Isadora Duncan

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Isadora Duncan

Isadora Duncan, pseudonimo di Dora Angela Duncan (San Francisco, 27 maggio 1877Nizza, 14 settembre 1927), è stata una danzatrice statunitense, considerata una tra le più significative precorritrici della cosiddetta "danza moderna", che contribuì ad avviare..

Indice

Biografia [modifica]

Nata in California da madre irlandese e padre scozzese, trascorse gli anni dell'infanzia tra le note dei brani di musica classica suonati dalla madre, insegnante di pianoforte. Fu educata allo spirito di libertà e indipendenza.

Ebbe un'esistenza assai movimentata, trascorsa in gran parte sul suolo europeo, alternando i successi artistici a delusioni personali ed eventi luttuosi, tra cui la morte prematura dei due figli, ancora bambini. Fu una donna emancipata ed ebbe intense relazioni affettive, tra cui quella con l'industriale Paris Singer (da cui ebbe due figli) e quella con il poeta Sergej Esenin, conosciuto durante la permanenza in Russia e morto tragicamente in circostanze oscure tre anni dopo il loro matrimonio.

Ella stessa morì tragicamente, strangolata dalla sciarpa che indossava, le cui frange si erano impigliate nei raggi delle ruote dell'automobile da corsa Bugatti sulla quale era appena salita, salutando gli amici con una frase rimasta famosa: «Adieu, mes amis. Je vais à la gloire!» (trad. Addio, amici, vado verso la gloria!).

La sua arte [modifica]

Isadora Duncan e Sergej Esenin, 1923.

Le sue prime esibizioni si svolsero negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento, ma non furono molto apprezzate. Nel 1900 danzò a Londra. Fu la prima di una lunga serie di esibizioni nel continente europeo, dove ottenne l'ammirazione di molti artisti e intellettuali dell'epoca.

Fu artefice di una radicale rottura nei confronti della danza accademica: abolì nei propri spettacoli le scarpette da punta, che considerava innaturali, e gli artificiosi costumi indossati dalle ballerine del XIX secolo, preferendo indossare abiti semplici e leggeri, che ricordavano il peplo dell'antica Grecia, e danzando a piedi nudi. Scelte che si coniugavano con l'esigenza di favorire la libertà e l'espressività dei movimenti.

Le sue "danze libere" furono interpretazioni emotive, impressionistiche, di composizioni di celebri musicisti come Fryderyk Chopin, Ludwig van Beethoven, Christoph Willibald Gluck, nelle quali il suo corpo dolce ed espressivo suppliva alla povertà di mezzi tecnici.

La Duncan desiderava fortemente creare la danza del futuro ispirandosi alla plasticità dell'arte greca, basandosi sul sentimento e sulla passione dettati dalla natura e dalla forza della musica. La sua importanza nella storia della danza è grande, sia per l'interesse che seppe suscitare nelle platee di tutto il mondo, sia perché le sue idee furono rivoluzionarie per la sua epoca e costituirono per i suoi successori l'impulso per la creazione di nuove tecniche diverse da quella accademica e per una nuova concezione della danza teatrale.

Anche la compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev ne fu influenzata notevolmente. Sergej Djagilev e Mikhail Fokin la videro ballare per la prima volta a Pietroburgo nel 1905 e ne rimasero molto colpiti. Per la Duncan quello era un periodo di grandi successi internazionali. In seguito tornò in Russia per aprire una scuola di danza a Mosca su invito di Lenin.

Bibliografia [modifica]

Isadora Duncan
  • Victor Seroff, Isadora Duncan, Milano, dall'Oglio editore, 1974
  • Leonetta Bentivoglio, La danza contemporanea, Milano, Longanesi, 1985
  • Alberto Savinio, "Isadora Duncan", in Narrate, uomini, la vostra storia, 1942, rist. Adelphi 1984, VI ed. 2009
  • Isadora Duncan, La mia vita, Roma, Dino Audino, 2003. ISBN 88-86350-82-1
  • Sabrina Jones, Isadora Duncan una biografia disegnata, Rimini, NdA Press, 2011. ISBN 9788889035610

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