Italia all'Eurovision Song Contest

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Italia
EuroItalia.svg
Televisione RAI
Stato ospite 1965
1991
Partecipazioni 39
Prima partecipazione 1956
Miglior piazzamento 1°, 1964
1°, 1990
Peggior piazzamento 17°, 1966

L'Italia è tra i paesi fondatori dell'Eurovision Song Contest, che si ispira al Festival di Sanremo. Molti artisti italiani hanno partecipato all'Eurovision Song Contest nel corso degli anni come rappresentanti di altre nazioni. L'Italia ha vinto la competizione due volte: la prima volta nell'edizione 1964 svoltasi a Copenaghen con l'allora sedicenne Gigliola Cinquetti e la canzone Non ho l'età (per amarti), la seconda nel 1990 a Zagabria con Toto Cutugno e la canzone Insieme: 1992. A seguito di queste vittorie l'Italia ha acquisito il diritto di organizzare l'edizione successiva della manifestazione, precisamente l'edizione 1965 a Napoli, e l'edizione 1991 a Roma. La RAI, dopo il 1997, ha interrotto la sua partecipazione all'Eurovision Song Contest e ne ha sospeso anche la trasmissione. L'UER, il 2 dicembre 2010, ha annunciato il ritorno dell'Italia all'Eurovision Song Contest 2011 dopo 14 anni dall'ultima partecipazione. L'Italia è il membro dei "Big Five" che conta all'attivo meno partecipazioni: solo 39 contro le oltre 50 degli altri quattro Paesi.[1][2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anni '50[modifica | modifica sorgente]

Domenico Modugno al Gran Premio Eurovisione della Canzone 1958

La prima partecipazione dell'Italia coincide con la prima edizione dell'Eurovision Song Contest, svoltasi a Lugano nel 1956; da quella volta ottenne discreti risultati, senza mai piazzarsi nelle ultime posizioni e raggiungendo anche un terzo posto grazie a Domenico Modugno e alla sua Nel blu dipinto di blu.

Anni '60[modifica | modifica sorgente]

Gigliola Cinquetti canta al Gran Premio Eurovisione della Canzone 1964, dove vincerà con "Non ho l'età (per amarti)

Nei primi anni di questo decennio le canzoni italiane continuarono a non sfigurare, raggiungendo un terzo posto con il brano Uno per tutte interpretato da Emilio Pericoli nel 1963, che fu seguito dalla vittoria del 1964 a Copenaghen, dove si impose Gigliola Cinquetti con Non ho l'età (per amarti). L'anno successivo vide Bobby Solo raggiungere a Napoli il quinto posto con la canzone Se piangi se ridi, dopo il quale arrivò un periodo di scarsi risultati per il tricolore, il primo dei quali fu un ultimo posto nel 1966 ottenuto da Domenico Modugno, seguito da altre tre edizioni in cui il miglior risultato fu una decima piazza, nonostante le partecipazioni di artisti quali Claudio Villa, Sergio Endrigo ed Iva Zanicchi.

Anni '70[modifica | modifica sorgente]

La situazione cominciò a migliorare nel decennio successivo, con un ottavo posto di Gianni Morandi nel 1970 con il brano Occhi di ragazza, seguito da un quinto posto di Massimo Ranieri (nel 1971 con L'amore è un attimo) ed una sesta piazza di Nicola Di Bari (1972, I giorni dell'arcobaleno) e ancora una volta Massimo Ranieri nel 1973 con Chi sarà con te, classificatosi tredicesimo. Nel 1974 l'Italia sfiora la sua seconda vittoria, nuovamente con Gigliola Cinquetti, la cui canzone fu seconda solo a Waterloo degli ABBA. Questa edizione fu trasmessa in Italia solo qualche mese dopo lo svolgersi della manifestazione, per la sua prossimità con il referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio: la decisione venne presa dai vertici della RAI che ritenevano che il titolo della canzone che rappresentava il paese potesse influenzare il voto degli italiani. L'anno seguente l'Italia ottenne il secondo podio consecutivo, grazie al terzo posto della coppia Wess-Dori Ghezzi che cantò il brano Era. L'ultimo risultato di rilievo, per quanto riguarda questo periodo, fu ottenuto nel 1976 da un'altra coppia, quella formata da Al Bano e Romina Power, alla loro prima partecipazione con We'll Live It All Again (cantata parte in italiano e parte in inglese), giunta al settimo posto. Poi, solo piazzamenti tra il 12º e il 15º posto da parte di Mia Martini, Ricchi e Poveri e Matia Bazar.

