Isabel del Brasile

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Isabel del Brasile
Isabel del Brasile

Donna Isabel Cristina Leopoldina Augusta Micaela Gabriela Rafaela Gonzaga de Bragança e Bourbon (Rio de Janeiro29 luglio 1846 – Eu14 novembre 1921) figlia ed erede dell'imperatore Pietro II del Brasile, fu Principessa Imperiale del Brasile e Reggente dell'Impero Brasiliano per tre occasioni.

Fu soprannominata a Redentora (la Redentrice) per aver abolito la schiavitù nel suo paese.

[modifica] Biografia

Figlia dell'imperatore Pietro II del Brasile della casa di Braganza e dell'imperatrice Maria Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie, a sua volta figlia di Francesco I delle Due Sicilie. Nata nel Palazzo de São Cristóvão, Quinta de Boa Vista, Rio de Janeiro. Fu sposata con Gastone d’Orléans, conte d’Eu, figlio di Luigi d’Orléans, conte di Nemours, figlio di re Luigi Filippo di Francia, il re cittadino, che aveva preso il trono del cugino Carlo X a seguito della Rivoluzione di luglio del 1830.

Biglietto della Principessa Isabel a suo padre, datato  13 de maio del 1888: "Empereur Brésil, Milan. Acabo sanccionar a lei da extincção da escravidão. Abraço Papae com toda a effusão do meu coração. Muito contentes com suas melhoras. Commungamos hoje por sua intensão. Isabel".
Biglietto della Principessa Isabel a suo padre, datato 13 de maio del 1888:
"Empereur Brésil, Milan.
Acabo sanccionar a lei da extincção da escravidão. Abraço Papae com toda a effusão do meu coração. Muito contentes com suas melhoras. Commungamos hoje por sua intensão.
Isabel"
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Dal marito ebbe tre figli i principi Dom Pedro de Alcantara d'Orléans-Braganza, Dom Luís Maria Filipe de Orléans e Bragança e Dom Antônio Gastão de Orléans e Bragança.

In assenza di altri eredi maschi, essendo due morti in tenerissima età, Isabella fu due volte reggente, nel corso di tre lunghe assenze del padre, a causa di una grave malattia che lo costringeva a recarsi per le cure in Europa: una prima volta nel periodo 1871 - 1872 e una seconda volta nel periodo 1876 - 1877. Infine, nell’ultimo periodo di reggenza tra il 1887 e il 1888, fu dichiarata dal parlamento Brasiliano erede al trono e Principessa Imperiale, titolo col quale governò l’impero in quel biennio.

Il 13 maggio 1888 sanzionò l’abolizione della schiavitù in Brasile, gesto che le valse la Rosa d'Oro da parte di papa Leone XIII e che fu forse la causa della fine della dinastia per la forte opposizione a tale atto da parte dei cosiddetti "Baroni del Caffè" ovvero la grandi famiglie di latifondisti che detenevano il monopolio del caffè e di altre produzioni agricole, e che basavano la loro ricchezza sull'impiego di schiavi come manodopera, costoro considerarono l'abolizione un tradimento nei loro confronti e un grave danno ai loro interessi economici, e furono tra i principali fomentatori dell'abbattimento della Monarchia.

Con la caduta della monarchia imperiale, Donna Isabel partì con la famiglia per l’esilio in Francia dove rimase fino alla morte nel 1921, risiedendo nel castello di Eu, di proprietà del marito.

Sepolta nel pantheon degli Orléans a Dreux insieme al marito, vi rimase fino a quando il Brasile non ne richiese le spoglie per seppellirla nel paese d'origine. Le spoglie giunsero a Rio de Janeiro nel 1953, dove rimase fino al 1971, quando, infine, trovarono la sepoltura definitiva nel mausoleo della famiglia imperiale Brasiliana, la cattedrale di Petropolis, città che fu antica residenza estiva della famiglia imperiale.

Figura amatissima dalla popolazione brasiliana, per il decreto di abolizione della schiavitù, le sono dedicati in tutto il paese strade e monumenti celebrativi: il più famoso a Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana, alla fine della strada a lei dedicata, Avenida Princesa Isabel.

"Se ho avuto un migliaio di troni, vorrei dare un migliaio di troni a liberare gli schiavi del Brasile" - Principessa Isabel.

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