Istituti italiani di cultura all'estero
Gli istituti italiani di cultura all'estero sono, a tutti gli effetti, organi periferici del Ministero degli Affari Esteri. Essi attualmente sono 93 e sono disciplinati dalla Legge 401/90 e dal Regolamento 392/95.
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Funzioni degli Istituti [modifica]
Gli Istituti italiani di cultura (dall'articolo 8 della legge 401/90):
- stabiliscono contatti con istituzioni, enti e personalità del mondo culturale e scientifico del paese ospitante e favoriscono le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura e della realtà italiane o comunque finalizzati alla collaborazione culturale e scientifica
- forniscono la documentazione e l'informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni
- promuovono iniziative, manifestazioni culturali e mostre
- sostengono iniziative per lo sviluppo culturale delle comunità italiane all'estero, per favorire sia la loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria d'origine
- assicurano collaborazione a studiosi e studenti italiani nella loro attività di ricerca e di studio all'estero
- promuovono e favoriscono iniziative per la diffusione della lingua italiana all'estero, avvalendosi anche della collaborazione dei lettori d'italiano presso le università del paese ospitante, e delle università italiane che svolgono specifiche attività didattiche e scientifiche connesse con le finalità del presente articolo.
Nel perseguimento dei propri obiettivi, l'Istituto Italiano di Cultura collabora con le diverse Università, Istituzioni, organizzazioni e associazioni presenti nel Paese in cui si trova la Sede.
L’Istituto inoltre organizza e promuove, come da sue finalità, eventi culturali quali mostre, rassegne cinematografiche, concerti, conferenze, spettacoli teatrali e di danza; favorisce la partecipazione di artisti italiani ai principali momenti artistici del Paese in cui risiede; assicura la presenza di autori, editori e libri nelle Fiere internazionali del libro; promuove e sviluppa le relazioni inter-universitarie e la cooperazione dei sistemi educativi.
All'interno dei vari Istituti di Cultura ci sono solitamente libri, riviste e DVD a libera consultazione.
Modalità di reclutamento e di carriera [modifica]
Così come per la maggioranza delle cariche e delle funzioni legate al Ministero degli Affari Esteri, le modalità di accesso e i requisiti necessari per chi sia interessato a lavorare negli IIC sono disponibili, in occasione di concorsi pubblici, sul portale Concorsi MAE e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Si tratta in parte di posti omologhi a quelli della carriera diplomatica, in parte attribuiti attraverso avvisi e bandi pubblicati in Gazzetta. Responsabile degli IIC nel mondo è la Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Esteri, con sede alla Farnesina.
Negli Istituti Italiani di Cultura all'estero esistono tre figure professionali: i direttori, gli addetti e i contrattisti. I direttori e gli addetti fanno parte dell'Area della Promozione Culturale (APC) del Ministero degli Affari Esteri (MAE). In tale Area si entra solamente mediante concorso (procedura di mobilità oppure concorso pubblico). I contrattisti vengono selezionati anch'essi con procedura concorsuale, ma ciò avviene in sede, cioè nella città e nel paese dove ha sede l'Istituto.
Esiste poi la possibilità di lavorare negli IIC (assunti e pagati dal singolo IIC) come insegnante nei corsi di lingua italiana. Tale problematica è regolata dalla legge 296/98. La selezione avviene tramite concorso espletato, anche questo, in loco e prevede un contratto per un anno rinnovabile al massimo per un altro anno. Se indire o meno il concorso è questione a totale discrezione del Direttore dell'Istituto di Cultura.
Esistono infine svariate forme di collaborazione con gli IIC, occasionali o più durature, retribuite e non retribuite. In tutto ciò gli IIC hanno una notevole autonomia e il punto di riferimento è quindi il Direttore del singolo e specifico IIC.