Anni '80[modifica | modifica sorgente]

Questo decennio iniziò con un buon sesto posto, ottenuto nel 1980 da Alan Sorrenti con la sua Non so che darei. Nel 1981 la RAI decise, per la prima volta dall'introduzione della manifestazione nel 1956, di non partecipare, adducendo questioni di scarso interesse. L'assenza italiana terminò nel 1983, quando il paese fu rappresentato da un brano interpretato da Riccardo Fogli. In questo periodo l'Eurovision Song Contest ebbe la sua maggiore popolarità in Italia: nel 1984 Alice e Franco Battiato arrivarono quinti con il brano I treni di Tozeur; l'anno seguente vide Al Bano e Romina Power classificarsi settimi interpretando la canzone Magic, Oh Magic. Nel 1986 la RAI si ritirò nuovamente per motivi interni, facendo poi ritorno all'Eurovision Song Contest 1987, quando Umberto Tozzi e Raf arrivarono terzi con il brano Gente di mare. Chiusero questo decennio le partecipazioni di Luca Barbarossa (1988, Ti scrivo)arrivato dodicesimo e della coppia Anna Oxa-Fausto Leali (1989, Avrei voluto)arrivati noni.

Anni '90[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 l'Italia tornò a vincere, a Zagabria (nell'allora Jugoslavia) con Toto Cutugno, autore e interprete del brano Insieme 1992. Fu così che l'edizione 1991 venne ospitata in Italia. Inizialmente questa doveva svolgersi a Sanremo, ma per motivi di sicurezza (dovuti alla guerra del Golfo e a tensioni in Jugoslavia) la sede fu spostata a Roma, dove fu scelto come teatro della manifestazione un capannone di Cinecittà. A detta della maggior parte dei commentatori europei ci fu un buon grado di improvvisazione, e la presentazione (affidata ai due vincitori italiani Toto Cutugno e Gigliola Cinquetti), fu non troppo brillante per varie ragioni, tra cui la scenografia, la disorganizzazione (che portò quell'edizione a durare quasi un'ora più del previsto) e la scarsa dimestichezza che Toto Cutugno aveva con l'inglese. Per organizzare la manifestazione furono spesi 12 miliardi di lire e la diretta televisiva registrò tra i 6 e i 7 milioni di spettatori. L'Italia fu rappresentata da Peppino Di Capri, scelto direttamente dalla RAI, e per la prima volta il brano fu interpretato in napoletano: si tratta della canzone Comme è ddoce 'o mare, piazzatasi al settimo posto. Quest'edizione fu vinta dalla Svezia, che l'anno successivo ospitò l'edizione 1992, alla quale l'Italia prese parte con Mia Martini, che fece una buona impressione con il brano Rapsodia, tanto da ottenere un buon quarto posto. Nel 1993 fu la volta di Enrico Ruggeri, che, svantaggiato anche dal sorteggio (dovette esibirsi per primo) ottenne solamente un 12º posto.

