Itala (azienda)

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Itala
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Stato Italia Italia
Fondazione 1904 a Torino
Chiusura 1934
Sede principale Torino
Persone chiave Matteo Ceirano (fondatore)
Alberto Orasi (A.D.)
Settore Casa automobilistica
Prodotti Autoveicoli
L'Itala usata nel 1907 nel raid Pechino-Parigi

La Itala Fabbrica Automobili è stata fondata a Torino nel 1904 da Matteo Ceirano e altri cinque soci, tra i quali figurava il pilota Guido Bigio. A lungo è stata la seconda fabbrica italiana e le vetture prodotte sono state esportate in tutto il mondo, avendo nella clientela i nomi dei regnanti e dei grandi protagonisti dell'epoca nel campo della finanza e del potere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Debuttò nel 1906 alla Targa Florio, aggiudicandosi la vittoria. In relazione alla qualità della sua produzione, a buon diritto, è tuttora ritenuta nel campo del collezionismo internazionale una marca con forte connotazione sportiva.[1]

Nel 1907 il principe Scipione Borghese con il pilota/meccanico Ettore Guizzardi e il passeggero giornalista Luigi Barzini senior, inviato speciale del "Corriere Della Sera", prese parte con il modello 35/45 HP al Raid internazionale Pechino-Parigi e lo vinse con grande vantaggio su tutti gli altri concorrenti. Dell'avventura Luigi Barzini scrisse il diario nel libro "La metà del mondo vista da un automobile" (all'epoca "automobile" era maschile. Gabriele D'Annunzio ne cambiò il genere successivamente), che venne tradotto in più lingue e diffuse la fama del marchio in tutto il mondo. Attualmente la Itala 35/45 HP, vincitrice del Raid Pechino-Parigi, è stata restaurata nel 1987 e oggi è conservata presso il Museo Biscaretti di Torino. Questo stesso veicolo ha ripercorso nel 2007 il famoso raid, dopo cent'anni dalla storica impresa, con la spedizione italiana Overland.

Nel 1908 la contessa Lucy Christalnigg, pilota di automobili, vinse il Wanderpreis della Carinzia al volante di una Itala. La contessa poi fu la prima vittima sul fronte dell'Isonzo, uccisa per errore mentre era al volante - probabilmente della stessa macchina. [2]

Durante la prima guerra mondiale, dal 1917, la fabbrica dedicò l'intera attività alla produzione di motori su licenza Hispano-Suiza per l'aeronautica. Lo stato prefallimentare iniziò con una fornitura di 3.000 autocarri che l'esercito drasticamente ridusse a poche centinaia poiché la guerra stava per finire: inoltre il Governo italiano pagò il dovuto all'azienda solo con molte rate quindi in un lungo periodo. La crisi continuò con la gestione parastatale a partire dal 1925 poiché il Governo italiano fu incapace di ratificare un importante accordo con la Polonia che necessitava di una notevole fornitura di vetture e veicoli industriali: quell'accordo certo avrebbe consentito all'Itala un cospicuo rifinanziamento.[3]

L'impresa proseguì nello sviluppo automobilistico fino all'anno 1929, quando, per motivi finanziari, si fuse con le Officine Metallurgiche e Meccaniche di Tortona, assumendo la nuova ragione sociale Itala S.A.. La società venne messa in liquidazione nel 1931 e infine chiuse nel 1934 sotto il nuovo nome di Itala SACA, organizzata per completare e vendere le rimanenze di produzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Itala, Vincitrice della prima Targa Florio nel 1906. URL consultato il 04-03-2011.
  2. ^ Cristianini, Nello. 2014. L'ultima estate: storia di Lucy Christalnigg e della fine di un mondo. Scotts Valley, CA: CreateSpace. ISBN 978-1495363924
  3. ^ editore Laterza, 1984, L'automobile italiana 1918-1943 di Alberto Bellucci, capitolo Crollano le piccole grandi marche, pag.33

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