Pertanto, due sono i modi migliori per candidarsi: -tramite concorso per entrare nell'APC o per insegnare ai sensi della legge 296/98 (entrambi i tipi di bando vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e sono reperibili anche sul sito esterno del MAE - www.esteri.it o, per l'insegnamento, sui singoli siti degli IIC) -con contatti diretti con gli IIC per ogni altra forma di collaborazione.
Sedi nel mondo [modifica]
Gli Istituti Italiani di Cultura sono collocati in vari paesi del mondo, assicurando così una capillarità di punti di riferimento per la diffusione della lingua e della cultura italiane.
Sedi in Europa [modifica]
Sede di Bratislava [modifica]
l’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava, fondato nel 1922 con il nome di “Circolo Italiano” e ben presto (nel 1924) rinominato “Circolo Italiano di Cultura”, chiuso nel 1942, riaperto nel 1946 con il nome di “Istituto di Cultura Italiana” e quindi nuovamente chiuso nel 1949, è tornato ad essere attivo nel 1999, nel centro storico, in via Kapucinska 7, a due passi dal Castello.
Già negli anni ’20 – ‘30, personalità della levatura di Bonaventura Tecchi, Leone Pacini, Ettore Lo Gatto tenevano conferenze e dibattiti e ricercavano le tracce della presenza di artisti italiani in Slovacchia nell’intento di ricreare quelle consonanze tra le due nazioni che, oggi, sono proprio i principi fondanti della nuova Europa.
L’Istituto organizzava corsi di lingua, di conversazione e di cultura. Dedicava ampio spazio alle conferenze, segnatamente di carattere letterario, e s’impegnava in eventi culturali che spaziavano dall’arte alla musica.
L’IIC odierno è una moderna struttura dello Stato Italiano nonché un basilare elemento dell’azione diplomatica che l’Italia svolge in Slovacchia, attraverso la promozione della lingua e la cultura italiana nelle sue molteplici forme.
Sede di Parigi [modifica]
L'Istituto ha sede in un prestigioso "hôtel particulier" della fine del '700, nel cuore del quartiere Saint-Germain, tra la rue de Varenne, la rue de Grenelle e la rue du Bac. Costruito dall'architetto Legrand tra il 1776 ed il 1792, fu dimora di Monsieur de Talleyrand e sede del Ministero degli Affari Esteri francese dal 1794 al 1821. Le sue splendide sale hanno visto passare personaggi illustri da Napoleone Bonaparte a Madame de Staël, da Chateaubriand al poeta Antoine-Vincent Arnault. Acquistato dallo stato Italiano nel 1909, l'Hôtel de Galliffet ospitò dapprima l'Ambasciata, poi il Consolato Generale d'Italia e, infine, nel 1962, l'Istituto Italiano di Cultura.
Crocevia di incontri, dibattiti e manifestazioni culturali, l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi è dotato di una biblioteca-mediateca di oltre 40.000 volumi, recentemente informatizzata, di un ufficio informazioni e di una scuola di lingua italiana per stranieri.
Sede di Praga [modifica]
L’Istituto Italiano di Cultura di Praga, situato nel quartiere di Malá Strana, nasce nel giugno 1942. I primi accordi culturali con l’Italia vennero siglati a Praga il 18 maggio 1971 e rinnovati con la Repubblica Ceca nel corso del 2011 dai due governi.
Il monumento storico dell'Istituto Italiano di Cultura di Praga appartenne alla Congregazione Italiana di Praga (comunità italiana a Praga) già a partire dal 1573. I quattro secoli di storia, nella quale l'edificio ha più volte variato la destinazione d'uso (ospedale, orfanotrofio,casa di maternità,scuola), sono raccontati negli archivi storici tutt'ora conservati nell'IIC Praga.
La biblioteca dell`IIC Praga, nata nel 1922 come centro di documentazione, raccoglie circa 20.000 volumi.
