Isabella Iannetti

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Isabella Iannetti
Isabella Iannetti nel 1965
Isabella Iannetti nel 1965
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1963 – in attività
Etichetta Durium

Isabella Iannetti, all'anagrafe Carmela Iannetti (Trani, 25 aprile 1946), è una cantante italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Debutta al Cantagiro 1963 con T'hanno visto domenica sera (musica di Adriano Celentano che il cantante reinterpreterà soltanto per il mercato spagnolo con il titolo Te han visto con otro), conquistando il secondo posto nel Girone B ed un buon successo di vendita.

In seguito partecipa per ben sei volte alla manifestazione Un disco per l'estate, ottenendo sempre positivi riscontri con Sono tanto innamorata (1965), L'amore nei ragazzi come noi (1966), Corriamo (1967), Ricorda Ricorda (1968), Cuore innamorato (1969) e Il mare in cartolina (1970).

Nel 1965 partecipa al 13º Festival della Canzone Napoletana, dove interpreta i brani Core napulitano di Martucci e Ricciardi e Guardame di Nisa, Fanciulli e Salerno, eseguiti in abbinamento con Mario Abbate e Nunzio Gallo.

Nel 1966 partecipa al Festival di Malta riproponendo "Sono tanto innamorata" e vincendo la Gondola d'Oro.

Nello stesso anno arriva in finale al Festival delle Rose con il brano "Una danza al chiar di luna". Ha preso parte anche al Festival di Sanremo nel 1969 con il brano Una famiglia, in coppia con il suo autore Memo Remigi, ma non accede alla finale. L'anno precedente aveva però inciso un brano tratto dal Festival di Sanremo "Stanotte sentirai una canzone" che era stata presentata da Annarita Spinaci in coppia con la giapponese Yoko Kishi.

Sempre nel 1969 vince il Festival di Pesaro con la canzone "Cuore innamorato".

Incide l'ultimo disco nel 1975, e successivamente si dedica alla famiglia, abbandonando il mondo della canzone.

Negli ultimi anni è però tornata ad esibirsi, sull'onda del revival.

Nel 1999 e nel 2000 è stata ospite d'onore, per più puntate, al programma televisivo Ci vediamo in tv condotto da Paolo Limiti.

Una sua intervista ad opera di Claudio Scarpa è stata pubblicata sul numero 1 di NUOVO CIAO AMICI (datato dicembre 2012/gennaio 2013), diretto da Dario Salvatori

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri

  • 1963 - T'hanno vista domenica sera/In cima ai miei pensieri (Durium) QC A 1290
  • 1963 - Un ragazzo così/Non lo farò mai più (Durium) QC A 1300
  • 1963 - Il gatto e la volpe/Ma lo vuoi capire (Durium) QC A 1310
  • 1964 - Va...tu sei libero/Sola tra sole e sale (Durium) QC A 1319
  • 1964 - Quanti ragazzi/Difenderò il mio amore (Durium) QC A 1330
  • 1965 - Sono tanto innamorata/No, non ti lascerò (Durium) QC A 1336
  • 1965 - Guardame/Core napulitano (Durium) QC A 1346
  • 1965 - Vivrei di pane/M'hai detto ciao (Durium) QC A 1351
  • 1966 - L'amore nei ragazzi come noi/C'è lui che mi consola (Durium) QC A 1356
  • 1966 - Una danza al chiar di luna/Parla con lui (Durium) QC A 1362
  • 1967 - Corriamo/Chiedilo al tuo cuore (Durium) QC A 1379
  • 1967 - Una testa dura/Come puoi dimenticare (Durium) QC A 1383
  • 1968 - Stanotte sentirai una canzone/Un riflesso nell'acqua (Durium) QC A 1385
  • 1968 - Ricorda Ricorda/Melodia (Durium) QC A 1386
  • 1968 - È stato bello per me/Un amore inutile (Durium) QC A 1390
  • 1968 - Natale è qui/Buon Natale mio amor (Durium) QC A 1393
  • 1969 - Una famiglia/Il tic tac del cuore (Durium) QC A 1394
  • 1969 - Cuore Innamorato/Il tic tac del cuore (Durium) QC A 1396
  • 1969 - La lettera/Ora che ti amo (Durium) QC A 1399
  • 1970 - Il mare in cartolina/Guance rosse (Durium) QC A 1400
  • 1970 - Falsità/L'ultimo cuore (Durium) QC A 1401
  • 1971 - Senza sole/Cuore bugiardo (Durium) QC A 1402
  • 1972 - Partita per amore/Caschi il mondo (Durium) QC A 1403
  • 1975 - Gente del circo - Cronaca: ore 6

EP

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Le canzoni di un disco per l'estate, supplemento di TV Sorrisi e canzoni 1º maggio 1965
  • AA.VV. (a cura di Gino Castaldo), "Dizionario della canzone italiana", Roma, Armando Curcio Editore, 1990, alla voce "Iannetti, Isabella", di Enzo Giannelli, pag. 850.

Video[modifica | modifica wikitesto]