Iperione (Hölderlin)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Iperione
Titolo originale Hyperion
Autore Johann Christian Friedrich Hölderlin
1ª ed. originale 1797
Genere romanzo
Lingua originale tedesco

Iperione o l'eremita in Grecia (Hyperion oder der Eremit in Griechenland) è un romanzo di Johann Christian Friedrich Hölderlin (1770-1843). Cominciato a scrivere nel 1792, ne viene spedito un frammento per la prima volta con il titolo Fragment zum Hyperion alla rivista "Thalia", dallo stesso Hölderlin, nel 1794. Il primo volume verrà poi pubblicato dall'editore Cotta nel 1797 e il secondo nel 1799.

Indice

[modifica] Struttura

È un romanzo epistolare dove Iperione scrive all'amico Bellarmino della sua esperienza prima in Grecia e poi in Germania e al quale invia anche lettere private che Iperione aveva scritto all'amata. Differisce dagli altri romanzi epistolari in quanto non si focalizza sull'immediatezza dell'esperienza vissuta, bensì è una riflessione del protagonista sulle sue esperienze passate, una riflessione della coscienza su se stessa.

Il romanzo è dedicato a Diotima (pseudonimo ispirato alla figura classica di Diotima di Mantinea, dietro cui lo scrittore dissimula la scrittrice Susette von Gontard, conosciuta nel 1795, amata e abbandonata nel 1798 per motivi poco chiari, e la cui scomparsa, nel 1802, provocherà i primi attacchi della malattia mentale del poeta), protagonista dell'amore e del dolore di Iperione, nonché incarnazione della bellezza ideale, quasi trasfigurata in statua greca.

Sono presenti riferimenti all'entusiasmo suscitato in Hölderlin dalla rivoluzione francese, nonché il senso di dolore e impotenza provato dall'autore per l'impossibilità di attuarla in Germania.

Il romanzo ha un andamento circolare in cui si fondono costantemente presente e passato, Germania e Grecia in un fecondo scambio reciproco di prospettive e paesaggi. Tra i pochi riconoscimenti alla sua uscita, vanno ricordati gli apprezzamenti di Wilhelm August von Schlegel, Bettina e Clemens Brentano, Achim von Arnim e poi Wilhelm Waiblinger e Johann Joseph von Görres. Purtroppo però le varie edizioni (anche quelle postume, almeno fino a quella del 1913) in fondo inaccurate fino all'edizione critica del 1975, ne hanno sminuito il valore, che d'altra parte fu riconosciuto da Nietzsche o Stefan George.

È la vicenda dell'uomo moderno, dell'uomo tedesco nello specifico, che non è capace di armonizzare le forze della sua anima perché ha perduto il senso del divino e dell'armonia. Compito del poeta è dunque quello di ristabilire e tener desto il culto degli dèi sia nella morta Grecia (doppiamente morta in quanto oppressa dai Turchi e immemore degli dèi) e nella Germania (incapace di agire). Il poeta dunque è un poeta vate che, fallito sul piano dell'azione pratica e violenta della guerra decide di lottare per il proprio popolo tenendo desto il culto degli dèi, aiutando a ristabilire la perduta armonia.

Iperione non è vittorioso ma avverte che al termine ideale dell'esistenza c'è sempre la pace e si adopera verso quella meta.

[modifica] Trama

Hyperion, appena tornato in Grecia e abbattuto dalla situazione della sua patria, scrive all’amico Bellarmino, che conoscerà più tardi in Germania, raccontandogli la sua esperienza prima in Grecia e poi in Germania, con le proprie speranze e delusioni. Hyperion cresce nella metà del XVIII secolo nella Grecia meridionale, in mezzo alla natura, dove introdotto dal suo saggio insegnante Adamas nel mondo eroico di Plutarco e nel mondo incantato delle divinità greche, si appassiona all'antica Grecia.

Più tardi, mandato a Smirne dai genitori per continuare gli studi, conosce Alabanda, dalla personalità vitale e unica persona a condividere i suoi ideali riguardo ad un progetto di liberazione del paese, pur non condividendone la visione sul ruolo dello stato. Nel frattempo Hyperion invitato in Kalaurea da un amico conosce Diotima, della quale finisce per innamorarsi e che, durante un viaggio, di fronte alle rovine di Atene, gli dà la forza di passare all'azione.

Nel 1770 Hyperion partecipa alla guerra ottomana per la sua liberazione della Grecia dai turchi. Però la guerra lo cambia profondamente: egli viene ferito gravemente e Alabanda deve fuggire per ragioni politiche. Poi, dopo aver ricevuto una lettera che gli annuncia la morte di Diotima, consunta dal dolore credendolo morto, comincia a viaggiare senza meta e senza scopo e arriva prima in Sicilia alle pendici dell'Etna e poi in Germania da dove riparte, come un estraneo. Così decide di tornare in Grecia dove inizia una vita da eremita, riscoprendo la bellezza della natura, nella quale risuona la voce della sua amata Diotima, riesce a superare la tragicità della propria solitudine.

  • Volume primo
    • Prefazione
    • Libro primo
      • 11 lettere di Iperione a Bellarmino
    • Libro secondo
      • 19 lettere di Iperione a Bellarmino
  • Volume secondo
    • Libro primo
      • 7 lettere di Iperione a Bellarmino
      • 5 lettere di Iperione a Diotima
      • 1 lettera di Diotima a Iperione
      • 3 lettere di Iperione a Diotima
      • 1 lettera di Diotima a Iperione
      • 5 lettere di Iperione a Diotima
    • Libro secondo
      • 8 lettere di Iperione a Bellarmino

[modifica] Edizioni

In italiano sono uscite diverse traduzioni, a cura di:

Il frammento del 1796 è uscito, a cura di:

[modifica] Altri progetti

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue