Ipoparatiroidismo

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Ipoparatiroidismo
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 252.1
ICD-10 (EN) E20 E89.2 P71.4

L'ipoparatiroidismo è un'endocrinopatia, abbastanza infrequente, caratterizzata da un difetto di produzione di paratormone da parte delle paratiroidi[1].

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La causa è principalmente iatrogena, come conseguenza dell'intervento chirurgico di paratiroidectomia. Altre cause riconosciute sono quelle autoimmuni e quelle congenite, come la sindrome di Di George. In alcuni casi la causa è idiopatica[1].

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

La malattia è caratterizzata da ipocalcemia, che è responsabile di tutte le manifestazioni cliniche[1]. Tra queste sono comuni i disturbi motori, come opistotono, crampi e convulsioni, i disturbi sensitivi, come parestesie e i disturbi psichiatrici, quali ansia, psicosi e depressione[1]. Nelle forme più gravi può provocare la tetania, con un prolungamento della fase di contrazione dei muscoli: questo avviene poiché le fibre di actina e miosina non si possono più separare, dato che questo procedimento avviene attraverso alcuni processi chimici legati al calcio[1].

Diagnostica[modifica | modifica wikitesto]

Tale condizione viene diagnosticata tramite esami di laboratorio. In particolare, oltre all'ipocalcemia, all'ipomagnesiemia e all'iperfosfatemia, il dosaggio dell'ormone paratiroideo rivela valori ematici minimi o nulli. Nel test di Ellsworth-Howard in corso di ipoparatiroidismo, la somministrazione esogena di paratormone aumenta l'escrezione renale di fosfati di dieci volte rispetto al valore normale[1].

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

La terapia dell'ipoparatiroidismo prevede la somministrazione di calcio e vitamina D3 e D2[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Dionigi, pp. 361-2, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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