Ivan Milat

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ivan Robert Marko Milat (Guildford, 27 dicembre 1944) è un criminale e serial killer australiano, arrestato e condannato negli anni '90 per sette omicidi.

Backpacker Murders[modifica | modifica wikitesto]

Backpacker Murders (Gli omicidi dello zaino[1]) è il nome dato alla serie di omicidi avvenuti nel Nuovo Galles del Sud in Australia durante gli anni 90. I corpi di 7 giovani scomparsi vennero ritrovati parzialmente sepolti nel Belanglo State Forest, 15 km a sudovest della cittadina di Berrima. Cinque delle vittime erano saccopelisti stranieri in viaggio per l'Australia e due erano australiani di Melbourne. Ivan Milat è stato condannato per gli omicidi a 7 ergastoli e 18 anni.

Il termine Backpacker murders si riferisce ai 7 omicidi per cui Ivan Milat è stato condannato. Sono state fatte speculazioni circa la possibilità che non fosse da solo durante l'esecuzione degli omicidi e che possa averne commessi fino ad un totale di 37; se questo fosse provato Milat sarebbe il killer più "prolifico" della storia australiana (superando lo spree killer Martin Bryant, che uccise in un unico atto 35 persone nel massacro di Port Arthur).

Questi eventi hanno ispirato nel 2005 un film horror australiano intitolato Wolf Creek del regista Greg McLean

Attualmente sta scontando la sua pena in un carcere, pur continuando a dichiararsi innocente. Per protesta, nel gennaio del 2009 si è amputato il mignolo della mano sinistra con un coltello di plastica[2], mentre nel 2011 ha fatto uno sciopero della fame per farsi portare in cella una Playstation: perse 25kg.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Traduzione da google translate di backpack
  2. ^ Protesta di un detenuto australiano: si taglia un dito e lo invia alla Corte, "Corriere della Sera", 27 gennaio 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie