Istia d'Ombrone

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Istia d'Ombrone
frazione
Porta Grossetana ad Istia d'Ombrone
Porta Grossetana ad Istia d'Ombrone
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Grosseto-Stemma.png Grosseto
Territorio
Coordinate 42°46′57″N 11°11′19″E / 42.7825°N 11.188611°E42.7825; 11.188611 (Istia d'Ombrone)Coordinate: 42°46′57″N 11°11′19″E / 42.7825°N 11.188611°E42.7825; 11.188611 (Istia d'Ombrone)
Altitudine 39 m s.l.m.
Abitanti 2 027 (2009)
Altre informazioni
Cod. postale 58100
Prefisso 0564
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti istiani
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Istia d'Ombrone

Istia d'Ombrone è una località del comune di Grosseto, situata a circa 6 km a est del capoluogo. La frazione è compresa nella circoscrizione n.8 Istia-Batignano-Roselle del territorio comunale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio che si sviluppa attorno al centro di Istia d'Ombrone sono stati rinvenuti reperti riconducibili ad un antico insediamento abitativo di epoca etrusca nella località di Poggio Cavallo.

Anche in epoca romana l'area risultava abitata, come testimoniano alcuni materiali edilizi riutilizzati in epoche successive per la costruzione delle mura di Istia d'Ombrone; in quel periodo vi era anche una rete viaria che attraversava il territorio mettendolo in comunicazione con il Lago Prile e con l'entroterra.

Il centro di Istia d'Ombrone sorse invece come insediamento fortificato lungo la Valle dell'Ombrone e fu possesso dall'862 dei vescovi di Roselle, che vi ebbero diritti feudali con il titolo di conti e vi stabilirono una residenza. Passò in seguito alla famiglia Aldobrandeschi, divenendo nel 1226 un libero Comune con l'approvazione del relativo statuto; nel 1274 fu assegnato alla Contea di Santa Fiora al momento della spartizione dei beni e dei territori controllati dalla famiglia Aldobrandeschi. In epoca medievale il centro divenne anche sede di una residenza vescovile, dopo il passaggio della diocesi da Roselle a Grosseto.

Nel corso del Trecento passò sotto il controllo dei Senesi, subendo un gravissimo calo demografico tra il 1331 e il 1353, anche a causa della diffusione della Yersinia pestis che avvenne proprio nella parte finale di quel periodo. Nel Quattrocento Istia era divenuto un feudo della famiglia Piccolomini, pur continuando a mantenere lo status di libero Comune ed avendo un ampio grado di autonomia all'interno della Repubblica di Siena.

A seguito della definitiva caduta politica di Siena, Istia d'Ombrone entrò a far parte del Granducato di Toscana poco dopo la metà del Cinquecento. In seguito vi fu un altro calo demografico che venne arginato soltanto del corso del Settecento, a seguito dell'inizio delle opere di bonifica volute dai Lorena.

Durante la seconda guerra mondiale, il 22 marzo 1944 vi si perpetrò nelle vicine campagne l'eccidio di Maiano Lavacchio; il processo sommario fu tenuto nella scuola di Istia d'Ombrone appositamente sgombrata[1][2].

Il 4 novembre 1966, in occasione dell'alluvione di Grosseto, la piena dell'Ombrone distrusse il vecchio ponte della strada statale 322 delle Collacchie, in prossimità del paese. Il ponte, provvisoriamente sostituito da una struttura in ferro, fu poi ricostruito più a valle all'esterno del centro abitato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La cinta muraria, distrutta in gran parte nel 1137 da Arrigo, duca di Baviera, venne ricostruita solo sotto i Senesi. Si conservano alcuni resti della "Portaccia" e la "Porta Grossetana", a cui si addossa il quattrocentesco "Palazzo di Giustizia". La residenza dei vescovi-conti, il "palazzo di San Salvatore", venne in seguito trasformato in fortezza dai Senesi ("Cassero"). Nel paese si trovano anche due chiese, una all'interno delle mura e l'altra, sconsacrata, fuori dalla cerchia di fronte alla Porta Grossetana.

Architetture scomparse[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://ius.regione.toscana.it/memorie_del_900/eccidi_nazifascisti/geografia/937.htm Eccidio di Maiano Lavacchio
  2. ^ http://www.instoria.it/home/martiri_istia.htm I Martiri d'Istia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Innocenti. Istia e il suo territorio: briciole di storia. Grosseto, Editrice Innocenti, 2002.
  • Aldo Mazzolai. Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura. Firenze, Le Lettere, 1997.
  • Giuseppe Guerrini (a cura di). Torri e Castelli della provincia di Grosseto (Amministrazione Provinciale di Grosseto). Siena, Nuova Immagine Editrice, 1999.
  • Valentino Baldacci (a cura di). I luoghi della fede. Itinerari nella Toscana del Giubileo (Regione Toscana). Firenze, 2000.
  • Marcella Parisi (a cura di). Grosseto dentro e fuori porta. L'emozione e il pensiero (Associazione Archeologica Maremmana e Comune di Grosseto). Siena, C&P Adver Effigi, 2001.
  • Carlo Citter. Guida agli edifici sacri della Maremma. Siena, Nuova Immagine Editrice, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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