Iperbato
L'iperbato (dal greco ὑπέρβατον, hypèrbaton = "passato oltre") è una figura retorica che implica lo spostamento di un segmento di enunciato all'interno di un sintagma.
Mentre l'anastrofe rappresenta un'inversione tra due elementi nell'ordine naturale delle parole all'interno di una frase; l'iperbato rappresenta l'incunearsi di un elemento all'interno di un altro.
Affine all'iperbato è anche l'epifrasi, che consiste nello spostare un gruppo di parole al termine di un enunciato per definirne meglio il significato.
Negli esempi che seguono viene sottolineato il primo termine, spezzato dal secondo che viene invece evidenziato in grassetto
| « [...] ma valida venne una man dal cielo, e in più spirabil aere pietosa il trasportò; » |
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| « ... tardo ai fiori ronzìo di coleotteri » |
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(Eugenio Montale, Derelitte...)
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| « ...e 'l vago lume oltra misura ardea di quei begli occhi... » | |
| « ...Giovin signore, o a te scenda per lungo di magnanimi lombi ordine il sangue... » | |
Nella poesia italiana l'iperbato ha il duplice intento sia di porre in rilievo parole o sintagmi che diversamente apparirebbero trascurabili, sia di rievocare con intento arcaizzante la sintassi della lingua latina in cui quelli che in italiano sono iperbati erano invece percepiti come costrutti di uso comune.
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