Isola del Gran Sasso d'Italia

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Isola del Gran Sasso d'Italia
comune
Isola del Gran Sasso d'Italia – Stemma
Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata
Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Amministrazione
Sindaco Alfredo Di Varano (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°30′27″N 13°39′28″E / 42.5075°N 13.657778°E42.5075; 13.657778 (Isola del Gran Sasso d'Italia)Coordinate: 42°30′27″N 13°39′28″E / 42.5075°N 13.657778°E42.5075; 13.657778 (Isola del Gran Sasso d'Italia)
Altitudine 415 m s.l.m.
Superficie 83 km²
Abitanti 4 970[1] (31-12-2010)
Densità 59,88 ab./km²
Frazioni Capsano, Casale San Nicola, Cerchiara, Ceriseto, Collalto-Frisoni, Colliberti, Fano a Corno, Forca di Valle, Pretara, San Gabriele dell'Addolorata, San Giovanni, San Massimo, San Pietro, Tembrietta, Trignano
Comuni confinanti Calascio (AQ), Carapelle Calvisio (AQ), Castel Castagna, Castelli, Castelvecchio Calvisio (AQ), Colledara, Fano Adriano, L'Aquila (AQ), Pietracamela, Santo Stefano di Sessanio (AQ), Tossicia
Altre informazioni
Cod. postale 64045
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067026
Cod. catastale E343
Targa TE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 2 038 GG[2]
Nome abitanti isolani
Patrono san Massimo
Giorno festivo 1ª domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isola del Gran Sasso d'Italia
Posizione del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia nella provincia di Teramo
Posizione del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia nella provincia di Teramo
Sito istituzionale

Isola del Gran Sasso d'Italia è un comune italiano di 4.971 abitanti[3] della provincia di Teramo in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Gran Sasso.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo sorge in una vallata denominata "Valle Castellana" ai piedi del Gran Sasso d'Italia, e provenendo da Teramo si incontra all'ultimo sbocco dell'Autostrada A24 prima del Traforo del Gran Sasso. Il territorio di Isola appartiene al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che ospita molte specie animali come il lupo, il camoscio d'Abruzzo, il cervo, l'aquila reale, la poiana, il gufo reale, lo scoiattolo, il cinghiale e la gazza.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Isola del Gran Sasso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del complesso nuovo del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, e dell'antico edificio alle sue spalle

Nei pressi del paese sono state rinvenute tracce di abitazioni risalenti al periodo neolitico, ma le prime notizie certe riguardanti Isola col suo nome proprio si riferiscono al XI secolo, quando Adalberto nel 1063 dona alla chiesa cattedrale di Santa Maria di Teramo la porzione di sua proprietà del Castello de la Isola .

Nel 1120 Berardo, vescovo aprutino, infeuda Insula ad Enrico e Matteo conti d'Aprutium per difesa e protezione della chiesa cattedrale di Santa Maria di Teramo.

Nel 1173 il castello dell'Isola di Penne, era ancora tra i possedimenti dei Conti di Pagliara e il paese contava 48 famiglie.

Verso il 1215, secondo una tradizione mai smentita, San Francesco d'Assisi giunto ad Isola fondò un convento per i suoi frati che vi rimasero fino alle soppressioni napoleoniche; oggi denominato Santuario di San Gabriele.

Monastero di San Giovanni ad Insulam
la chiesa di santa Maria delle Grazie, nella frazione di Casale San Nicola, sullo sfondo il"paretone" del Corno Grande
Le Cascate del Ruzzo vicino Pretara

I Pagliara governarono sulla Valle Siciliana, fino al 1340 anno in cui Tommasa, ultima discendente, diede in sposa sua figlia Maria a Napoleone Orsini portandogli in dote feudi e titoli. Nel 1419 vengono redatti gli ''Statuti dell'Università dell'Isola'' che, oltre ad essere i più antichi finora rilevati nella provincia di Teramo, hanno anche il pregio di essere l'unico documento scritto in lingua volgare della zona. Nello stesso anno Isola è infeudata a Francesco Riccardi di Ortona e poco dopo ad Antonello Petrucci. Successivamente alla Congiura dei Baroni si riattestarono gli Orsini signori della Valle. Nel 1495 subì l’invasione di seicento fanti aquilani e fu annessa con vero atto di capitolazione al Contado dell’Aquila, sotto la cui dipendenza pare restasse fino al 1499. L’ultimo degli Orsini a dominare su Isola del Gran Sasso, fu Camillo Pardo il quale, per la fedeltà espressa verso la casa di Francia, fu privato di tutti i beni, compresa la Valle Siciliana, che venne riconsegnata a Carlo V e nel 1526 donata agli Alarcon y Mendoza, nella persona di Ferdinando d’Alarcon, primo Marchese della Valle Siciliana. Una testimonianza del periodo si ritrova nella chiesa parrocchiale di Isola, su una lapide della cappella del battistero.

