Invito a una decapitazione

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Invito a una decapitazione
Titolo originale Приглашение на казнь
Autore Vladimir Nabokov
1ª ed. originale 1936
1ª ed. italiana 1961
Genere Romanzo
Lingua originale russo
Protagonisti Cincinnatus C.
« I critici émigrés, disorientati da un libro che pure apprezzavano, credettero di cogliervi una vena «kafkiana» senza sapere che non conoscevo il tedesco, ignoravo del tutto la letteratura tedesca moderna, e non avevo ancora letto traduzioni, francesi o inglesi, delle opere di Kafka. »
(Prefazione)

Invito a una decapitazione (russo: Приглашение на казнь, Priglašenie na kazn'; inglese: Invitation to a Beheading) è un romanzo surreale di Vladimir Vladimirovič Nabokov.

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo venne scritto originariamente in russo a Berlino nel 1934 e pubblicato a puntate fra il 1935 e il 1936 sulla rivista dell'emigrazione russa Note contemporanee (Sovremennye zapiski) di Parigi. Nel 1959[1], ormai residente ad Old Creek Canyon, Arizona, Nabokov diede incarico al figlio Dmitri di tradurlo in inglese ed egli stesso collaborò mantenendo la struttura della versione russa, ma innovandolo stilisticamente[2][3].

L'opera, ambientata in una società distopica, fantastica metafora del regime staliniano e dei suoi processi, racconta in terza persona la detenzione di Cincinnatus C. dalla sua condanna a morte nel processo per "opacità" (non condivisione di sentimenti) fino al giorno della prevista decapitazione.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Al processo, Cincinnatus è condannato a morte e rientra alla fortezza. Rodion il carceriere lo riporta in cella e successivamente lo invita a ballare un valzer. Dopo cena il direttore del carcere visita Cincinnatus, ma rifiuta di dire, o non conosce, la data prevista per l'esecuzione.

Si racconta la giovinezza di Cincinnatus che fin dai primi anni aveva dovuto nascondere la propria diversità consistente nell'essere «impenetrabile ai raggi altrui». Purtroppo impedire agli altri di accorgersi della cosa richiedeva una continua concentrazione che col passare degli anni riusciva sempre meno a mantenere. A ventidue anni sposa Marthe che presto lo tradisce e gli dà due figli di altri.

Dopo qualche giorno viene presentato un nuovo carcerato: "M'sieur Pierre", che si rivelerà essere il boia sotto mentite spoglie. La procedura prevede infatti che boia e condannato si conoscano e facciano amicizia. Cincinnatus viene finalmente portato al patibolo, ma, rifiutando di sottomettersi ai riti previsti, provoca il disfacimento del mondo e può incamminarsi libero

« verso il luogo dove, a giudicare dalle voci, c'erano esseri simili a lui. »

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Sulle copertine delle edizioni italiane l'autore è sempre riportato come "Vladimir Nabokov", senza il patronimico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Prefazione, in Vladimir Nabokov, 2004, cit.
  2. ^ Avvertenza, di Anna Raffetto, in Vladimir Nabokov, 2004, cit.
  3. ^ Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, traduzione di Roberto Serrai, 3 ed., collana Gli Adelphi, Adelphi, 2007, pp. 379, cap. 4. ISBN 978-88-459-2154-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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