Sede di Sofia [modifica]
L'Istituto Italiano di Cultura di Sofia è stato creato nel 1950 come Ufficio culturale dell’Ambasciata italiana a Sofia. L’IIC di Sofia si occupa dell’organizzazione di manifestazioni culturali sia nella capitale che nelle principali città della Bulgaria. Inoltre l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia organizza corsi di lingua italiana ed è sede di esame per la certificazione CELI per tutto il territorio bulgaro.
Sede di Stoccolma [modifica]
L'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma è stato fondato nel 1941 e la sua sede è stata progettata da Gio Ponti e Pier Luigi Nervi in stile italiano.
Sedi in America [modifica]
Sede di Città del Messico [modifica]
La sede di Città del Messico si trova in un elegante spazio verde in Calle Francisco Sosa nel quartiere di Coyoacàn, celebre centro della vita culturale messicana. L'istituto organizza corsi di lingua.
Sede di San Francisco [modifica]
Inaugurato nel 1978 come sezione distaccata della sede di New York ed autonomo nel 1983. L'Istituto si è trasferito nel 2010 in un edificio storico del 1910 nel cuore del design district (Jackson Square, area di interesse storico) a due passi dal Financial district e da North Beach, il quartiere italiano.
Sede di Toronto [modifica]
La sede di Toronto, fondata nel 1976, si trova nei pressi del campus della University of Toronto. L'Istituto organizza corsi di lingua, eventi legati al patrimonio artistico-culturale italiano e dispone di una biblioteca e di una piccola galleria. Proponendosi come punto di contatto tra l'Italia e il Canada, l'Istituto si impegna a favorire lo scambio culturale, spesso collaborando anche con gli altri centri di cultura europei presenti a Toronto. Al momento l'Istituto di Cultura di Vancouver è sede distaccata dell'Istituto di Cultura di Toronto.
Sede di Montevideo [modifica]
La sede di Montevideo, fondata nel 1950, si trova nel Centro della città, in una palazzina signorile costruita nel 1912. L'Istituto organizza corsi di lingua, eventi culturali e dispone di una biblioteca.
Sedi in Asia [modifica]
Sede di Shanghai [modifica]
L'Istituto Italiano di Cultura di Shanghai corrisponde alla Sezione Consolare omonima, ed è nato formalmente nel 2006, durante "L'Anno dell'Italia in Cina".
La sua giurisdizione circoscrizionale comprende la città di Shanghai e le tre Province limitrofe dell'Anhui, dello Zhejiang e del Jiansu. Si affianca all'altro Istituto presente nella Repubblica Popolare Cinese, quello di Pechino, con cui collabora attivamente.
Sede di Tokyo [modifica]
La storia dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo risale al 1939, data legata al gesto generoso del barone Takaharu Mitsui che donò allo Stato italiano un terreno da destinare alla fondazione della Casa di Cultura Italiana. L’inaugurazione avvenne nel marzo 1941 alla presenza dei principi Imperiali. L’attività dell’Istituto tuttavia fu interrotta nel 1945, quando un bombardamento aereo distrusse l’edificio. Nel 1959 l’istituto venne ricostruito interamente e solo a partire da quella data la sua attività riprese a pieno ritmo.
Nel 2001 l’Istituto partecipa attivamente alle manifestazioni legate al Festival Italia/Giappone. Nel luglio del 2003 cominciano i lavori per restaurare radicalmente l’edificio. Nell’ottobre del 2005 viene inaugurato il nuovo edificio nel quartiere centrale di Chiyoda. Negli ultimi tempi l'istituto ha assistito a una continua espansione delle sue attività, in soli dieci anni il numero degli iscritti ai corsi di italiano è raddoppiato fino a raggiungere nel 2011 la cifra di quasi 6.000 iscrizioni annuali.
Collegamenti esterni [modifica]
- Elenco degli Istituti Italiani di Cultura all'estero
- Normative degli Istituti Italiani di Cultura
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Bratislava
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Parigi
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Praga
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Sofia
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Toronto
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Vancouver
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura di Montevideo
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a San Francisco
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Shanghai
- Sito Ufficiale dell'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo