sia in lingua italiana che in lingua tedesca.[3]


Le sue opere possono essere raggruppate in 5 gruppi tematici:

  1. Il tema della memoria del cinema e della letteratura: “Heinrich Böll”, “A futura memoria: Pier Paolo Pasolini” e “I giorni dell’avventura: Roberto Rossellini”
  2. Il tema della memoria e dell’identità negata: “Incastrato: N.C. Kaser”, “Eppur si muove”, e “Gli ultimi giorni dell’umanità”
  3. Il tema della diversità e della ricerca delle radici: “Mila 23 – c’era una volta il Danubio” e “Grenzen”
  4. Il tema sociale: “Troppo di niente” , “Le donne sono la metà del cielo” e “Il lungo Inverno”
  5. Il tema africano: “I corvi”, “Eritrea”, “Il re divino”, “Vento rosso” e “Timbouktu 52 jours”


Egli scriveva delle proprie opere: “hanno come filo rosso il tema della “radicalità”, da intendersi non solo come momento di ricerca delle radici dell’uomo in rapporto al suo ambiente e al suo tempo, ma anche come momento di provocazione e di rivolta contro l’identità negata, sul piano individuale o collettivo che sia.”


Filmografia [4][modifica | modifica wikitesto]

  • Holderlin (1968)
  • La Memoria di Kunz (1970), Internationales Forum des jungen Films di Berlino, Menzione speciale della chiesa evangelica
  • I corvi (1971), Internationales Forum des jungen Films di Berlino
  • Parliamo tanto di me: Cesare Zavattini (1973)
  • Le donne sono la metà del cielo (1974)
  • Troppo di niente: Le miniere del Sulcis (1975)
  • Eritrea (1976), Festival di Mannheim
  • Heinrich Boell (1977), Festival Mannheim (Menzione speciale della giuria), Festival dei Popoli di Firenze
  • Il re divino (1979), Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Festival di Lipsia, Festival del Cairo
  • Bruno Ganz: Viaggio di servizio (1979)
  • Vento Rosso (1982)
  • Incastrato: Norbert C. Kaser (1982), Festival di Vienna
  • Roma Antica (1983)
  • Il lungo inverno (1984), Festival di Berlino, Salsomaggiore, Valencia, Sorrento
  • A futura memoria: Pier Paolo Pasolini (1986), Premio Mikeldi de Oro al Festival di Bilbao[5], Premio "A. Grimme" dalla Repubblica Federale Tedesca, Festival di Locarno, Valencia, Rencontre d'Annecy, Festival dei Popoli di firenze, Festival Cinema Giovani Torino (1995),
  • Franz von Assisi (1988)
  • Roberto Rossellini: i giorni dell'avventura (1989), Mostra Internazionale del Cinema di Venezia
  • Eppur di muove (1989), Festival Cinema Europa, Viareggio
  • Gli ultimi giorni dell'umanità (1991)
  • 8x9 reflex: Giuseppe Primoli (1993)
  • Pier Paolo Pasolini (1995)
  • Timbouctou 52 Jours (1995)
  • Mila 23 - c'era una volta il danubio (1997), Mostra Internazionale del Cinema di Venezia
  • Voci del Sottosuolo - Mittelfest (1999)
  • Grenzen (2000)
  • Ich, Giordano Bruno- 17. Februar 1600 (2000)
  • Mein Kampf (2001)


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Film della TV – Rassegna di Programmi della Radiotelevisione italiana al Museo d’Arte Moderna di New York
  2. ^ Articolo sulla morte di Ivo Barnabò Micheli del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini presso la Cineteca di Bologna.
  3. ^ Articolo su Ivo Barnabò Micheli del Museion di Bolzano.
  4. ^ Dizionario del cinema italiano, I Registi, di Roberto Poppi, Gremese 2002
  5. ^ Premi del Festival di Bilbao.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 198809141