Isola Maggiore

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Isola Maggiore
Maggiorecastle-2.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Lago Trasimeno
Coordinate 43°10′37″N 12°05′23″E / 43.176944°N 12.089722°E43.176944; 12.089722Coordinate: 43°10′37″N 12°05′23″E / 43.176944°N 12.089722°E43.176944; 12.089722
Superficie 0,24 km²
Altitudine massima 309 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Umbria Umbria
Provincia Perugia Perugia
Comune Tuoro sul Trasimeno-Stemma.png Tuoro sul Trasimeno
Demografia
Abitanti 18 (2011)
Densità 145,83 ab./km²
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isola Maggiore

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L'Isola Maggiore è una delle tre isole naturali del lago Trasimeno, in Umbria. Amministrativamente, è una frazione del comune di Tuoro sul Trasimeno (PG).

L'isola conta 18 abitanti (dati Istat, 2011) ed ha una superficie di 24 ettari, racchiusa in un perimetro di 2 km. La costa dell'isola si trova a 258 m s.l.m., mentre la sommità raggiunge il livello di 309 m. L'isola è collegata con la terraferma da un servizio di traghetti verso i paesi di Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago.

L'abitato si trova nella zona occidentale dell'isola, allungandosi a partire dal molo, lungo la principale via Guglielmi. Una fitta rete di sentieri copre l'isola intera, dipanandosi attraverso una macchia di ulivo, leccio, pino, cipresso, pioppo ed altre varietà mediterranee.

Nonostante il nome tragga in inganno, l'isola non è la più grande del lago Trasimeno. Infatti, in ordine decrescente di area, troviamo dapprima la Polvese, poi la Maggiore ed infine la Minore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie risalgono all'817, quando Ludovico il Pio concede al papa Pasquale I la città di Perugia ed il Lago Trasimeno con le tre isole (Maggiore, Minore, Polvese): nel 1117, i suoi abitanti si mettono sotto la protezione diretta di Perugia.

Nel 1211, al ritorno da Cortona, San Francesco si reca in solitudine per la quaresima sull'isola: a ricordo di quest'evento, nel 1328, vengono fatti costruire una chiesa ed un convento per i francescani. Nel 1411 l'isola viene occupata da Braccio da Montone, che vieta un particolare metodo di pesca, detto tofo. Nel 1578 la popolazione raggiunge il numero di 600 abitanti, il picco storico massimo.

Nel 1803 l'isola passa sotto la giurisdizione di Castiglione del Lago, probabilmente ad opera di Pio VII. Nel 1875, infine, per volere degli isolani (allora circa 200), il territorio passa al comune di Tuoro sul Trasimeno. Nel 1887, il marchese Giacinto Guglielmi di Civitavecchia, acquista il convento dei francescani e la chiesa annessa, per trasformarlo in castello privato. Il castello rimane di proprietà della famiglia Guglielmi fino al 1975.

Nel giugno del 1944 ci furono sparatorie, con alcune vittime, saccheggi e rastrellamenti dei soldati di Hitler che cercavano i partigiani e le loro radio. Nascosti nell’isola Anche gli ebrei confinati nel Castello Guglielmi si sentirono in pericolo ed uno di loro, Livia Coen, testimoniò successivamente al processo di Bologna contro il prefetto Rocchi che un «agente della questura» cercò di metterli in salvo facendoli scappare nei fitti boschi dell’isola. Vi rimasero nascosti per tre giorni e tre notti. Don Ottavio, che aveva sempre cercato di aiutarli durante quel soggiorno forzato, convinse i pescatori dell’isola a trasportarli sulla riva ormai liberata dagli inglesi. Di notte, con cinque barche tutti i 30 prigionieri vennero condotti al vecchio molo di Sant’Arcangelo e presi in consegna dagli inglesi.[senza fonte]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli passati la pesca era la principale fonte di sussistenza dell'isola. Ora, il turismo e le attività connesse (ristorazione, balneazione, souvenir) costituiscono la principale fonte di reddito. Da segnalare la produzione artigianale di piccole quantità di pizzo d'Irlanda, una particolare lavorazione del merletto fatta ad uncinetto: l'inizio di tale attività risale al 1904, quando i Marchesi Guglielmi fecero venire direttamente dall'Irlanda una maestra che insegnasse alle donne dell'isola.

Monumenti e luoghi d'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Guglielmi, la via principale del paese, ripavimentata negli anni cinquanta secondo l'originale schema in mattoni rossi disposti a coltellata: vi si trova anche un palazzo del XIV secolo;
  • Chiesa del Buon Gesù (XV secolo), in stile pseudo-barocco[senza fonte], nata come oratorio della omonima Compagnia;
  • Chiesa della Buona Morte (1576), sconsacrata e trasformata in residence;
  • Palazzo del Capitano del Popolo (XIV secolo), o dell'Antico Orologio, residenza estiva dei notabili che ricoprivano la carica di Capitano del Popolo;
  • Palazzetto medievale (XIII secolo), sorge sulla via principale. Rappresenta una testimonianza di architettura civile medievale ingentilita da tre serie di monofore ad arco acuto. Costruito in pietra serena fu la casa dove abitò lo scultore-incisore isolano Gildo Bartocci.
  • Castello Guglielmi (XIV secolo, 1891), o Castello Isabella, edificato sulla base del precedente convento francescano annesso alla chiesa. Costruito in stile neogotico, dotato di lussuosi e ampi saloni interni, e di una galleria espositiva per dipinti ed oggetti preziosi. Venne inaugurato nel 1891 e fu luogo di incontri mondani per nobili romani e fiorentini. Da alcuni decenni in stato di pietoso abbandono e pericolante, è sottoposto a lavori di restauro (iniziati ad ottobre 2005);
  • Chiesa di S. Francesco (XIV secolo), con un coro in noce di pregevole fattura;
  • Chiesa di S. Michele Arcangelo (XIII secolo), sulla sommità dell'isola, ad unica navata con tetto a travi e abside con tetto a crociera. L'intera chiesa è affrescata da opere di artisti ignoti, alcune ascrivibili a scuole giottesche o di Cimabue[senza fonte]; interessante anche un'icona bizantineggiante della Madonna col Bambino. Sull'altare si trova un crocefisso ligneo di Bartolomeo Caporali;
  • Chiesa di S. Salvatore (XII secolo), in stile romanico-gotico, con lo stemma di Federico Barbarossa sulla facciata;
  • Scoglio di S. Francesco (1211), ove, secondo la tradizione, san Francesco trovò rifugio durante la sua permanenza sull'isola.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Isola Maggiore sul Trasimeno: guida turistica, Tipolitografia Montebuono, Magione, 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]