Nell'anno 1559, il Marchese della Valle Siciliana, Fernando de Alarcon istituisce in Isola un Ufficiale con competenze giurisdizionali per assicurare l'ordine pubblico del paese e delle terre ad esso attigue.

Nel 1585, tramite le relazioni triennali dei vescovi di Penne e Atri riguardanti la diocesi, si attesta che vi è presente in Isola una parrocchia con titolo di Prepositura.

Nel 1596 si ricorda la traslazione delle spoglie di Santa Colomba, dall'eremo montano in quel tempo diroccato, alla chiesa di Santa Lucia. Nel 1644 dagli atti notarili attestiamo la presenza di un Ospedale presso la chiesa di S. Antonio.

I Mendoza dominarono il territorio Isolano fino a quando Re Giuseppe Bonaparte, con la legge del 2 agosto 1806, abolì per sempre il sistema feudale e con esso il vecchio ordinamento delle Università. Sorsero allora, al posto delle antiche "Università Agrarie", il Comune di Isola comprendente le frazioni di: Casale San Nicola, Fano a Corno, Cerchiara, Varano, Forca di Valle, Cesa di Francia, San Gabriele, Pacciano, Frisoni, Collalto, Trignano, San Giovanni, Tembrietta, Capsano, Colliberti, San Massimo, Pretara, Ceriseto, San Pietro e Villa Piano.

Nel 1821 anche a Isola nacque la società segreta detta "Carboneria"; il gruppo era composto da 52 iscritti tra i quali emergevano importanti personalità come Leonardo Madonna, Giuseppangelo De Angelis, Francesco Paolo Petrilli e Francesco Mezzanotte.

Il paese, nel 1843, è visitato entusiasticamente e dipinto dallo scrittore e illustratore inglese Edward Lear.

Nel 1863 il Comune prese il nome attuale di Isola del Gran Sasso d'Italia. Attualmente conta poco meno di 5000 abitanti.

Il 5 settembre 1950, si verificò un terremoto (con epicentro il Gran Sasso) che fece trepidare gli abitanti di Isola del Gran Sasso e di Pietracamela, provocando consistenti danni alle abitazioni private e vistose lesioni agli edifici pubblici [4].

Anche l'evento sismico del 6 aprile 2009 ha fatto registrare gravissimi danni agli edifici del tessuto storico del paese, nelle frazioni e nei comuni limitrofi.

Le origini del nome

Il comune era anticamente un'isola circondata dai fiumi Ruzzo e Mavone e da questo trae il nome. L'unica via d'accesso al paese erano le porte del castello, fra le quali le principali erano le Porte del Torrione e della Cannavina.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di San Gabriele dell'Addolorata.
  • Chiesa di San Giovanni ad insulam - detta anche chiesa di San Giovanni al Mavone, sorge isolata sopra un poggio che fiancheggia il fiume Mavone. Semplice ed austera nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è annoverata nell'Elenco degli edifici monumentali della provincia di Teramo;
  • Sono presenti, soprattutto per la peculiare posizione geografica, numerosi eremi; principalmente nelle frazioni di Fano a Corno e Casale San Nicola.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il "Paese dei Motti"[modifica | modifica wikitesto]

Tra le tante denominazioni con cui nel tempo è stata indicata Isola del Gran Sasso, quali "Il Castello dell'Isola", "Isola della Valle", "La Perla del Gran Sasso", "Il Paese dove il sole sorge due volte", c'è anche il "Paese dei Motti"; quest'ultimo perché all'interno del centro storico, sugli architravi in pietra di molte porte e finestre, figurano delle iscrizioni in latino dal suggestivo sapore biblico e popolaresco.

Alcuni esempi che si possono leggere su alcuni palazzetti cinquecenteschi di Piazza Marconi:

  • Neutri fortunae (vedi foto a fianco);
  • Bonitate fecisti cum servo tuo Domine;
  • Melius mori quam fedari;
  • Non solum nobis sed et Patriae et Posteris.

Altri motti sulle finestre di un palazzetto rinascimentale di Largo Corte:

  • Quod rubigo ferro hoc livor homini;
  • Quod index auro hoc aurum homini.

In via Nicolò e in Largo Torrione:

  • Amicum Esse Licet sed usque ad aras (vedi foto a fianco);
  • Beati qui abitant in domo tua domine.

I motti che seguono si leggevano negli anni trenta su un palazzo diroccato, in completa e desolante rovina, già sede comunale e prima ancora ufficio del governatore per conto dei Mendoza - che oggi ha fatto posto a Piazza Marconi:

  • Incertum est quo loco mors te aspectat;
  • Virtutis laus in actionibus consistit;
  • Viro pro divitiis honos.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata c'è il celebre museo d'arte sacra contemporanea.

Persone legate a Isola del Gran Sasso d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione.[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 28/2/2011.
  4. ^ M. Baratta, I terremoti in Abruzzo, fratelli Bocca editori, Torino, 1901
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvio Di Eleonora, Isola del Gran Sasso. Storia, arte e natura, Colledara, Teramo, Andromeda editrice, 2000;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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