Nel 1994 la RAI si ritirò nuovamente dall'Eurovision Song Contest, sempre motivando la propria scelta con uno scarso interesse da parte del pubblico. Tale assenza durò per altri due anni, fino all'edizione 1996, al termine della quale l'UER non risparmiò delle critiche alla televisione di stato italiana per il suo comportamento[3]. Forse a causa di ciò, e probabilmente anche per le pressioni delle case discografiche, nel 1997 la RAI tornò a partecipare all'Eurovision Song Contest: accadde in Irlanda, con i Jalisse che, tra i favoriti della vigilia, conquistarono il quarto posto con Fiumi di parole, canzone vincitrice di Sanremo quello stesso anno. Il commentatore fu Ettore Andenna, fautore delle trasmissioni europee, mentre Peppi Franzelin dava conto dei voti assegnati agli altri paesi dall'Italia (la stessa coppia era presente 4 anni prima, sempre in Irlanda). Si trattò senza dubbio di un ottimo risultato, non senza ombre secondo lo stesso Andenna, il quale sostenne che la RAI non sembrasse soddisfatta dei pronostici e che volesse a tutti i costi evitare di vincere[4]. In ogni caso, quella del 1997 fu per l'Italia l'ultima partecipazione alla competizione per molto tempo: vane furono infatti le proteste di Annalisa Minetti e delle case discografiche, che nel 1998 volevano prendere parte all'edizione di quell'anno. Da allora però, nessuna motivazione venne più addotta dalla RAI.

Edizioni 1993 e 1997: possibile boicottaggio da parte della RAI?[modifica | modifica sorgente]

A più riprese sono state gettate delle ombre, mai provate né smentite, sul comportamento della RAI all'Eurovision Song Contest. Già per l'edizione 1993 fu avanzato qualche sospetto nei confronti dell'emittente pubblica, rea di aver ostacolato Enrico Ruggeri al fine di non vincere la manifestazione, onde evitare di dover ospitare l'edizione 1994; a farlo fu lo stesso Ruggeri, nel libro Piccoli mostri, nel quale dedica un capitolo alla vicenda; nel 2001, poi, il conduttore di quell'edizione, Ettore Andenna, chiamato a commentare queste dichiarazioni in un'intervista[4], afferma che

« Non si possono definire con certezza queste voci che diventano delle leggende metropolitantelevisive, di certo c'è sempre stata una sorta di terrore da parte di televisioni di "alto rango" di vincere l'Eurofestival perché questo avrebbe comportato il doverlo organizzare l'anno successivo e non c'era volontà di investire una discreta quantità di quattrini con la paura di un'audience non all'altezza. Sono cose che sanno tutti, ma guai a dirle, non ho mai capito perché. Forse è per questo che mi hanno buttato fuori dai giri di valzer. »

Ma le polemiche più grandi riguardano l'edizione del 1997 a Dublino: i partecipanti erano i Jalisse, freschi vincitori al Festival di Sanremo 1997 e favoriti per la vittoria finale. Anche quest'edizione, per l'Italia, fu commentata da Ettore Andenna, il quale, nell'intervista di cui sopra, afferma di avere addirittura scommesso qualche sterlina sulla vittoria del duo italiano. Stando alle parole del presentatore, gli addetti ai lavori non erano contenti del fatto che la possibilità di vincere fosse piuttosto concreta, tanto da interrompere il collegamento con Andenna non appena questi confermò di avere scommesso sui Jalisse; queste le sue parole:

« (...) Un'ora prima dell'inizio della manifestazione, chiesi di parlare con il capostruttura e gli dissi : "Mario (Maffucci, n.d.a.) qui i bookmakers ci danno vincenti o nella peggiore delle ipotesi secondi". Ripenso con un sorriso al gelo dall'altra parte ed alla richiesta di conferma se stessi scherzando o meno. E quando confermai che perfino io avevo scommesso, il collegamento venne velocemente interrotto e mai più ripreso fino alla mezzanotte quando mi dissero che la trasmissione stava venendo bene, che avevo buttato venti sterline, che anche i bookmakers possono sbagliare e bla bla bla. Mi è sempre rimasto il dubbio se standomene zitto e non facendomi trascinare dall'italico entusiasmo non avrei fatto un favorone ai Jalisse. »

Le parole di Andenna non sono mai andate giù ai Jalisse, come dichiarato in un'intervista[5]; il duo in particolare sostiene che al rientro in Italia sia stato vittima di una "caccia alle streghe", e che anche a causa di questo è stato emarginato. Parallelamente in un articolo de Il Gazzettino, peraltro ripreso anche da Striscia la notizia, in riferimento alla mancata vittoria a Dublino, dichiararono:

« (...) fummo silurati perché la Rai non ne voleva sapere di organizzare la manifestazione in Italia, come sarebbe toccato se avessimo vinto. (...)[6] »

e in riferimento al loro immediato futuro:

