Isola Gallinara

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Isola Gallinara
Isola Gallinara.JPG
Geografia fisica
Localizzazione Mar Ligure
Coordinate 44°01′31.472″N 8°13′39.983″E / 44.025409°N 8.227773°E44.025409; 8.227773Coordinate: 44°01′31.472″N 8°13′39.983″E / 44.025409°N 8.227773°E44.025409; 8.227773
Superficie 0,11 km²
Dimensioni 470 m × 450 m
Altitudine massima 87 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia Savona Savona
Comune Albenga-Stemma.png Albenga
Cartografia
Mappa di localizzazione: Liguria
Isola Gallinara

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L'isola Gallinara è un isolotto situato nei pressi della costa ligure, nella Riviera di Ponente, di fronte al Comune di Albenga a cui appartiene. L'isola dista 1,5 km dalla costa, dalla quale è separata da un canale profondo in media 12 m; essa costituisce la Riserva naturale regionale dell'Isola di Gallinara.

Isola Gallinara

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

L'isola è sede di una delle più grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali nel mar Ligure[1]. Ha le coste frastagliate e tra queste è situato un porticciolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano in passato, come riportano Catone e Varrone[2]. Fu il rifugio di san Martino di Tours verso la fine del IV secolo e di un monastero fondato dai monaci colombaniani di San Colombano di Bobbio in epoca longobarda e successivamente passato ai monaci benedettini, che venne venduto in seguito, nel 1842, a privati.

Nei fondali circostanti l'isola sono stati trovati[3] vari relitti e manufatti, risalenti in alcuni casi al V secolo a.C. e identificati come provenienti dalla zona di Marsiglia, per via dei commerci avvenuti in passato. Svariati reperti sono conservati nel Museo navale di Albenga presso il palazzo Peloso Cepolla, tra cui molte anfore di epoca Romana dal periodo repubblicano fino al VII secolo. Nino Lamboglia effettuò qui il primo[2] recupero subacqueo della storia nel 1950.

Gallerie per gli armamenti durante la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Sull'isola sono presenti due gallerie scavate dai prigionieri di guerra quando l'isola venne occupata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Sono alte circa due metri e hanno una larghezza di circa tre metri, sezione quadrata piuttosto irregolare, poiché non rifinita. Si incrociano con un angolo di 90° consentendo un controllo marittimo a 360° sulla zona di mare antistante. Alle estremità delle gallerie si trovano delle piazzole di quindici metri per quindici, ormai coperte dalla vegetazione, sulle quali i cannoni provenienti dai binari collocati nelle gallerie potevano brandeggiare comodamente. Nelle gallerie venivano stoccati i proiettili. Alla fine della guerra il tutto venne smantellato e portato presso l'Arsenale di La Spezia[4].

Attività subacquea[modifica | modifica wikitesto]

L'attività subacquea presso l'isola era stata proibita[5] per via della presenza di ordigni bellici inesplosi sul fondale e per via della presenza di un relitto (44°01′00.7″N 8°13′00.5″E / 44.016861°N 8.216806°E44.016861; 8.216806) risalente al XVIII secolo.

Una successiva ordinanza[6] ha consentito le immersioni subacquee accompagnate dalle guide locali dei diving center convenzionati. Sui fondali e sulle pareti si possono trovare margherite di mare, spugne gialle (talvolta anche di grosse dimensioni[7]), rare Chaetaster longipes[7] e una grande abbondanza[7] di vita bentonica.

In particolare l'isola presenta due punti di immersione:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Isola Gallinara.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regione Liguria, Riserva naturale regionale della Gallinara.
  2. ^ a b c d e f Alberto Balbi, Gallinara, la dimenticata dal tempo in SvbAqva, III-22, aprile 2007, pp. 62-70.
  3. ^ Archeologia marina
  4. ^ http://www.maurodogliani.it/immersioni-in-liguria/221-isola-gallinara
  5. ^ Divieti sulla zona di mare circostante l'isola Gallinara
  6. ^ Regolamentazione subacquea
  7. ^ a b c Paolo Fossati, Le sorprese della Gallinara in Sub, nº 261, giugno 2007, pp. 52-56.
  8. ^ Immersioni nei pressi dell'isola.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leali Rizzi, Tina. Penco, Adriano. Liguria in blu - Guida alle immersioni subacquee da Ventimiglia a La Spezia. Le Mani-Microart'S, 2001. ISBN 8880121790.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio