Isola (Slovenia)

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Isola
comune
(SL) Izola
(IT) Isola
Isola – Veduta
Localizzazione
Stato Slovenia Slovenia
Regione statistica Carsico-litoranea
Amministrazione
Sindaco Igor Kolenc dall'11 novembre 2010
Territorio
Coordinate 45°32′20.4″N 13°39′27″E / 45.539°N 13.6575°E45.539; 13.6575 (Isola)Coordinate: 45°32′20.4″N 13°39′27″E / 45.539°N 13.6575°E45.539; 13.6575 (Isola)
Altitudine 29 m s.l.m.
Superficie 28,6 km²
Abitanti 15 952[1] (31-12-2012)
Densità 557,76 ab./km²
Altre informazioni
Lingue sloveno e italiano
Cod. postale 6310
Prefisso (+386) 05
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 SI-040
Targa KP
Nome abitanti isolani
Provincia storica Litorale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Isola
Isola – Mappa
Sito istituzionale

Isola o anche Isola d'Istria (in sloveno Izola) è un comune di 15.952 abitanti[1] della Slovenia sud-occidentale, lungo la costa del Mare Adriatico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Facciata di Palazzo Besenghi degli Ughi

Il primi insediamenti sorti nel territorio comunale di Isola risalgono all'epoca romana, quando venne costruito il porto di Haliaetum, a sud-ovest dell'attuale centro storico.

La città di Isola venne fondata da profughi aquileiesi su una piccola isola nel VII secolo e, a partire dall'IX secolo, fu controllata dalla Repubblica di Venezia. L'insediamento fu menzionato per la prima volta come Insula nel 932 d.C. in un documento noto come Liber albus.

Soltanto nel 1267 il territorio divenne parte della Repubblica di Venezia e gli oltre cinque secoli di dominio veneziano hanno lasciato un'impronta indelebile alla cittadina istriana. La sua base economica venne gravemente danneggiata quando Trieste divenne il principale porto della regione e la peste la colpì nel XVI secolo. La parte veneziana della penisola istriana venne ceduta al Sacro Romano Impero Germanico nel 1797, a seguito del Trattato di Campoformio, fino al periodo Napoleonico, in cui divenne parte delle Province Illiriche dal 1805 al 1813.

Durante l'occupazione francese all'inizio del XIX secolo, le mura cittadine vennero abbattute e usate per colmare il canale che separava l'isola dalla terraferma. Nel 1813 il territorio di Isola, insieme a quello del resto della regione, venne annessa all'Impero d'Austria, fino al novembre del 1918, quando la Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige furono assegnati al Regno d'Italia. In seguito alla scoperta di sorgenti termali, avvenuta nel 1820, la cittadina divenne una meta turistica di notevole interesse sotto il dominio asburgico. Tra il 1902 e il 1935 fu in esercizio la ferrovia a binario singolo nota come Parenzana, che collegava Parenzo con Trieste.

Nel settembre del 1943, la città passò sotto il controllo tedesco, fino alla fine di aprile del 1945, quando fu occupata da un'unità navale dell'armata jugoslava di Tito proveniente da Capodistria. Fu una cittadina di lingua cultura e popolazione a maggioranza italiana sino all'esodo forzato e massiccio tra il 1953-1956 della maggior parte della sua popolazione, seguito al Memorandum di Londra del 1954 che assegnava la cittadina all'amministrazione jugoslava, insieme all'intera Zona B del Territorio Libero di Trieste. Da questa fu annessa definitivamente con gli accordi italo-jugoslavi del Trattato di Osimo nel novembre del 1975.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Fra gli edifici più significativi della cittadina vanno segnalati: il Duomo di San Mauro (XVI secolo), con dipinti di arte veneta (fra cui una deposizione di Palma il Giovane e un San Sebastiano di Irene da Spilimbergo) ed un organo di Callid del 1796 e il palazzo Besenghi (seconda metà del XVIII secolo).

Bilinguismo[modifica | modifica sorgente]

Nel comune vige ufficialmente il bilinguismo sloveno-italiano. L'italiano è ufficiale a Isola e negli insediamenti di Dobrava e Jagodje/Valleggia[2].

Isola possiede una popolazione eterogenea. Secondo i dati dell'ultimo censimento sloveno (2002) la collettività italiana autoctona è costituita da soli 430 residenti (meno del 3% della popolazione complessiva), mentre gli italofoni sono pari a 620 unità (4,3% del totale).

Il gruppo etnico italiano è riunito nella locale Comunità degli Italiani.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Slovenia 2002
26,57% madrelingua croata
4,30% madrelingua italiana
3,87% madrelingua serbo-croata
69,13% madrelingua slovena

Località[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Isola d'Istria dal promontorio

Il comune di Isola è diviso in 9 insediamenti (naselja):

  • Baré (Baredi)
  • Corte d'Isola (Korte)
  • Dobrava presso Isola (Dobrava)
  • Isola o Isola d'Istria (Izola), sede comunale
  • Malio (Malija)
  • Nosedo (Nožed)
  • Settore (Cetore)
  • Saredo (Šared)
  • Valleggia (Jagodje)

Corsi d’acqua[modifica | modifica sorgente]

  • torrente Derniga/Valderniga (Drnica)
  • torrente Baredine (Baredinka)
  • torrente Cicole (Čičole)
  • torrente Modiano (Medljanščica)
  • torrente Costerlago (Strunjanski potok/Roja)
  • torrente Ricorvo (Rikorvo)
  • torrente Villisan (Pivol)
  • torrente Morer (Morer)

Persone legate a Isola[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Popolazione al 31-12-2012 SI-STAT
  2. ^ Statuto del comune di Isola

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dario Alberi, Istria Storia, Arte, Cultura, Lint Editoriale Trieste, ISBN 978-88-8190-232-3
  • Fabio Amodeo, TuttoIstria, Lint Editoriale Trieste, ISBN 978-88-8190-038-1
  • Olinto Parma, Dall'armistizio all'esodo. Ricordi di un esule d'Isola d'Istria, Edizioni Italo Svevo, Trieste, 2005.
  • Reclus Vascotto, Domenico Lovisato, Trieste, a cura di Isola Nostra, 1978.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]