Io (mitologia)

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Io e Zeus dipinti da Correggio

Nella mitologia greca Io è una sacerdotessa di Era argiva, figlia di Inaco, dio fluviale e re di Argo.

Zeus, a causa di un incantesimo gettato da Iunge, figlia di Pan e di Eco si innamorò di Io e, temendo la gelosia di Era, quando la andava a trovare la nascondeva in una nuvola dorata.

Era lo accusò di infedeltà e trasformò Iunge in torcicollo per punirla. Zeus negò: "Non ho mai toccato Io". Zeus per evitare che Era lo scoprisse trasformò la giovane in una giovenca bianca, ma Era ne reclamò la proprietà e la affidò ad Argo Panoptes, ordinandogli: "Lega segretamente questa vacca a un albero di olivo presso Nemea".

Ermes, incaricato da Zeus di recuperare Io, addormentò Argo e lo uccise tagliandogli la testa dopo averlo colpito con una pietra, liberando la giovenca. In seguito Era mandò un tafano a pungere Io, che cominciò a correre per tutto il mondo conosciuto per sfuggire all'animale.

Arrivata al braccio di mare tra Europa e Asia, attraversò a nuoto lo stretto, che così prese il nome di Bosforo (Βόσπορος, "passaggio della giovenca").

Finalmente Io giunse in Egitto, dove partorì Epafo, riacquistando le fattezze umane.

Io viene spesso raffigurata come una giovane donna con in testa le corna della vacca. Per questo fu identificata con Iside e Hathor ed accostata alla Luna.

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