Isopet

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Isopet, o Ysopet è il nome dato in epoca medievale a raccolte in lingua francese di favole, genere letterario di cui Esopo era ritenuto l'inventore.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Durante il medioevo i volgarizzamenti esopici in lingua francese, come più tardi in lingua italiana, furono numerosi. Le favole di Esopo, o presunte tali, in epoca medievale erano giunte attraverso due vie distinte: [1]

  1. da una silloge in prosa di favole, chiamata comunemente Romulus, messa insieme probabilmente nel IX secolo partendo da manoscritti Fedro a noi ignoti e che probabilmente hanno contenuto numerose aggiunte (su 85 favole, oltre 30 non sono di Fedro, poeta che peraltro venne riscoperto solo nel XVI secolo);
  2. dalle favole in lingua greca di Babrio note attraverso una traduzione latina di Aviano, nota in Francia in epoca medievale come Avionnet

Dalla prima silloge nel XII secolo nacquero:

Gli ultimi due isopet diedero origine, in Italia, alle volgarizzazioni del XIV e del XV secolo note col nome di Esopo volgare. Gualterus Anglicus fu tradotto in varie regioni italiane, soprattutto in Veneto; dall'Isopet di Maria di Francia derivarono invece gli esopi toscani detti Palatino e Laurenziano[2]. Nello stesso periodo in Germania veniva pubblicata l'"Esopo" in lingua tedesca dell'umanista Burkard Waldis[3].

Un Isopet del XV secolo fu la volgarizzazione in prosa di Esopo da parte di Guillaume Tardif, dopo che dall'Italia giunse in Francia la versione latina delle favole di Esopo tradotte da Lorenzo Valla[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Harriet Spiegel, "The Male Animal in the Fables of Marie de France". In: Clare A. Lees (a cura di), Medieval Masculinites: Regarding Men in the Middle Ages. Minneapolis: University of Minnesota, 1994, pp. 111-26 ([1])
  2. ^ Vittore Branca, "Esopo volgare". In: Vittore Branca (a cura di), Dizionario critico della letteratura italiana, Torino: UTET, 1973, vol. 2, p. 47-48
  3. ^ Burkard Waldis, Der ganz neuw gemachte und in reimen gefaßte Esopus, Frankfurt, 1548
  4. ^ Laurentius Vallensis, Fabulae Aesopicae. Traduzione italiana a fronte a cura di Maria Pasqualina Pillolla. Genova : D.AR.FI.CL.ET., 2003

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Léopold Hervieux, Les fabulistes latins depuis le siècle d'Auguste jusqu'à la fin du moyen âge. Paris : Firmin-Didot, 1899
  • Julia Bastin, Recueil général des Isopets. 2 voll. Paris : H. Champion, Société des Anciens Textes Français, 1929-30