Italians (film)

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Italians
Paese di produzione Italia
Anno 2009
Durata 116 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere commedia, drammatico, azione
Regia Giovanni Veronesi
Soggetto Giovanni Veronesi, Andrea Agnello, Ugo Chiti
Sceneggiatura Andrea Agnello, Ugo Chiti, Giovanni Veronesi
Produttore Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
Produttore esecutivo Maurizio Amati
Casa di produzione Filmauro
Distribuzione (Italia) Filmauro
Fotografia Tani Canevari
Montaggio Claudio Di Mauro
Musiche Paolo Buonvino
Scenografia Laura Pozzaglio
Costumi Gemma Mascagni
Interpreti e personaggi
Premi

Italians è un film del 2009 diretto da Giovanni Veronesi e interpretato da Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Ksenia Rappoport e Dario Bandiera, che si sviluppa in due distinti episodi.

Il film (riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano) si propone di raccontare in due episodi i vizi e le virtù degli italiani all'estero nelle località di Dubai e San Pietroburgo.

Il titolo del film riprende una identica definizione del giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che, come appare nei titoli, ne ha concesso l'utilizzo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Primo episodio[modifica | modifica sorgente]

« Gli Italiani sono il popolo che suona più di tutti ..... al Metal Detector »
(Frase tratta dal New York Times che dà il titolo al primo episodio)

Fortunato è un camionista specializzato nel trasporto di veicoli di lusso, specialmente Ferrari, verso l’Arabia Saudita e i Paesi del Golfo in special modo Dubai. Fortunato ormai stanco di una vita lontana da casa, che lo costringe a vedere poco la figlia comunica

Sergio Castellitto, qui ripreso al Festival di Cannes del 2009, è uno dei due principali interpreti del primo episodio

al principale l’intenzione di lasciare l’incarico ed andare in pensione. Viene scelto il giovane Marcello come suo successore e Fortunato accetta di accompagnarlo per l’ultimo viaggio in modo da insegnarli i segreti del mestiere. Ma durante il viaggio Fortunato gli rivela che tutta l’attività è illegale; le Ferrari sono rubate, i passaporti sono falsi e Marcello deve passare per figlio di Fortunato.

Fortunato conosce ormai molto bene usi e abitudini del paese musulmano, in cui ha amici ed è molto conosciuto. Marcello invece non sa nulla di tali usanze e porta con sé una rivista porno, vietatissima nei Paesi musulmani, che rischia di mettere in crisi il loro viaggio. Nonostante ciò arrivano a Dubai e consegnano le auto al proprietario dell’autosalone dove si trova anche un pilota inglese, che dovrà partecipare, il giorno dopo, ad una gara tra auto di lusso, occasione di ricche scommesse. Conclusa la loro "missione" e incassati i soldi, i due decidono di spassarsela, assieme a due prostitute, in un locale.

Qui Fortunato, offeso dalle allusioni di tipo razzista del pilota inglese[1], lo picchia, scatenando un rissa che li porta entrambi in prigione. Li libera pagando la cauzione il padrone della concessionaria, ma in cambio Fortunato dovrà partecipare alla gara al posto del pilota inglese che ha messo fuori combattimento nella rissa.

Fortunato riesce a vincere la gara ed il premio di 30.000 dollari messo in palio. Durante il viaggio di ritorno i due decidono di donare questa somma ad Hamed, un pastore amico di Fortunato, affinché egli possa far operare sua figlia che da piccola era rimasta ustionata al viso.

Mentre sono sulla nave che li riporta a casa, Marcello rivela la sua vera identità: egli è in realtà un agente dell'Interpol che si chiama Walter Lo Russo, infiltrato per smascherare il traffico di auto rubate, e gli comunica che lo deve arrestare. Però durante il viaggio gli si è affezionato e fa in modo di lasciarlo solo, con la scusa di andare a prendersi un caffè. In realtà per lasciare una occasione di fuga a Fortunato, che lui coglierà gettandosi in mare. Walter sorride mentre il fuggitivo raggiunge a nuoto la riva.

Secondo episodio[modifica | modifica sorgente]

Ksenia Rappoport, qui ripresa alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009, è una delle principali interpreti del secondo episodio
« La vita è troppo breve per NON essere Italiani »
(Frase tratta da una T-shirt che dà il titolo al secondo episodio)

Giulio Cesare Carminati, un affermato dentista romano, è costretto a recarsi a San Pietroburgo per un convegno medico che lui stesso ha organizzato ma al quale non vorrebbe partecipare a causa della depressione in cui è caduto da quando la moglie l'ha lasciato. Le insistenze del suo collega di studio lo portano a contatto con Vito Calzone, un esuberante siciliano che vive nella città russa ed organizza incontri con "escort" locali a favore degli italiani.