« Tornati dall'Eurofestival fummo "cancellati". Dovevamo fare il Festivalbar, tornare a Sanremo con un brano di Morra e Fabrizio. Niente. Ci hanno messo contro tutti, hanno cominciato a dire ad altri cantanti "farete la fine dei Jalisse", a raccontare che siamo spariti, che non facciamo più niente. Per anni abbiamo presentato pezzi al Festival, musiche di Bacalov, di Rita Levi Montalcini, quest'anno insieme a Santino Spinelli, ambasciatore musicale dei Rom nel mondo. Niente. E allora abbiamo capito che non è il pezzo, è noi che non vogliono.(...)[6] »

La vicenda è stata ripresa di recente nel libro dell'ex direttore di TV Sorrisi e Canzoni Gigi Vesigna, Vox Populi, voci di sessant'anni della nostra vita, ben accolto dai diretti interessati, che ripercorre le varie controversie di cui il Festival di Sanremo è stato protagonista, dedicando spazio anche alle partecipazioni italiane all'Eurovision Song Contest 1993 e 1997[7].

Ad ogni modo, è bene notare che un paese vincitore può legittimamente rinunciare ad organizzare l'Eurovision Song Contest, pagando però delle penali[senza fonte].

La lunga assenza degli anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Avvenne così che in Italia non si sentì più parlare di Eurovision Song Contest, se non in rare occasioni e quasi sempre da fonti estere, così la manifestazione cadeva sempre più nell'oblio, tanto che alcuni artisti italiani che vi hanno partecipato credevano addirittura che la manifestazione fosse stata soppressa[8]. Solo nel 2006 la RAI e l'UER si sono riavvicinate per trattare un ritorno dell'Italia all'edizione 2007, ma senza risultati. All'edizione 2008 partecipò San Marino (il cui network pubblico, San Marino RTV, è una società partecipata del gruppo Rai), con la canzone Complice, interpretata dal gruppo Miodio (scelto tramite una selezione interna) e finita ultima nella prima semifinale. E a settembre dello stesso anno, prima dell'edizione 2009, Raffaella Carrà (reduce da 3 programmi legati all'evento in Spagna) chiese ed ottenne di poter ospitare all'interno di Carràmba! Che fortuna un cantante o gruppo che ha preso parte all'Eurovision Song Contest 2008, per far conoscere l'evento e riaccendere l'interesse in esso; in particolare alla prima puntata è stato presente il vincitore del 2008 Dima Bilan; erano previste però molte più partecipazioni di quelle che effettivamente furono effettuate; quella del danese Simon Mathew fu preceduta da un vero e proprio elogio della Carrà all'Eurovision Song Contest[9], dopodiché alcuni gruppi e cantanti, che dovevano prendere parte alle puntate successive, non furono presentati. Non si sa il motivo di questa mancanza.

L'UER, con l'intenzione di avere il maggior numero possibile di partecipanti, fece di tutto affinché anche l'Italia tornasse a partecipare[10]. In particolare, nel 2008 l'allora responsabile dell'Eurovision Song Contest Svante Stockselius ha annunciato, durante l'incontro con l'OGAE Serbia che, nel caso di un ritorno, il paese entrerà a far parte dei Big (ovvero nazioni che, per il loro contributo fondamentale all'UER, possiedono uno status intoccabile che concede loro di accedere direttamente in finale).[11]

Anni 2010: il ritorno[modifica | modifica sorgente]

Marco Mengoni ha rappresentato l'Italia nel 2013, conquistando il settimo posto e garantendo al Paese la terza top ten di fila.

Il 6 settembre 2010 il direttore di Rai 2 Massimo Liofredi, nel presentare la nuova edizione di X Factor, ha accennato a sorpresa alla possibilità che il vincitore dell'edizione potesse poi partecipare all'Eurovision Song Contest, riaccendendo improvvisamente l'interesse intorno alla manifestazione.[12]

Il 2 dicembre la RAI ha inoltrato la domanda di partecipazione all'Unione Europea di Radiodiffusione, ed il 31 dicembre arriva la conferma ufficiale che l'Italia prenderà parte all'Eurovision Song Contest 2011[1][2][13] dopo 14 anni di assenza, e gareggerà direttamente in finale essendo stata inserita dall'UER nei Big (insieme a Germania, Regno Unito, Spagna, Francia), cioè tra i paesi maggiori contributori delle attività dell'ente. Inoltre Liofredi, intervistato da un blog, ha annunciato che la RAI sceglierà internamente il suo rappresentante.

La scelta, poi, è avvenuta nell'ambito del Festival di Sanremo 2011, ed è caduta sul giovane Raphael Gualazzi (vincitore per altro della categoria Giovani); l'annuncio è stato dato nel corso della puntata finale della manifestazione canora dal presentatore Gianni Morandi e dal direttore di Rai 1 Mauro Mazza, che ha anche dichiarato che la finale del 14 maggio sarebbe stata trasmessa da Rai 2[14][15][16], mentre la seconda semifinale (dove l'Italia deve votare) andrà su Rai 5.

La prima partecipazione ha avuto risultati contrastanti: Gualazzi, all'ultima votazione, ha strappato il 2º posto finale ad Eric Saade, finendo dietro soltanto alla coppia azera vincitrice Ell e Nikki, e ha ricevuto per quattro volte i 12 punti (da Bandiera di San Marino San Marino, Bandiera dell'Albania Albania, Bandiera della Spagna Spagna e Bandiera della Lettonia Lettonia) ma in televisione lo show è stato seguito da 1,2 milioni di persone (6,5% di share).

Nonostante ciò, la RAI ha partecipato anche all'edizione 2012 a Baku; la scelta è ricaduta su una concorrente del Festival di Sanremo 2012, Nina Zilli, che con la versione bilingue di L'amore è femmina è arrivata nona, mentre gli ascolti sono leggermente migliorati con 1,3 milioni e 7,43% di share.

Già ad ottobre 2012 la RAI annuncia la partecipazione per l'anno dopo, e la scelta ricade sul vincitore di Sanremo 2013 Marco Mengoni con il brano L'essenziale. Per la prima volta il 18 maggio 2013 il concorso è stato trasmesso anche su Rai HD. La semifinale su Rai 5 (che rispetto a 2011 e 2012 ha una migliore copertura del territorio, pur se ancora vacante in alcuni territori) raggiunge 150.000 spettatori e lo 0,65% di share, più del doppio rispetto alla media di rete. Anche la finale migliora gli ascolti con 1,9 milioni e 9,17% di share, e Mengoni conquista il settimo posto (terza top 10 di fila per l'Italia).

Per il 2014, la RAI annuncia la trasmissione di entrambe le semifinali, cambiando inoltre rete e spostandosi su Rai 4.

Selezione della canzone[modifica | modifica sorgente]

Il Festival di Sanremo ha spesso rappresentato la gara di preselezione italiana all'Eurovision Song Contest: molte delle partecipazioni italiane sono canzoni che hanno vinto Sanremo, o comunque interpretate dai vincitori dell'edizione più recente dello stesso.

Dal 1956 al 1966, per regolamento, la canzone vincitrice di Sanremo ha rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest (ciò è successo anche nel 1972, nel 1997 e nel 2013).Dal 1967 al 1969 (ma anche nel 1987, 1989 e nel 1993) l'interprete vincitore del Festival ha presentato una canzone inedita come partecipazione all'ESC. Nel 1988, 1990 e 1992 sono invece i cantanti secondi o terzi classificati del Festival, che hanno partecipato all'ESC con una canzone inedita.

Nella prima metà degli anni settanta le partecipazioni italiane sono state collegate non più al Festival di Sanremo, bensì a Canzonissima: chi vinceva questa manifestazione partecipava di diritto all'Eurovision Song Contest con una canzone inedita, sebbene questo requisito non fosse necessario per la partecipazione.

Per quanto riguarda l'edizione 1984 Franco Battiato ed Alice partecipano in quanto vincitori della manifestazione Azzurro 1983[17].

