Isola del Gran Sasso d'Italia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Isola del Gran Sasso d'Italia
comune
Isola del Gran Sasso d'Italia – Stemma
Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata
Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Teramo-Stemma.png Teramo
Sindaco Alfredo Di Varano (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°30′27″N 13°39′28″E / 42.5075°N 13.657778°E42.5075; 13.657778 (Isola del Gran Sasso d'Italia)Coordinate: 42°30′27″N 13°39′28″E / 42.5075°N 13.657778°E42.5075; 13.657778 (Isola del Gran Sasso d'Italia)
Altitudine 415 m s.l.m.
Superficie 83 km²
Abitanti 4 970[1] (31-12-2010)
Densità 59,88 ab./km²
Frazioni Capsano, Casale San Nicola, Cerchiara, Ceriseto, Collalto-Frisoni, Colliberti, Fano a Corno, Forca di Valle, Pretara, San Gabriele dell'Addolorata, San Giovanni, San Massimo, San Pietro, Tembrietta, Trignano
Comuni confinanti Calascio (AQ), Carapelle Calvisio (AQ), Castel Castagna, Castelli, Castelvecchio Calvisio (AQ), Colledara, Fano Adriano, L'Aquila (AQ), Pietracamela, Santo Stefano di Sessanio (AQ), Tossicia
Altre informazioni
Cod. postale 64045
Prefisso 0861
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 067026
Cod. catastale E343
Targa TE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 2 038 GG[2]
Nome abitanti isolani
Patrono san Massimo
Giorno festivo 1ª domenica di maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Isola del Gran Sasso d'Italia
Posizione del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia nella provincia di Teramo
Posizione del comune di Isola del Gran Sasso d'Italia nella provincia di Teramo
Sito istituzionale

Isola del Gran Sasso d'Italia è un comune italiano di 4.971 abitanti[3] della provincia di Teramo in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Gran Sasso.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo sorge in una vallata denominata "Valle Castellana" ai piedi del Gran Sasso d'Italia, e provenendo da Teramo si incontra all'ultimo sbocco dell'Autostrada A24 prima del Traforo del Gran Sasso. Il territorio di Isola appartiene al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che ospita molte specie animali come il lupo, il camoscio d'Abruzzo, il cervo, l'aquila reale, la poiana, il gufo reale, lo scoiattolo, il cinghiale e la gazza.

la chiesa di santa Maria Delle Gazie,nella frazione di Casale San Nicola,sullo sfondo il"paretone"del Corno Grande

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Isola del Gran Sasso.
Le Cascate del Ruzzo vicino a Pretara

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei pressi del paese sono state rinvenute tracce di abitazioni risalenti al periodo neolitico, ma le prime notizie certe riguardanti Isola col suo nome proprio si riferiscono al XII secolo, quando il Conte Attone, nel 1115, otteneva dal Vescovo di Teramo il feudo del castello di Isola; successivamente, nel 1120, tale feudo veniva assegnato a San Berardo dei Conti di Pagliara (De Palla Aurea), che già possedevano il loro castello feudale sopra Isola (Pagliara).

Nel 1173 il castello dell'Isola di Penne (nome del paese nei documenti di quel periodo), era ancora tra i possedimenti dei Conti di Pagliara e il paese contava 48 famiglie.

Verso il 1215, secondo una tradizione mai smentita, San Francesco d'Assisi venne ad Isola e vi fondò un convento per i suoi frati chi vi rimasero fino al tempo delle soppressioni napoleoniche; tale convento è l'attuale Santuario di San Gabriele.

I Pagliara governarono tutta la Valle Siciliana, quindi anche Isola, fino al 1340, quando se ne impossessarono gli Orsini. Dopo varie vicende, questi nel 1526, affidavano i loro possedimenti a Re Carlo V, che assegnò la zona al Conte D. Ferrante Alarçon y Mendoza.

Una testimonianza del periodo di tale personaggio la si ritrova nella chiesa parrocchiale di Isola, su una lapide della cappella del battistero.

I Mendoza dominarono il territorio Isolano fino a quando Re Giuseppe Napoleone Bonaparte, con la legge del 2 agosto 1806, abolì per sempre il sistema feudale. sorsero allora, al posto delle antiche "Università Agricole" dell'Isola Pagliara, Casale, Cerchiara, Forca e Collalto, il Comune di Isola comprendente le frazioni di: Casale San Nicola, Fano a Corno, Cerchiara, Varano, Forca di Valle, Cesa di Francia, San Gabriele, Pacciano, Frisoni, Collalto, Trignano, San Giovanni, Tembrietta, Capsano, Colliberti, San Massimo, Pretara, Ceriseto, San Pietro e Villa Piano.

