Ipotesi sopravvivenza

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Ipotesi sopravvivenza
Ipotesi sopravvivenza.jpg
Titolo originale Threads
Paese Gran Bretagna
Anno 1984
Formato film TV
Genere drammatico, fantascienza, bellico
Durata 112 min
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore colore
Audio mono
Crediti
Regia Mick Jackson
Soggetto Barry Hines
Sceneggiatura Barry Hines
Interpreti e personaggi
Produttore Mick Jackson
Casa di produzione BBC
Prima visione
Prima TV Gran Bretagna
Dal aprile 1984
Al
Rete televisiva BBC

Ipotesi sopravvivenza (Threads) è un film per la televisione del 1984, scritto da Barry Hines e diretto da Mick Jackson di genere apocalittico. Prodotto in collaborazione tra BBC, Western World Television e Nine Network,[1] il film narra in uno stile documentaristico un possibile scenario post bellico a séguito di un conflitto atomico mondiale.

La trama principale riguarda due famiglie di Sheffield nel Inghilterra, i Kemp e i Beckett, che affrontano le loro crisi personali mentre la Guerra Fredda degenera in un conflitto aperto. Una trama secondaria che si svolge attorno al Capo Esecutivo del consiglio municipale di Sheffield illustra i piani che il governo britannico dell'epoca aveva per gestire una situazione di guerra atomica. Quando alla fine comincia la guerra, i personaggi sono costretti a lottare e sopravvivere alle conseguenze sanitarie, economiche e ambientali di un attacco nucleare.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

(EN)
« This time they are playing with at best the destruction of life as we know it and at worst total annihilation. You cannot win a nuclear war! »
(IT)
« Stavolta, il gioco è la distruzione della civiltà come noi la conosciamo, o peggio, l'annientamento di ogni forma di vita sul pianeta. È impossibile uscire vincitori da una guerra nucleare! »
(Attivista per la pace)

I giovani residenti di Sheffield, Ruth Beckett (Karen Maeagher) e Jimmy Kemp (Reece Dinsdale) decidono di sposarsi dopo una gravidanza inattesa. Nel frattempo, mentre le ostilità tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica aumentano, la Home Office ordina al consiglio comunale di Sheffield di radunare un team d'emergenza, che si stabilisce in un bunker sotto il municipio. Dopo un breve scontro nucleare tra americani e sovietici in Iran, la Gran Bretagna entra nel panico, col risultato di tumulti e sciacallaggio. I "sovversivi" (inclusi gli attivisti per la pace e i sindacalisti) vengono arrestati a causa dello stato d'emergenza.

Alle 8:30 (3:30 in Washington, D.C.) il 26 maggio, viene dato l'allarme rosso quando un missile esplode nel mare del nord, poi un altro in una base RAF circostante. Nel caos seguente, Jimmy scompare mentre cerca di trovare Ruth. Bersagli strategici, come le fabbriche d'acciaio e di prodotti chimici nelle Midlands vengono anch'esse attaccati, provocando la distruzione di due terzi di tutte le case, e le morti immediate di 17-30 milioni persone. Il fallout nucleare impedisce ai pompieri di spegnere i fuochi e di salvare la gente seppellita sotto le rovine. Il team d'emergenza è intrappolato sotto le macerie del municipio, e salvarli è impossibile a causa degli alti livelli di radioattività e della distruzione di tutte le strade. Poche ore dopo, il fallout comincia a scendere sopra Sheffield, fatalmente contaminando i superstiti della famiglia Kemp. Cercando Jimmy, Ruth va in un ospedale, dove si accorge che non c'è più né elettricità, né acqua corrente, né medicine.

Un mese dopo l'attacco, dei soldati riescono ad entrare nelle rovine del municipio, dove scoprono che i membri del team d'emergenza sono tutti morti soffocati. Non c'è nessun tentativo di seppellire le vittime uccise dall'esplosione e il fallout, visto che i superstiti sono troppo indeboliti per i lavori manuali. Bruciare i corpi viene considerato uno spreco di benzina, così milioni di cadaveri sono lasciati all'aperto, spargendo così le malattie tipo colera e tifo. Il governo autorizza l'utilizzo della pena capitale, e tribunali speciali sono dati l'autorità di fucilare i prigionieri. Con i soldi ormai inutili, l'unica valuta valida è il cibo, dato come ricompensa per il lavoro o trattenuto come punizione. I raggi del sole vengono bloccati dalle milioni di tonnellate di ceneri, fumo e detriti sparsi nell'atmosfera. In conseguenza, si sviluppa un inverno nucleare, abbassando le temperature e impedendo la crescita di raccolti. Ruth fugge nella campagna di Buxton, dove partorisce a una figlia.