Per l'edizione 2011 la RAI ha delegato la scelta del concorrente per l'Italia al Festival di Sanremo, precisamente ad una commissione composta tra gli altri da Gianni Morandi, Gianmarco Mazzi, il direttore di Rai 1 Mauro Mazza e il direttore di Rai 2 Massimo Liofredi. Il nome del concorrente, Raphael Gualazzi è stato annunciato nell'ultima serata del Festival di Sanremo 2011.[14][15][16]

Per l'edizione 2012 la RAI ha fatto la stessa cosa del 2011 scegliendo Nina Zilli.

Per l'edizione 2013, il metodo è stato lo stesso, anche se il fatto che Marco Mengoni, oltre a concorrere per l'Italia, abbia anche vinto il Festival di Sanremo con il brano L'essenziale, lo ha reso il primo artista italiano arrivato all'Eurovision Song Contest da vincitore del Festival dai tempi sopra narrati dei Jalisse.

La vittoria o il piazzamento ad una manifestazione canora nazionale non è un requisito necessario per gareggiare all'Eurovision Song Contest, in quanto il regolamento non pone particolari vincoli di selezione (ad esempio, nel 1991 la RAI scelse internamente Peppino di Capri).

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Anno Posizione Artista Canzone
1956 NF
NF
Franca Raimondi
Tonina Torrielli
Aprite le finestre
Amami se vuoi
1957 Nunzio Gallo Corde della mia chitarra
1958 Domenico Modugno Nel blu dipinto di blu (Volare)
1959 Domenico Modugno Piove (Ciao ciao bambina)
1960 Renato Rascel Romantica
1961 Betty Curtis Al di là
1962 Claudio Villa Addio addio
1963 Emilio Pericoli Uno per tutte
1964 Gigliola Cinquetti Non ho l'età (Per amarti)
1965 Bobby Solo Se piangi se ridi
1966 17º Domenico Modugno Dio come ti amo
1967 11º Claudio Villa Non andare più lontano
1968 10º Sergio Endrigo Marianne
1969 13º Iva Zanicchi Due grosse lacrime bianche
1970 Gianni Morandi Occhi di ragazza
1971 Massimo Ranieri L'amore è un attimo
1972 Nicola Di Bari I giorni dell'arcobaleno
1973 13º Massimo Ranieri Chi sarà con te
1974 Gigliola Cinquetti
1975 Wess e Dori Ghezzi Era
1976 Al Bano e Romina Power Noi lo rivivremo di nuovo
1977 13º Mia Martini Libera
1978 12º Ricchi e Poveri Questo amore
1979 15º Matia Bazar Raggio di luna
1980 Alan Sorrenti Non so che darei
1983 11º Riccardo Fogli Per Lucia
1984 Alice e Franco Battiato I treni di Tozeur
1985 Al Bano e Romina Power Magic, Oh Magic
1987 Umberto Tozzi e Raf Gente di mare
1988 12º Luca Barbarossa Ti scrivo (Vivo)
1989 Anna Oxa e Fausto Leali Avrei voluto
1990 Toto Cutugno Insieme: 1992
1991 Peppino Di Capri Comme è ddoce 'o mare
1992 Mia Martini Rapsodia
1993 12º Enrico Ruggeri Sole d'Europa
1997 Jalisse Fiumi di parole
2011 Raphael Gualazzi Madness of love
2012 Nina Zilli L'amore è femmina (Out of Love)
2013 Marco Mengoni L'essenziale
2014 Emma La mia città
  • NF - Non finalista

Commentatori[modifica | modifica sorgente]

Anni Commentatori
1956-1959 Bianca Maria Piccinino
1960 Giorgio Porro
1961 Corrado Mantoni
1962-1973 Renato Tagliani
1974 Rosanna Vaudetti
1975-1977 Silvio Noto
1978-1979 Rosanna Vaudetti
1980 Michele Gammino
1983 Paolo Frajese
1984 Antonio De Robertis
1985-1987 Rosanna Vaudetti
1988 Daniele Piombi
1989 Gabriella Carlucci
1990 Peppi Franzelin
1991 La trasmissione, essendo trasmessa dalla RAI, era in Italiano.
1992 Peppi Franzelin
1993-1997 Ettore Andenna
2011 Raffaella Carrà (Rai 5, seconda semifinale)
Bob Sinclar e Raffaella Carrà (Rai 2, finale)
2012 Federica Gentile (Prima semifinale su Rai 5)
Filippo Solibello e Marco Ardemagni (Finale su Rai2)
2013 Federica Gentile (Prima semifinale su Rai 5)
Filippo Solibello e Marco Ardemagni con Natascha Lusenti (Finale su Rai 2 e HD)

