Irshad Manji

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Irshad Manji

Irshad Manji (1968) è una scrittrice e giornalista canadese di origine ugandese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata in Uganda, si trasferisce in Canada con la famiglia all'età di quattro anni.[1]

Laureata alla British Columbia, è stata consulente legislativo di un parlamentare ed ha collaborato con quotidiani e televisioni canadesi.

Di religione musulmana, è omosessuale e militante del movimento gay, nonché assai nota per la sua lotta per l'emancipazione economica delle donne.

Nel 2004 ha scritto il libro Quando abbiamo smesso di pensare, una veemente critica "dall'interno" del conservatorismo dell'Islam tradizionale.

Opinioni[modifica | modifica wikitesto]

Manji critica in modo acceso alcune pratiche dell'Islam, soprattutto i maltrattamenti inflitti alle donne. Lei non indossa copricapi né, tanto meno, il chador. Critica, inoltre, la condotta dei palestinesi e le opinioni della gran parte dei musulmani su Israele.

Nel marzo 2006, ha cofirmato, insieme ad altri intellettuali liberali come Salman Rushdie, Ayaan Hirsi Ali e Taslima Nasreen, il Manifesto dei dodici: Insieme contro il nuovo totalitarismo, pubblicato per rispondere ai violentissimi attacchi alla libertà di stampa seguiti alla pubblicazione delle caricature di Maometto sul Jyllands-Posten, poi ripubblicate su giornali di diversi paesi.

Manji rimette in discussione un gran numero di interpretazioni storiche del Corano e promuove l'Itjtihad, la tradizione musulmana di un pensiero indipendente.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

In italiano
In inglese

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Irshad Manji, Quando abbiamo smesso di pensare?, Guanda, 2004. ISBN 9788882467630
  2. ^ Books@Random: Online Catalog
  3. ^ Allah, Liberty and Love | Book by Irshad Manji - Simon & Schuster

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