Senza molta convinzione Carminati, seguendo le vaghe indicazioni di Calzone, avvicina una donna, ma si tratta di un equivoco, che ne provoca una inviperita reazione.[2] Il giorno dopo si scopre che in realtà lei è Vera, l'interprete italo-russa che gli organizzatori del convegno gli avevano destinato. Nonostante lui si scusi dell'accaduto, Vera durante una cena di gala si vendica, sottoponendo il dentista italiano ad una figuraccia[3]. Poi però gli confessa di averlo messo in ridicolo. Consci entrambi di essersi comportati male, i due alla fine si perdonano ed entrano in reciproca simpatia.

Una sera Carminati viene trascinato da Calzone ad una festa nella fastosa casa del magnate russo Vladimir Kabajenko, nel corso della quale si apparta con una prostituta che si rivela però dedita a pratiche sadomaso. Carminati riesce a sfuggire alle violente attenzioni della donna, ma intanto Kabajenko ha scoperto che la figlia ha un fidanzato segreto, cosa per lui intollerabile. Torturato, Calzone, rivela che l'amante sarebbe Carminati, mentre in realtà è lui. I due devono scappare per evitare i sicari che Kabajenko scatena sulle loro tracce. Mentre Calzone non riesce a fuggire e viene assassinato. Carminati si mette in salvo con l'aiuto di Vera che lo nasconde presso un orfanotrofio che gestisce assieme alla sorella in un piccolo centro lontano dalla città.

Qui Carminati allaccia, nonostante la barriera linguistica, un intenso ed affettuoso rapporto con i bambini orfani. Dopo qualche tempo Kabajenko viene arrestato e quindi lui potrebbe senza più pericolo lasciare il suo rifugio e tornare in Italia. Ma alla fine decide di rimanere lì, dove ha trovato l'affetto dei piccoli e, forse, anche di Vera.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

[senza fonte]

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film ha realizzato in Italia € 12.150.000 secondo i dati Cinetel[4] È il film italiano di maggior successo dal 1º gennaio al 14 giugno 2009: quasi 2 milioni di spettatori, al 2º posto nella classifica generale dopo Angeli e demoni (USA), pur avendo avuto un cauto lancio pubblicitario.[5]

Critica[modifica | modifica sorgente]

In generale il film ebbe una buona accoglienza, a parte le osservazioni su un uso eccessivo di "product placement".[6] È stato definito come "una commedia che insegue il successo di «Manuale d'amore» e di «Che ne sarà di noi» e racconta, tra risate e lacrime, vizi e virtù patrie".[7] Buone valutazioni anche sugli attori con "Castellitto al vertice del suo talento eclettico, Scamarcio sempre più convincente ed un gran talento della Rappoport. Siamo nel cinema di consumo, se volete, ma di rispettabile qualità"[8] Più articolato il giudizio di Maurizio Cabona: "Per gli odierni mezzi di Cinecittà, Italians di Giovanni Veronesi è un kolossal. Ma che piccola figura fa il suo finanziarsi accatastando sfrontate, insistite pubblicità! Il cinema italiano è così: o lo stile pauperistico, detto «due stanze e cucina», o belle riprese in esterni e all'estero, rese insopportabili dai colori da cartolina e dal vedere più marchi"[9] È stato anche richiamato "il modello dei film ad episodi, concepiti come platea per gli assoli degli attori" secondo una ispirazione che si rifà " un po' a Monicelli ed un po' a Scola"[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ il pilota inglese irride gli italiani cantando, ma con una sguaiata versione offensiva del testo, la canzone "L'italiano" di Toto Cutugno.
  2. ^ «Voi italiani siete tutti puttanieri» gli grida, gettandogli in faccia il contenuto di un bicchiere.
  3. ^ a fronte di una domanda scientifica, gli fa cantare, tra lo sconcerto dei medici presenti, la canzone "Quando quando quando".
  4. ^ Cinetel
  5. ^ dato riportato in http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/film/commedia/italians_155996.shtml.
  6. ^ con questa espressione si intende "l'inserimento di un prodotto e/o marchio in un film, a fronte del pagamento di un corrispettivo al produttore del film". Definizione che si trova in:(PDF) http://www.anica.it/online/attachments/018_quaderno1.pdf
  7. ^ Federica Lamberti Zanardi su "Il Venerdì di Repubblica" del 23 gennaio 2009.
  8. ^ Tullio Kezic sul "Corriere della Sera" del 23 gennaio 2009.
  9. ^ "Il Giornale" del 25 gennaio 2009
  10. ^ Roberto D'Agostino su La Repubblica" del 23 gennaio 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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