Ioduro di bismuto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ioduro di bismuto
Struttura cristallina dello ioduro di bismuto
Nome IUPAC
Ioduro di bismuto(III), Triioduro di bismuto
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare BiI3
Massa molecolare (u) 589,69
Aspetto solido nero verdastro
Numero CAS [7787-64-6]
Numero EINECS 232-127-4
PubChem 24860889
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 5,78[1]
Solubilità in acqua insolubile
Temperatura di fusione 408 °C[1]
Temperatura di ebollizione 542 °C[2]
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol−1) –150[3]
ΔfG0 (kJ·mol−1) –148,7[2]
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo

pericolo

Frasi H H314
Consigli P 280, 305+351+338, 310

Lo ioduro di bismuto o ioduro di bismuto(III) o triioduro di bismuto è il composto inorganico binario tra bismuto e iodio, con formula BiI3. In condizioni normali è un solido nero verdastro. Come composto insolubile in acqua era in passato di interesse per la chimica analitica qualitativa.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

BiI3 può essere preparato per sintesi diretta, scaldando una miscela di bismuto e iodio a 150-180 °C,[4]

2Bi + 3I2 → 2BiI3

o facendo reagire una soluzione di BiCl3 in acido cloridrico con acido iodidrico,[4]

BiCl3 + 3HI → BiI3 + 3HCl

o anche per reazione tra Bi2O3 e acido iodidrico.[3]

2Bi2O3 + 6HI → 2BiI3 + 3H2O

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

BiI3 allo stato solido è un composto parzialmente ionico.[3] Cristallizza nel sistema esagonale, gruppo spaziale R3, con costanti di reticolo a = 752 pm e c = 2070 pm.[5] Gli atomi di bismuto occupano in totale un terzo dei siti ottaedrici complessivi, riempiendo su strati alternati o due terzi o nessuno dei siti ottaedrici disponibili.[6]

In fase gassosa sono presenti singole molecole BiI3 con struttura a piramide trigonale.[7]

Reattività[modifica | modifica wikitesto]

BiI3 è insolubile in acqua fredda, ma reagisce in acqua bollente formando l'ossialogenuro BiOI. BiI3 è invece solubile in alcoli, xilene e toluene.[4] L'insolubilità in acqua era sfruttata in chimica analitica qualitativa per la ricerca di cationi Bi3+. Per effettuare questo test si aggiunge una fonte di ioni ioduro (ad esempio ioduro di potassio) al campione in esame. La formazione di un precipitato nero di BiI3 indica la presenza di cationi Bi3+. Aggiungendo un eccesso di ioduro il precipitato nero si scioglie formando una soluzione giallo-arancio dovuta alla presenza dell'anione [BiI4].[8][9]

La reazione tra BiI3 e una soluzione di ioduro di potassio serve anche a preparare il reattivo di Dragendorff, K[BiI4], utilizzato per determinare la presenza di alcaloidi.[4] Il nome del reattivo deriva da quello del chimico Georg Dragendorff (1836-1898).

BiI3 può reagire con basi di Lewis come eteri, fosfine e ammine per formare complessi. Un esempio è BiI3(piridina)3.[2]

Tossicità / Indicazioni di sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

BiI3 è disponibile in commercio. Il composto è corrosivo e provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari. Non ci sono evidenze di effetti cancerogeni. Non sono disponibili dati su effetti ambientali.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) T. J. Bruno e P. D. N. Svoronos, Handbook of Basic Tables for Chemical Analysis, CRC Press, 2003, ISBN 0-8493-1573-5.
  • (EN) N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the elements, 2ª ed., Oxford, Butterworth-Heinemann, 1997, ISBN 0-7506-3365-4.
  • (EN) C. E. Housecroft e A. G. Sharpe, Inorganic chemistry, 3ª ed., Harlow (England), Pearson Education Limited, 2008, ISBN 978-0-13-175553-6.
  • (EN) J. Krüger, P. Winkler, E. Lüderitz e M. Lück, Bismuth, Bismuth Alloys, and Bismuth Compounds in Ullmann's Encyclopedia of Industrial Chemistry, Wiley-VCH, 2002, DOI:10.1002/14356007.a04_171.
  • (EN) U. Müller, Inorganic Structural Chemistry, 2ª ed., Chichester, John Wiley & Sons, 2006, ISBN 978-0-470-01864-4.
  • Sigma-Aldrich, Bismuth(III) iodide. URL consultato il 16 aprile 2014.
  • (EN) F. P. Treadwell, Analytical Chemistry, Vol. I, Qualitative Analysis, 4ª ed., New York, John Wiley & Sons, 1916.
  • (EN) K. H. Whitmire, Bismuth: Inorganic Chemistry in Encyclopedia of Inorganic Chemistry, 2ª ed., John Wiley & Sons, 2006, DOI:10.1002/0470862106.ia019, ISBN 978-0-470-86210-0.
chimica Portale Chimica: il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia