Isistius brasiliensis
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| Stato di conservazione | ||||||||||||||
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| Classificazione scientifica | ||||||||||||||
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| Nomenclatura binomiale | ||||||||||||||
| Isistius brasiliensis Quoy & Gaimard, 1824 |
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L'Isistius brasiliensis è un piccolo squalo appartenente alla famiglia Dalatiidae.
Indice |
[modifica] Diffusione e habitat
Diffuso nelle acque tropicali, è stato catturato di notte in superficie, ma normalmente frequenta profondità di oltre 3500 m.
[modifica] Descrizione
Prima che se ne scoprisse il comportamento alimentare, questa specie veniva chiamata in inglese "squalo sigaro" per il suo particolare aspetto.
È infatti un piccolo squalo (raggiunge a malapena i 50 cm) di colore bruno dotato di un muso breve, con una banda nera che incornicia la parte superiore del capo, e di pinne dorsali poco evidenti e molto arretrate. È privo di pinna anale. Come l'affine Isistius plutodus, ha denti inferiori affilatissimi disposti come quelli di una sega e un apparato orale specializzato nella suzione: con la bocca forma una sorta di ventosa che blocca la preda, quindi affonda i denti nelle sue carni e, con movimenti rotatori, ne distacca un grosso lembo ovoidale, con un meccanismo che ricorda uno stampo per tagliare i biscotti, donde appunto la sua denominazione inglese (Cookiecutter shark).
[modifica] Alimentazione
Caccia piccoli pesci e crostacei, ma sembra preferire un modo di alimentazione peculiare a danno di grandi specie come marlin, tonni, foche, balene e delfini che attacca strappando, grazie alla sua particolare bocca, pezzi di carne dai loro corpi. È arrivato a mordere la volta gommata di un sottomarino nucleare. Si ritiene che attiri le prede veloci con i suoi organi bioluminescenti, attaccandole poi di sorpresa.
[modifica] Riproduzione
È una specie ovovivipara, ma non si conoscono né l'entità delle figliate né le dimensioni dei piccoli alla nascita.
[modifica] Bibliografia
- Stevens, J. 2003. Isistius brasiliensis. In: 2007 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2007.

