Iofendilato

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iofendilato
Iofendylate.png
Nome IUPAC
etil 10-(4-iodofenil)undecanoate
Caratteristiche generali
Massa molecolare (u) 416,33683
Numero CAS [99-79-6]
Codice ATC V08AD04
PubChem 7458
DrugBank DB01187
SMILES Ic1ccccc1C(CCCCCCCCC(=O)OCC)C
Indicazioni di sicurezza

Lo iofendilato o pantopaque, miscela di isomeri dell'etil iodofenilundecanoato, è un composto organico radio-opaco contenente il 30,5% di iodio utilizzato particolarmente per la mielografia.[1][2] La preparazione iniettabile di iofendilato è una soluzione iperbarica rispetto al liquido cerebrospinale. Poiché non è miscibile con il liquido cerebrospinale, essa risulta più radio-opaca di altri agenti diagnostici che, essendo miscibili, vengono diluiti.

Caratteristiche strutturali e fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Si presenta come un ­ liquido viscoso, incolore o giallo pallido, con debole odore etereo. Il composto scurisce per prolungata esposizione all'aria. Scarsamente solubile in acqua è invece molto solubile in alcol, in cloroformio e in etere.

Incompatibilità chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Il polistirene è solubile nello iofendilato, pertanto si raccomanda quindi di non utilizzare siringhe di polistirene per iniettare le soluzioni di iofendilato.

Identificazione[modifica | modifica wikitesto]

In un palloncino da 50 ml si introducono 1 ml di iofendilato, 15 ml di acqua e 7 g di potassio bicromato. Si aggiungono cautamente 10 ml di acido solforico raffreddando la beuta in acqua corrente per moderare la reazione. Successivamente si scalda a ricadere per due ore. Si versa il contenuto in 25 ml di acqua, si filtra la miscela per aspirazione, si lava il precipitato con una piccola quantità di acqua fredda. Si cristallizza il precipitato da 10 ml di alcol diluito e si sublima il solido ottenuto: il sublimato dell'acido p-iodobenzoico fonde tra 268 e 272 °C.

Determinazione quantitativa[modifica | modifica wikitesto]

Si sciolgono 50 mg di iofendilato in 5 ml di toluene. Si aggiungono 15 ml di sodio difenile e si agita vigorosamente per qualche minuto. Si effettua un'estrazione con tre porzioni (da 10 ml ciascuna) di acido fosforico 5 M. Agli estratti riuniti si aggiunge sodio ipoclorito 1 N fino ad ottenere una colorazione marrone e poi se ne addizionano altri 0,5 ml. Si agita ad intervalli per tre minuti, si aggiungono 5 ml di una soluzione satura di fenolo preparata di recente e si lascia riposare per un minuto. Si aggiunge 1 g di potassio ioduro, si agita per 30 secondi e si titola rapidamente con sodio tiosolfato 0,1 N, addizionando 3 ml di amido soluzione all'avvicinarsi del punto finale della titolazione. 1 ml di titolante = 6,939 mg di iofendilato.

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di iniezione subaracnoidea lombare, lo iofendilato forma una colonna continua nel canale spinale. La distribuzione del mezzo di contrasto nello spazio subaracnoideo dipende soprattutto dalla posizione in cui si trova il paziente. Piccole quantità di iofendilato che permangono, anche dopo aspirazione, possono fluire nelle cisterne basali e/o nei ventricoli cerebrali. L'eliminazione del composto dallo spazio subaracnoideo, dopo iniezione lombare, avviene con estrema lentezza. La velocità di eliminazione dello iofendilato dal liquido cefalorachidiano dipende dalla quantità presente nello spazio subaracnoideo ed è valutata in circa 1 ml per anno. All'incirca l'80-100% di una dose di iofendilato può essere rimossa per aspirazione dallo spazio subaracnoideo dopo iniezione lombare.[3]

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Lo iofendilato è un mezzo di contrasto ionico e monomero, impiegato nella mielografia convenzionale lombare, toracica, cervicale, e della colonna vertebrale.[4][5] L'uso dello iofendilato nella mielografia deriva dal suo comportamento e dalla sua distribuzione nello spazio subaracnoideo. Il mezzo di contrasto è stato usato anche per l'esame del terzo e quarto ventricolo, e per visualizzare il feto nel sacco amniotico prima di effettuare una emotrasfusione intrauterina.