Un anno dopo la guerra, i raggi del sole cominciano a ritornare, ma la coltivazione dei raccolti è scarsa, a causa della mancanza dell'attrezzatura adeguata, di fertilizzanti e della benzina. I danni all'ozonosfera provocano un aumento di raggi ultravioletti nei raggi solari, causando un aumento di cancro e cataratta. Le autorità militari e civili non ci sono più, ora che sono ormai esauriti cibo e benzina.

Un decennio dopo, la popolazione della Gran Bretagna scende ai livelli della popolazione nel medioevo, 4-11 milioni di persone. I superstiti lavorano nei campi con attrezzi primitivi, e i bambini nati dopo la guerra sono mentalmente sottosviluppati, e parlano una lingua stentata. Ruth muore, prematuramente invecchiata e accecata dalla cataratta, lasciando sola sua figlia Jane (Victoria O'Keefe).

Tre anni dopo la morte di Ruth, Jane e due ragazzi vengono scoperti da soldati mentre rubano cibo. Uno dei ragazzi viene ucciso, e Jane e l'altro ragazzo lottano per il cibo rimasto. La scena degenera poi in ciò che il copione definisce un "rapporto sessuale osceno".[2] Mesi dopo, Jane partorisce in un ospedale improvvisato. Il film finisce nel momento in cui lei urla alla vista del suo bambino.

Svolgimento della guerra[modifica | modifica wikitesto]

La cronologia degli eventi che conducono alla guerra è mostrata interamente attraverso trasmissioni televisive e radiofoniche. Un colpo di stato in Iran, sostenuto dagli Stati Uniti, induce l'Unione Sovietica a occupare la parte settentrionale del paese, apparentemente per impedire un ritorno del regime dello scià. L'8 maggio, gli Stati Uniti insinuano la possibilità di mandare truppe in Iran per impedire ai sovietici di raggiungere i campi petroliferi nel sud. L'11 maggio, la flotta navale americana nel Oceano Indiano viene messa all'erta dopo la scomparsa dell'USS Los Angeles nel Golfo Persico. Nel giorno seguente, una battaglia navale nel Golfo di Oman tra l'incrociatore Kirov e l'USS Callaghan provoca gravi danni alla nave sovietica. La colpevolezza dell'Unione Sovietica nella scomparsa della Los Angeles è confermata con la scoperta di detriti e una fuoriuscita di petrolio nel Golfo Persico, inducendo il Presidente degli Stati Uniti ad avvertire i sovietici che "il processo da loro innescato rischia di condurci sull' orlo di un confronto armato".

Il 17 maggio, gli Stati Uniti mandano un contingente di pronto intervento a insediarsi nei pressi d'Esfahān nell'Iran occidentale, nel tentativo di fermare l'avanzata sovietica verso il sud. I sovietici rispondono trasportando missili nucleari nella loro nuova base in Mashhad. Il 20 maggio, gli Stati Uniti propongono una ritirata congiunta dall'Iran, da cominciare nel pomeriggio del 22, mentre nel frattempo la Gran Bretagna manda truppe in Europa per rispondere a un incremento di truppe del Patto di Varsavia nella Germania dell'Est. I sovietici ignorano l'ultimatum americano e, un'ora dopo la scadenza, la loro base in Mashhad viene attaccata da squadroni di bombardieri B-52 con armi convenzionali. I sovietici difendono la base con un missile terra-aria nucleare, distruggendo molti bombardieri. La battaglia cessa quando gli Stati Uniti distruggono la base sovietica con un'arma nucleare tattica.