Nel 1821 anche a Isola nacque la società segreta detta "Carboneria"; il gruppo era composto da 52 iscritti tra i quali emergevano importanti personalità come Leonardo Madonna, Giuseppangelo De Angelis, Francesco Paolo Petrilli e Francesco Mezzanotte.

Dopo l'Unità d'Italia, nella Valle Siciliana emerse il fenomeno del Brigantaggio; le contrade della zona erano sconvolte da violenti scontri armati tra i reparti delle milizie regie e le bande brigantesche del "capitano" Bernardo Stramenga di Villa Passo di Civitella e di Angelo Florj due pericolosi capibanda che, forti di oltre centocinquanta uomini, scorrazzavano indisturbati per tutta la valle, seminando ovunque terrore e sangue. Angelo Florj, di Isola, si proclamava comandante della sesta compagnia realista, composta da una cinquantina di uomini. Nascosto tra gli anfratti del Monte Corno spadroneggiava ovunque nelle contrade della zona, tentando più volte di penetrare anche in Isola, ma sempre senza esito perché questa si teneva ben accorta chiudendo ogni sera le sue tre porte di ingresso proteggendole con pesanti sacche di sabbia. Uno squadrone di suoi uomini si dice fosse comandato da una donna, chiamata "Cianella" (Lucia Cardi). "Cavalcava con destrazza e maneggiava il fucile come un uomo". Si diceva anche che fosse l'amante del capobanda Florj che trovò la morte a Cesa di Francia ucciso a tradimento da un suo compagno di scorrerie.

Nel 1863 il Comune prese il nome attuale di Isola del Gran Sasso d'Italia. Attualmente conta poco meno di 5000 abitanti.

Il 5 settembre 1950, si verificò un terremoto (con epicentro il Gran Sasso) che fece trepidare gli abitanti di Isola del Gran Sasso e di Pietracamela, provocando consistenti danni alle abitazioni private e vistose lesioni agli edifici pubblici [4].

Le origini del nome

Il comune era anticamente un'isola circondata dai fiumi Ruzzo e Mavone e da questo trae il nome. L'unica via d'accesso al paese erano le porte del castello, fra le quali le principali erano le Porte del Torrione e della Cannavina.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di San Gabriele dell'Addolorata.
  • Chiesa di San Giovanni ad insulam - detta anche chiesa di San Giovanni al Mavone, sorge isolata sopra un poggio che fiancheggia il fiume Mavone. Semplice ed austera nella sua forma di architettura sacra di gusto romanico è annoverata nell'Elenco degli edifici monumentali della provincia di Teramo;
  • Sono presenti, soprattutto per la peculiare posizione geografica, numerosi eremi; principalmente nelle frazioni di Fano a Corno e Casale San Nicola.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Il "Paese dei Motti"[modifica | modifica sorgente]

Tra le tante denominazioni con cui nel tempo è stata indicata Isola del Gran Sasso, quali "Il Castello dell'Isola", "Isola della Valle", "La Perla del Gran Sasso", "Il Paese dove il sole sorge due volte", c'è anche il "Paese dei Motti"; quest'ultimo perché all'interno del centro storico, sugli architravi in pietra di molte porte e finestre, figurano delle iscrizioni in latino dal suggestivo sapore biblico e popolaresco.

Alcuni esempi che si possono leggere su alcuni palazzetti cinqucenteschi di Piazza Marconi:

  • Neutri fortunae (vedi foto a fianco);
  • Bonitate fecisti cum servo tuo Domine;
  • Melius mori quam fedari;
  • Non solum nobis sed et Patriae et Posteris.

Altri motti sulle finestre di un palazzetto rinascimentale di Largo Corte:

  • Quod rubigo ferro hoc livor homini;
  • Quod index auro hoc aurum homini.

In via Nicolò e in Largo Torrione:

  • Amicum Esse Licet sed usque ad aras (vedi foto a fianco);
  • Beati qui abitant in domo tua domine.

I motti che seguono si leggevano negli anni trenta su un palazzo diroccato, in completa e desolante rovina, già sede comunale e prima ancora abitazione dei Mendoza - che oggi ha fatto posto a Piazza Marconi:

  • Incertum est quo loco mors te aspectat;
  • Virtutis laus in actionibus consistit;
  • Viro pro divitiis honos.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Presso il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata c'è il clebre museo d'arte sacra contemporanea.

Persone legate a Isola del Gran Sasso d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 28/2/2011.
  4. ^ M. Baratta, I terremoti in Abruzzo, fratelli Bocca editori, Torino, 1901
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Silvio Di Eleonora, Isola del Gran Sasso. Storia, arte e natura, Colledara, Teramo, Andromeda editrice, 2000;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo