Iram delle Colonne

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Iram delle Colonne (arabo: Iram at al-'imad), anche detta Aram, Irem, Irum, Erum, Ubar, Wabar, o "la Città delle Mille Colonne", è una città perduta (o la regione circostante) nella Penisola Arabica.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Negli antichi scritti arabi viene citata Iram. Nel folclore arabo ci sono storie che la descrivono come una città mercantile nel deserto del Rub' al-Khali, a sud-est della Penisola Arabica. Si stima che sia esistita dal 3000 a.C. al I secolo d.C. Secondo le leggende divenne favolosamente ricca attraverso il commercio tra le regioni costiere e i centri del Medio Oriente e dell'Europa. Si sono perse le tracce della città e oggi si pensa che sia solo un mito.

Nel Corano (89, 6-8) è scritto che Iram fu punita assieme alla tribù di 'Ad.

Secondo il folclore re Saddad sfidò gli avvertimenti del profeta Hud e Allah scatenò una tempesta di sabbia che cancellò la città. Le rovine sono sepolte da qualche parte sotto le sabbie del Rub' al-Khali. Iram divenne famosa in Occidente con la traduzione de Le mille e una notte.

Nella tradizione araba la tribù di 'Ad erano i pro-pronipoti di Nuh (Noè), suoi successori (Corano, 7, 69).

Nel II secolo d.C. Claudio Tolomeo disegnò una mappa con una regione abitata da un popolo chiamato Iobaritae, ossia Ubariti, dal nome leggendario della città Ubar.

T. E. Lawrence (Lawence d'Arabia) mostrò dell'interesse verso Iram che chiamava «L'Atlantide del deserto».

Archeologia[modifica | modifica sorgente]

Recenti scoperte sono state collegate alla leggenda di Iram.

All'inizio degli anni ottanta un gruppo di ricercatori interessati alla storia di Iram si affidarono ai sensori dei satelliti della NASA, a radar capaci di penetrare il suolo, ai dati del programma Landsat, a immagini scattate dallo Space Shuttle e ai dati del satellite SPOT, per identificare antiche vie carovaniere e scoprire dove convergessero. Le vie erano usate per il commercio dell'incenso tra il 2800 a.C. e il 100 a.C.

Nella provincia di Dhofar in Oman fu identificata un'area come possibile avamposto della civiltà perduta. Un gruppo di ricercatori[1], esplorarono l'area in molte occasioni e si fermarono presso un pozzo chiamato Ash Shisa. Vicino l'oasi scoprirono un sito precedentemente identificato come il forte di Shis (XVI sec.). Gli scavi hanno scoperto un insediamento anteriore e artefatti provenienti da altre regioni. Questo forte più antico era costruito sopra una caverna di calcare che poteva contenere una fonte d'acqua, rendendolo un'importante oasi lungo la via commerciale per Iram. Una volta che il livello dell'acqua si era abbassato, la struttura si indebolì e la caverna crollò tra il 300 e il 500 d.C. distruggendo l'oasi.

Altre quattro campagne di scavo sono state condotte dal dott. Juris Zarins, tracciando la presenza storica della tribù di 'Ad, i presunti costruttori di Iram.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ includeva anche l'avventuriero Ranulph Fiennes, l'archeologo Juris Zarins, il regista Nicholas Clapp e l'avvocato George Hedges

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]