Isaia

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Sant'Isaia
Il profeta Isaia Michelangelo, Cappella Sistina
Il profeta Isaia
Michelangelo, Cappella Sistina
Profeta
Nascita 740 a.C. circa
Morte VIII secolo a.C.
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 9 maggio
Attributi Rotolo della profezia

Isaia (in ebraico יְשַׁעְיָהוּ, il Signore salva; 740 a.C. circa – VIII secolo a.C.) è stato un profeta ebreo.

Egli è uno dei profeti biblici, a cui è attribuito se non tutto almeno la parte iniziale del libro di Isaia (cap. 1-39); è considerato, insieme ad Elia, uno dei profeti più importanti di tutta la Bibbia.

Isaia appartiene alla tribù di Giuda.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Tra tutti i profeti Isaia è, probabilmente, quello che ha lasciato meno informazioni circa la sua vita. Mentre in molti altri profeti, come ad esempio Geremia o Osea, le vicende personali sono legate strettamente al messaggio che trasmettono e quindi vengono riportate nei rispettivi libri, in Isaia prevale l'aspetto più visionario e poetico dell'essere profeta. Nel suo libro si accenna ad un figlio, [1] e ad una moglie profetessa, [2] che però sembra essere più una figura simbolica.

Figlio di Amoz (da non confondere con il profeta Amos), Isaia nacque intorno al 765 a.C. Nel 740 a.C., anno della morte del re Ozia, ebbe nel Tempio di Gerusalemme una visione in cui il Signore lo inviava ad annunciare la rovina di Israele [3].

Visse in un periodo di forti tensioni sociali e politiche durante le quali Israele era sotto la costante minaccia di un'invasione assira. Il peso politico datogli dal suo essere profeta lo rese un personaggio molto in vista nel suo tempo e la sua vicinanza alla corte di Gerusalemme lo fanno ritenere da alcuni appartenente ad una famiglia aristocratica. La sua attività politica e profetica fu costantemente impegnata a denunciare il degrado morale portata dalla prosperità del paese. Egli tentò di impedire ogni alleanza militare con altri paesi indicando come unica strada la fiducia in Dio.

Di Isaia si perdono le tracce nel 700 a.C., secondo una tradizione ebraica fu arrestato e condannato a morte sotto Manasse. Secondo i vangeli apocrifi venne segato in due.

Oltre al profeta e all'uomo politico, Isaia è anche un poeta. Il suo libro è infatti uno dei più poetici ed intensi dell'Antico Testamento.[senza fonte]

Il nome Isaia (in ebraico Yeshayàhu, Il Signore ha salvato) non è da confondere con il nome Yoshùa (in italiano tradotto con Giosuè o poi Gesù, che significa Salvatore). Nel libro di Isaia si trovano molti passi che nella tradizione cristiana sono stati letti come riferimenti a Gesù di Nazaret. Lo stesso Gesù, secondo quanto riportato nel Vangelo di Luca sceglie un brano di Isaia per iniziare la sua predicazione [4].

Il Capitolo 11 del Libro di Isaia è considerato da alcuni come l'origine del Messianismo nella accezione più religiosa, e contemporaneamente per la dottrina cattolica definisce i sette doni dello Spirito Santo, attribuendoli al Messia stesso.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Isaia è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e celebrato il 9 maggio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Isaia 7,3
  2. ^ Isaia 8,3
  3. ^ Isaia 6,1-13
  4. ^ Luca 4,16-30

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La Bibbia di Gerusalemme, ed. Dehoniane, introduzione ai libri profetici
  • G. Ravasi, I profeti, ed. Ancora

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