Iris Chang

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Statua dedicata a Iris Chang

Iris Shun-Ru Chang (Princeton, 28 marzo 1968Los Gatos, 9 novembre 2004) è stata una storica e giornalista statunitense.

È famosa per il suo best-seller, Lo stupro di Nanchino, pubblicato nel 1997, che tratta del Massacro di Nanchino, crimine di guerra commesso dai militari giapponesi il 13 dicembre 1937.

Iris si è suicidata il 9 novembre 2004, dopo un grave attacco depressivo seguito ad un crollo nervoso[1]. Il suo stato depressivo è stato forse causato da una forte privazione di sonno, e anche dallo stress causato dalle tematiche cruente, oggetto delle sue ricerche[2].

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Iris era figlia di due professori universitari immigrati da Taiwan. Nata a Princeton, nel New Jersey, si trasferì nell'Illinois, per frequentare la University Laboratory High School of Urbana dove si laureò nel 1985. Laureatasi in giornalismo, alla University of Illinois at Urbana-Champaign nel 1989, ottenne un master in Writing Seminars alla Johns Hopkins University. Lavorò per il New York Times, per cui in un solo anno scrisse sei articoli in prima pagina.[3] Dopo una breve esperienza all'agenzia di stampa internazionale Associated Press e al Chicago Tribune, iniziò la sua carriera di scrittrice, anche per diversi magazine.

Era sposata con Bretton Douglas, incontrato al college, con cui ha avuto un figlio, Christopher, il quale aveva solo due anni al momento della sua morte. Negli ultimi anni ha vissuto a San Jose, in California.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Iris ha scritto tre libri, in cui documenta le esperienze di asiatici e di cinesi americani nella storia.

  • Il secondo libro Lo stupro di Nanchino (1997),[5] è stato pubblicato alla vigilia del sessantesimo anniversario del Massacro di Nanchino; la stesura dell'opera è in gran parte motivata da una necessità di denunciare gli orrori taciuti, da cui i suoi genitori sono miracolosamente scampati, commessi durante il massacro dall'esercito imperiale giapponese, l'opera include interviste originali ad alcune vittime sopravvissute. Dopo la pubblicazione del libro ha chiesto pubblicamente al governo giapponese di scusarsi per i crimini commessi, e di risarcire le vittime. L'opera è stata la prima in lingua inglese riguardante le atrocità commesse, ed è rimasta nella lista dei libri più venduti, stilata dal New York Times per diversi mesi. Sulla base del libro, nel 2007 verrà mandato in onda un documentario.
  • Il terzo libro The Chinese in America (2003),[6] spiega come i cinesi americani siano trattati come outsider. Il libro presenta lo stesso stile dei primi due, svelando maggiormente le considerazioni personali dell'autrice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chinese American writer found dead in South Bay
  2. ^ Kathleen E. McLaughlin, Iris Chang's suicide stunned those she tried so hard to help," The San Francisco Chronicle, November 20, 2004.
  3. ^ Paula Kamen, "How 'Iris Chang' became a verb: A eulogy," Salon.com, November 30, 2004.
  4. ^ Iris Chang. Thread of the Silkworm (Basic Books, 1995). ISBN 0-465-08716-7
  5. ^ Iris Chang. The Rape of Nanking: The Forgotten Holocaust of World War II (Basic Books, 1997). ISBN 0-465-06835-9
  6. ^ Iris Chang. The Chinese in America: A Narrative History (Penguin, 2003). ISBN 0-670-03123-2

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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