a== Effetti collaterali e indesiderati == Gli effetti avversi che si registrano con maggior frequenza a seguito dell'utilizzo del mezzo di contrasto sono: cefalea, malessere generale, febbre, meningismo, dolore lombare e lombosacrale.[6] Occasionalmente il paziente può manifestare rigidità nucale, nausea, vomito, irritazione meningea con aracnoidite cronica e acuta,[7][8] meningite asettica, idrocefalo ostruttivo,[9][10] convulsioni.[11][12] Nel liquido cefalorachidiano è possibile riscontrare un aumento dei neutrofili e/o dei linfociti, che generalmente si accompagna ad un incremento della concentrazione delle proteine e contemporaneamente alla riduzione della concentrazione di glucosio. In casi molto rari sono stati descritti paralisi dei nervi cranici, parestesia, paraplegia,[13] paralisi dei muscoli extraoculari, riduzione della vista e cecità temporanea,[14] nistagmo, vertigini, ritenzione urinaria, dolore toracico, diminuzione transitoria della pressione arteriosa sistolica, manifestazioni da ipersensibilità (orticaria).[15] In letteratura medica sono stati riportati granulomi lipoidei, ostruzione del sistema cerebroventricolare ed embolia polmonare.[16][17][18] La persistenza di residui di mezzo di contrasto oleoso nel liquor cerebrospinale può comportare false immagini, sia in radiologia tradizionale che all'esecuzione di TC o RMN, talvolta di difficile diagnosi, anche a distanza di 30-40 anni dall'esecuzione dell'esame.[19][20][21]

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo iofendilato deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da sclerosi multipla in quanto si possono manifestare gravi reazioni avverse.[22][23] La somministrazione a livello spinale non deve essere effettuata qualora sia presente un'infezione locale o sistemica. Lo iofendilato deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con storia personale di reazioni allergiche e nei soggetti ipersensibili allo iodio o ad altri mezzi di contrasto.

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo iofendilato è somministrato per iniezione subaracnoidea lombare. Il dosaggio del mezzo di contrasto dipende dall'estensione della parte da esaminare e dal grado di contrasto desiderato. La dose di iofendilato normalmente usata nella mielografia è di 3-12 ml. Nell'adulto sono state somministrate anche dosi di 9-40 ml e più. Si somministrano 3-5 ml nei bambini con peso corporeo inferiore a 20 kg, 5-8 ml nei bambini di 20–50 kg e 10 ml nei bambini con peso corporeo superiore a 50 kg.

Interazioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni test sulla funzione tiroidea, basati sulla determinazione dello iodio, possono risultare falsati anche parecchi mesi dopo somministrazione subaracnoidea di iofendilato.

Stabilità e conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo iofendilato deve essere conservato in contenitori ermeticamente chiusi e resistenti alla luce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ W.H. Strain, J.T. Plati; S.L. Warren, Iodinated Organic Compounds as Contrast Media for Radiographic Diagnoses. I. Iodinated Aracyl Esters in Journal of the American Chemical Society, vol. 64, nº 6, 1942, pp. 1436-1440.
  2. ^ TB. Steinhausen, CE Duncan; JB Furst, Iodinated organic compounds as contrast media for radiographic diagnosis in Radiology, vol. 43, 1944, pp. 230-234.
  3. ^ WH. Strain, JD. French; GE. Jones, Iodinated organic compounds as contrast media for radiographic diagnoses; escape of pantopaque from the intracranial subarachnoid space of dogs. in Radiology, vol. 47, Lug 1946, pp. 47-50, DOI:10.1148/47.1.47, PMID 20992156.
  4. ^ FP. Carrigan, Myelographic studies with pantopaque. in J Med Soc N J, vol. 45, nº 10, Ott 1948, p. 484, PMID 18886805.
  5. ^ BH. Britton, WE. Hitselberger; BJ. Hurley, Iophendylate examination of posterior fossa in diagnosis of cerebellopontine angle tumors. in Arch Otolaryngol, vol. 88, nº 6, Dic 1968, pp. 608-17, PMID 5724834.
  6. ^ SA. Kieffer, EF. Binet; JV. Esquerra; RP. Hantman; CE. Gross, Contrast agents for myelography: clinical and radiological evaluation of Amipaque and Pantopaque. in Radiology, vol. 129, nº 3, Dic 1978, pp. 695-705, DOI:10.1148/129.3.695, PMID 103130.
  7. ^ L. Junck, WH. Marshall, Neurotoxicity of radiological contrast agents. in Ann Neurol, vol. 13, nº 5, Mag 1983, pp. 469-84, DOI:10.1002/ana.410130502, PMID 6347033.
  8. ^ RH. Mortara, WH. Brooks, Chronic arachnoiditis after a pantopaque study of the posterior fossa. in South Med J, vol. 69, nº 4, Apr 1976, pp. 520-1, PMID 1265523.
  9. ^ SR. Gupta, MH. Naheedy; RJ. O'Hara; FA. Rubino, Hydrocephalus following iophendylate injection myelography with spontaneous resolution: case report and review. in Comput Radiol, vol. 9, nº 6, pp. 359-64, PMID 3841504.
  10. ^ F. Jensen, E. Reske-Nielsen; E. Ratjen, Obstructive hydrocephalus following Pantopaque myelography. in Neuroradiology, vol. 18, nº 3, Set 1979, pp. 139-44, PMID 492517.
  11. ^ RM. Pascuzzi, KL. Roos; JA. Scott, Chronic focal seizure disorder as a manifestation of intracranial iophendylate. in Epilepsia, vol. 29, nº 3, pp. 294-6, PMID 3131136.
  12. ^ MK. Greenberg, SC. Vance, Focal seizure disorder complicating iodophendylate myelography. in Lancet, vol. 1, nº 8163, Feb 1980, pp. 312-3, PMID 6101766.
  13. ^ SM. Rezaian, TY. Mozafari, Paraplegia as a complication of myelography with iophendylate. in Spine (Phila Pa 1976), vol. 5, nº 3, pp. 294-5, PMID 7394666.
  14. ^ M. Occhiogrosso, V. Troccoli; G. Vailati, A rare complication following iodized myelography: late blindness. Case report. in Acta Neurol (Napoli), vol. 1, nº 1, Feb 1979, pp. 76-8, PMID 433685.
  15. ^ P. Lieberman, RL. Siegle; RJ. Kaplan; K. Hashimoto, Chronic urticaria and intermittent anaphylaxis. Reactions to lophendylate. in JAMA, vol. 236, nº 13, Set 1976, pp. 1495-7, PMID 989117.
  16. ^ WW. Kwan, NK. Kwi; LE. Chye, Pantopaque pulmonary embolism during myelography. in J Neurosurg, vol. 46, nº 3, Mar 1977, pp. 391-3, DOI:10.3171/jns.1977.46.3.0391, PMID 839266.
  17. ^ VC. Vitums, Unusual cause of pulmonary emboli. in Chest, vol. 86, nº 4, Ott 1984, p. 639, PMID 6478908.
  18. ^ P. Aspelin, J. Lester, Pantopaque pulmonary embolism following myelography. in Neuroradiology, vol. 14, nº 1, Ago 1977, pp. 43-4, PMID 896043.
  19. ^ IF. Braun, JA. Malko; PC. Davis; JC. Hoffman; LH. Jacobs, The behavior of Pantopaque on MR: in vivo and in vitro analysis. in AJNR Am J Neuroradiol, vol. 7, nº 6, pp. 997-1001, PMID 3098080.
  20. ^ AK. Anand, SN. Halthore; S. Wani, Iophendylate (pantopaque) and MR imaging of the spine. in Comput Radiol, vol. 11, nº 4, pp. 165-8, PMID 3665458.
  21. ^ RK. Gupta, A. Jena; S. Kumar, Iophendylate or spillage from epidermoid--a diagnostic dilemma on cranial MR imaging. in Magn Reson Imaging, vol. 7, nº 3, pp. 293-5, PMID 2761362.
  22. ^ P. Kaufmann, WD. Jeans, Reactions to iophendylate in relation to multiple sclerosis. in Lancet, vol. 2, nº 7993, Nov 1976, pp. 1000-1, PMID 62217.
  23. ^ JL. Bernat, Isophendylate myelography in multiple sclerosis. in Lancet, vol. 1, nº 8001, Gen 1977, pp. 48-9, PMID 63690.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • W. Baker et al., J. Soc. Chem. Ind. 63, 223, 1944;