Ittiofagi

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Il termine Ittiofagi (in greco Ἰχθυοφάγοι e in latino Ichthyophagi, ‘Mangiatori di pesce’) è un etnonimo utilizzato dagli autori greci e latini per le popolazioni litoranee del mare Eritreo che vivevano prevalentemente dello sfruttamento delle risorse marine.

Il primo autore a nominare gli Ittiofagi è Erodoto. Lo storico di Alicarnasso riporta forse da una fonte egiziana che il re achemenide Cambise, dopo aver conquistato l'Egitto (525 a.C.), incaricò alcuni Ittiofagi che si trovavano ad Elefantina di recarsi alla corte del re nubiano allo scopo di raccogliere informazioni sul paese.

Le fonti principali che ci permettono di conoscere meglio la cultura di queste popolazioni risalgono però ad epoca ellenistica.

Per quanto riguarda la costa del Makrān, oggi suddivisa politicamente tra il Pakistan e l'Iran, le informazioni derivano dai diari scritti dagli ufficiali di Alessandro Magno durante il ritorno dell'armata macedone dall'India. Tra questi, l'autore più importante è Nearco di Creta, che per ordine di Alessandro Magno comandò una flotta incaricata di esplorare le coste del Mare arabico dal delta dell'Indo fino al Golfo persico. Durante il viaggio, l'ufficiale poté osservare la vita nei villaggi costieri, che ha poi descritto nel suo diario di bordo. Il suo diario non si è conservato, ma fu ampiamente utilizzato da Flavio Arriano per scrivere il libro Indica, che costituiva un complemento alla sua Anabasi di Alessandro. Alcuni passi del diario di Nearco sono poi citati da altri autori greci e latini, come Plinio il Vecchio e Strabone.

La descrizione degli Ittiofagi del Mar Rosso dipende invece dalle relazioni riportate in Egitto dai naviganti tolemaici che esplorarono le rotte lungo la costa africana per commerciare con le regioni del Corno d'Africa che un tempo erano chiamate dagli Egiziani Paese di Punt. Queste relazioni non si sono conservate, ma confluirono in un'opera dedicata interamente al Mare Eritreo scritta nel II secolo a.C. da Agatarchide di Cnido, di cui restano i riassunti del I e del V libro nella Biblioteca storica di Diodoro Siculo e nella Biblioteca del Patriarca di Costantinopoli Fozio I.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Studi[modifica | modifica sorgente]

  • R. Bloch, «Ichthyophagoi», in Der Neue Pauly. Altertum. Stuttgart-Weimar, Verlag J. B. Metzler, vol. 5, 1998, p. 883.
  • O. Longo, «Un viaggio fra i mangiatori di pesci (dal Periplo di Nearco)», Atti e Memorie dell’Accademia Patavina di Scienze Lettere ed Arti, Memorie della Classe di Scienze morali Lettere ed Arti, XCVIII, parte III, 1986, p. 153-57.
  • O. Longo, «I mangiatori di pesce: regime alimentare e quadro culturale», Materiali e discussioni per l’analisi dei testi classici, 18, 1987, p. 9-56.
  • O. Nalesini, «Roman and Chinese Perception of a “Marginal” Coastal Population: Ptolemy’s Far Eastern Ichthyophágoi», in The Prehistory of Asia and Oceania, Edited by G. Afanas’ev, S. Cleuziou, J. R. Lukacs and M. Tosi, Forlì, ABACO, 1996, p. 197-204.
  • Oscar Nalesini, "History and use of an ethnonym: Ichthyophágoi", in Connected Hinterlands: Proceedings of Red Sea Project IV held at the University of Southampton September 2008, edited by L. Blue, J. Cooper, R. Thomas and J. Whitewright. Oxford, Archaeopress, 2009, pp. 9-18.
  • J. Tkač, «Ichthyophagoi», in Paulys Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft, neue Bearbeitung von G. Wissowa, Stuttgart, IX, 1916, coll. 2524-31.
  • H. Treidler,«Ichthyophagen», in Der Kleine Pauly. München, Beck’sche Verlag, vol. II, 1979, coll. 1333-34.