Il giorno seguente, le flotte navali americane e sovietiche si scontrano nel Golfo Persico. Il 24 maggio, a causa d'una rivolta nella Germania dell'Est, i sovietici bloccano tutte le entrate e le uscite stradali da Berlino Ovest. L'USS Kitty Hawk viene affondata, e gli Stati Uniti assediano Cuba. Tumulti anti-sovietici nelle grandi città americane hanno come risultato danni ai consolati russi. Il giorno dopo, la BBC comunica che i missili usati durante la battaglia di Mashhad erano della gamma di 50-100 chilotoni, e che le città del Pakistan occidentale erano state evacuate a causa del fallout nucleare.

Il 26 maggio, alle 8:35 GMT (3:35 in Washington, D.C.), i sovietici fanno detonare un missile sopra il mare del nord, producendo un impulso elettromagnetico che danneggia gravemente le comunicazioni tra il Regno Unito e l'Europa nord occidentale. Due minuti dopo, i primi missili cominciano a colpire bersagli NATO, incluso Sheffield, che ospita un centro di comunicazioni della RAF e una base per i Phantom americani. In tutto, le esplosioni a livello mondiale ammontano a 3000 megatoni, di cui 210 nel Regno Unito.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

« La nostra intenzione nel girare Ipotesi sopravvivenza era d'uscire dalla politica e di mostrare (spero realisticamente) gli effetti [che un tale evento avrebbe] su tutte e due le parti se i nostri sforzi migliori per impedire una guerra nucleare dovessero fallire. »
(Sceneggiatore Barry Hines[3])

Ipotesi sopravvivenza ebbe origine durante un periodo di tensione rialimentata tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, quando il presidente statunitense Ronald Reagan prese una linea dura contro i sovietici con la sua dottrina Reagan. Nel frattempo, in Gran Bretagna, la politica conservatrice e liberista di Margaret Thatcher stava disfando molti dei "legami" (threads in inglese) della società liberale del dopoguerra.[4]

Il film fu commissionato dal direttore generale della BBC Alasdair Milne, dopo che aveva visto il documentario proibito The War Game (1965).[5] Mick Jackson fu scelto come regista perché aveva già lavorato nel genere dell'apocalisse nucleare, avendo prodotto nel 1982 il documentario BBC A Guide to Armageddon. Ciò fu considerato un passo in avanti, considerando la precedente censura di The War Game, che fu considerato così straziante che avrebbe risultato in suicidi in massa se messo in onda. In seguito, Jackson viaggiò per Gran Bretagna e gli Stati Uniti, consultando scienziati, psichologi, dottori, specialisti della difesa ed esperti strategici per rappresentare il suo prossimo film nel modo più realistico possibile.[6] Jackson consultò varie fonti per le sue ricerche, tra essi il documento del Science Nuclear Winter: Global Consequences of Multiple Nuclear Explosions, che aveva tra i suoi autori Carl Sagan. I dettagli sul possibile scenario d'attacco e l'entità delle possibile vittime furono tratti dal libro Doomsday: A Nuclear Attack on the United Kingdom (1983), mentre i piani post-bellici inefficaci del governo britannico nel film derivavano dall'exposé War Plan UK, scritto dal giornalista Duncan Campbell nel 1982.[7] Per rappresentare gli effetti psicologici d'un attacco nucleare sui superstiti, Jackson usò come fonte il comportamento dei superstiti dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki[5] e il libro Nuclear Destruction of Britain di Magnus Clarke (1982).[7] Sheffield fu scelto come ambientazione principale, a causa della sua politica anti-nucleare.[3]

Jackson incaricò Barry Hines di scrivere la scenografia, conoscendolo come un uomo politicamente informato. La relazione tra i due però fu tempestosa, visto che Hines passava ore in campo durante le riprese, e apparentemente detestava Jackson per le sue origini borghesi.[6] Una parte integrale delle loro ricerche consisteva nel passare due settimane nei centri di formazione per i "superstiti ufficiali" della Home Office in Easingwold che, disse Hines, dimostrò "quanto sarebbe stata disordinata [la ricostruzione post bellica]."[8] Lo scenario dell'occupazione sovietica dell'Iran che poi conduce alla guerra nucleare è stato visto come un'analogia alla contemporanea invasione sovietica dell'Afghanistan.[4][9]