Trasmissione in Italia[modifica | modifica sorgente]

Essendo l'Italia membro UER tramite la Rai, questa ha l'esclusiva di trasmissione. Nel 2003, l'evento è stato trasmesso da Gay.tv.

Anno Rete televisiva
1956 Programma Nazionale
1957 Programma Nazionale
1958 Programma Nazionale
1959 Programma Nazionale
1960 Programma Nazionale
1961 Programma Nazionale
1962 Programma Nazionale
1963 Programma Nazionale
1964 Programma Nazionale
1965 Programma Nazionale
1966 Secondo Programma
1967 Secondo Programma
1968 Secondo Programma
1969 Secondo Programma
1970 Secondo Programma
1971 Programma Nazionale
1972 Programma Nazionale
1973 Programma Nazionale
1974 Secondo Programma
1975 Programma Nazionale
1976 Rete1
1977 Rete1
1978 Rete2
1979 Rete1
1980 Rete2
1983 Rete1
1984 RaiDue
1985 RaiDue
1987 RaiDue
1988 RaiTre
1989 RaiUno
1990 RaiDue
1991 RaiUno
1992 RaiDue
1993 RaiUno
1997 RaiUno
2003 Gay.tv
2011 Rai5 (Semifinale)

Rai2 (Finale)

2012 Rai5 (Semifinale)

Rai2 (Finale)

2013 Rai5 (Semifinale)

Rai2 HD (Finale)

2014 Rai4 (Semifinali)

Rai2 (Finale)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Sietse Bakker, Italy applied for 2011 Eurovision Song Contest!, Eurovision.tv, 2 dicembre 2010. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  2. ^ a b (EN) Italy plans Eurovision Song Contest comeback, BBC News.co.uk, 3 dicembre 2010. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  3. ^ Italia, soltanto tu snobbi l' Eurofestival
  4. ^ a b Intervista a Ettore Andenna
  5. ^ Eurosong Italia
  6. ^ a b Striscialanotizia.it: 'Il Gazzettino' - Jalisse... fiumi di rabbia
  7. ^ Esce il libro di Gigi Vesigna: "Jalisse boicottati dalla Rai all'Eurofestival 1997″. Attacchi alle giurie di Sanremo
  8. ^ Eurofestival 2010: l'eco nei media italiani, Eurofestival News. URL consultato il 1º giugno 2010.
  9. ^ YouTube - Simon Mathew a Carramba che fortuna!
  10. ^ Eurovision Song Contest Oslo 2010 | News - EBU working for Eurovision full house in 2010
  11. ^ Svante Stockselius meets members of OGAE Serbia
  12. ^ Indiscrezione confermata: era l'Eurofestival la rassegna di cui parlava il direttore di Rai Due, Eurofestival News.ws. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  13. ^ Clamoroso: l'Italia ha completato l'iscrizione all'Eurofestival 2011! E Nathalie prepara la versione inglese del suo pezzo.., Eurofestival News.ws. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  14. ^ a b (EN) Victor M. Escudero, and finally... Italy is back with Raphael Gualazzi!!, Eurovision.tv, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  15. ^ a b Raphael Gualazzi parteciperà all'Eurosong 2011, SoundsBlog.it, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  16. ^ a b Daniele Pasquini, EUROVISION SONG CONTEST 2011: RAPHAEL GUALAZZI, VINCITORE DEL FESTIVAL DI SANREMO 2011 SEZIONE GIOVANI, RAPPRESENTERA' L'ITALIA, Davide Maggio.it, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  17. ^ Alice e Battiato intervistati da un conduttore del Lussemburgo in occasione dell'Eurofestival

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]