Ivan Francescato

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Ivan Francescato
Ivan Francescato con la maglia della Nazionale
Dati biografici
Nome Ivan Francescato
Nato 10 febbraio 1967
Treviso
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto
Morto 19 gennaio 1999
Treviso
Altezza 178 cm
Peso 80 kg
Dati agonistici
Disciplina Rugby XV
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo Tre quarti centro
Squadra
Ritirato 1999
Carriera
Giovanili
Squadre di club
1986/87  Tarvisium
1987/99  Benetton Treviso
Nazionale
1990/97 Bandiera dell'Italia Italia 38 (77)
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
 Coppa FIRA 1995-1997

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Statistiche aggiornate al 6 novembre 2008

Ivan Francescato (Treviso, 10 febbraio 196719 gennaio 1999) è stato un rugbysta italiano. Tre quarti centro, vinse quattro titoli italiani con il Benetton Treviso e un titolo di campione d’Europa con la Nazionale italiana; morì prematuramente nel 1999 a 32 anni ancora da compiere.

[modifica] Cenni biografici

Ivan Francescato proveniva da una famiglia di rugbisti: ultimo di sei fratelli, tre dei quali già internazionali (Bruno, Nello e Rino), mosse i primi passi nella Tarvisium, compagine trevigiana, con la quale esordì in serie A il 14 settembre 1986 a Milano contro la MAA.

Alla fine della stagione la Tarvisium retrocesse e Francescato passò all’altra squadra cittadina, la più blasonata Benetton, in cui si impose quasi subito come titolare nel ruolo di tre quarti centro, tanto che la maglia numero 13, quella del suo ruolo, fu identificata con il suo nome.

Con il club biancoverde Francescato si laureò quasi subito campione d’Italia (1989) e, l’anno successivo, si mise in luce per la Nazionale; Bertrand Fourcade lo convocò per un match di Coppa FIRA contro l'URSS. Qualche mese dopo il suo esordio internazionale, fu inserito nella lista dei convocati per la Coppa del Mondo di rugby 1991 in Inghilterra, nelle cui tre partite che videro impegnata l’Italia Francescato giocò da titolare.

Anche sotto la guida tecnica di Georges Coste Francescato rimase un punto fermo della Nazionale: prese parte alla Coppa del Mondo di rugby 1995 in Sudafrica (tre incontri anche in tale edizione, tutti da titolare) e, nel 1997, marcò la prima meta nella finale di Coppa FIRA che l’Italia disputò e vinse contro la Francia a Grenoble: mai gli Azzurri, prima di allora, avevano battuto i transalpini, e la circostanza fu ancor più notevole perché, oltre a dare all’Italia il titolo di campione d’Europa, tale vittoria le aprì di fatto le porte per l’ammissione al torneo delle Cinque Nazioni, poi divenuto Sei Nazioni. Quella contro la Francia fu, tuttavia, una delle ultime partite internazionali di Francescato: uscito per infortunio nel corso della partita, disputò altri 4 incontri nel 1997, poi nuovi problemi fisici lo resero indisponibile nel corso del 1998.

Intorno alle 3 del mattino del 19 gennaio 1999 Ivan Francescato fu colto da un malore in casa, dopo una serata trascorsa fuori casa con alcuni amici, compagni di squadra e la fidanzata; furono inutili i tentativi di soccorso e un rapido trasporto all’ospedale, perché Francescato morì poco dopo, apparentemente per un aneurisma cerebrale[1]; il Benetton Treviso decise il ritiro della maglia numero 13 del club e la sua sostituzione con la 18[2].

Il corpo fu sottoposto ad autopsia; la famiglia decise di donare le cornee del giocatore scomparso e invitò il club a organizzare una raccolta di fondi per un'iniziativa benefica a scopo sanitario in Africa[3]. Successivamente l’autopsia stabilì che la morte fu dovuta a un arresto cardiaco causato da un’arteriosclerosi delle coronarie, patologia che normalmente si riscontra in persone anziane: i medici dissero che il cuore di Francescato presentava le caratteristiche di quello di una persona di almeno il doppio dei suoi anni, attribuendo a possibili fattori genetici la malformazione[4].

In omaggio al giocatore scomparso, la Federazione Italiana Rugby ha istituito un progetto giovanile, l’Accademia del Rugby “Ivan Francescato”, «mirato a consolidare e potenziare le prestazioni SCOLASTICHE e SPORTIVE dei giovani talenti delle categoria Under 20 e Under 19»[5].

Dalla stagione 2008/09, infine, su richiesta dell’European Rugby Cup, l’organismo di governo della Heineken Cup e dell’European Challenge Cup, il Benetton Treviso ha dovuto ripristinare l’utilizzo della maglia numero 13, che è appannaggio dell’attuale capitano della squadra, l’italo-sudafricano Benjamin de Jager[6].

[modifica] Palmarès

[modifica] Note

  1. ^ Flavio Vanetti. «Addio a Francescato, gigante buono del rugby». Corriere della Sera, 20-1-1999. URL consultato in data 6/11/2008.
  2. ^ Dal profilo di Ivan Francescato, FedeRugby.it, cit.
  3. ^ «Donate le cornee di Ivan». Corriere della Sera, 21-1-1999. URL consultato in data 6/11/2008.
  4. ^ «Francescato aveva un cuore da anziano. Morto per arteriosclerosi delle coronarie». Gazzetta dello Sport, 26-5-1999. URL consultato in data 6/11/2008.
  5. ^ Dalla pagina di presentazione dell’Accademia sul sito FedeRugby.it, cit.
  6. ^ «De Jager, la maglia numero 13, il ruolo di capitano. Buona la prima del Benetton a Monigo». Corriere del Veneto, 21-9-2008. URL consultato in data 6/11/2008.

[modifica] Collegamenti esterni


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