All'inizio, Jackson voleva usare membri del cast di Coronation Street, ma poi decise di girare il film nello stile neorealista, usando attori sconosciuti per aumentare l'impatto del film attraverso personaggi in cui il pubblico avrebbe potuto identificarsi.[6] Le audizioni furono pubblicizzate nel The Star, un quotidiano locale,[10] e ebbero luogo nel municipio di Sheffield, dove si presentarono 1,100 candidati.[8] Tutte le comparse furono scelti in base all'altezza e all'età. A loro venne chiesto di simulare la miseria e di portare stracci. Il trucco per le comparse che facevano la parte delle vittime di bruciature consisteva in ketchup e il riso soffiato.[10]

Jackson ricordò anni dopo che, al contrario di altre produzioni della BBC, che di norma finivano con un'ondata di chiamate di congratulazioni da colleghi e amici, nessuna chiamata seguì la prima proiezione di Ipotesi sopravvivenza. Jackson si rese conto in seguito che "i telespettatori si erano seduti immobili a riflettere, in molti casi non dormendo o parlando."[6]

Galleria fotografica delle location[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

In Gran Bretagna, il film venne trasmesso per la prima volta alla BBC Two il 23 settembre 1984, raggiungendo l'indice d'ascolto più alto (6.9 milioni) della settimana.[3] Fu trasmesso negli Stati Uniti su TBS Superstation il 13 gennaio 1985, seguito da un programma intitolato On the 8th Day, in cui Carl Sagan e vari altri scienziati sovietici e americani discussero i temi del film.[11]

Il film fu trasmesso in Italia una sola volta su RAI 1 il 7 agosto 1985,[12] il giorno dopo la ricorrenza del quarantesimo anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Il doppiaggio fu fatto dal Gruppo Trenta. Il film fu preceduto dal documentario NHK L'inverno nucleare, con un introduzione da parte di Piero Angela.

Accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

Girato con un budget di £250,000-350,000,[5] il film fu il primo del suo genere a raffigurare un inverno nucleare.[11]

Alcuni critici hanno definito Ipotesi sopravvivenza il "film che riesce meglio a rappresentare l'orrore della guerra nucleare, le sue conseguenze e l'impatto catastrofico che un tale evento avrebbe sulla cultura umana."[13] Il film è stato più di una volta paragonato al film tv americano The Day After - Il giorno dopo, che mostrò uno scenario analogo negli Stati Uniti. (Una recensione di entrambi film disse che, "in confronto a Ipotesi sopravvivenza, The Day After è Un giorno alle corse.")[11][1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) David Crook, CNN, WTBS plan nuclear Blitz this month in Los Angeles Times, 1 gennaio, 1985.
  2. ^ (EN) Threads and Other Sheffield Plays (Sheffield Academic Press, 1990), p. 234
  3. ^ a b c (EN) Jack Kibble-White, Let’s All Hide in the Linen Cupboard in Ofthetelly.co.uk, settembre 2001.
  4. ^ a b (EN) Cook, J. R. & Wright, P. (2006) British Science Fiction Television: A Hitchhiker's Guide, I.B.Tauris, p. 14, ISBN 184511048X
  5. ^ a b c (EN) Paul Binnion, Threads in Scope, 5 settembre 2009.
  6. ^ a b c d (EN) End of the world revisited: BBC's Threads is 25 years old in The Scotsman, 5 settembre 2009.
  7. ^ a b (EN) Hall, K., Threads - Select References and Bibliography, Fallout Warning (gennaio, 2013)
  8. ^ a b c (EN) Patrick Bean, Threads by Barry Hines, 3 gennaio 2002. (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2010).
  9. ^ (EN) Williams, Paul (2011) Race, Ethnicity and Nuclear War: Representations of Nuclear Weapons and Post-apocalyptic Worlds, Liverpool University Press, p. 240, ISBN 1846317088
  10. ^ a b (EN) Nuclear Fallout in Sheffield in BBC South Yorkshire, 22 aprile 2005.
  11. ^ a b c (EN) Kenneth R. Clark, 'Threads': Nightmare After the Holocaust in Chicago Tribune, 11 gennaio 1985.
  12. ^ Epoca (7 agosto 1985)
  13. ^ (EN) Bartlett, Andrew, Nuclear Warfare in the Movies, Anthropoetics, 10, no. 1 (Spring / Summer 2004)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]