Investimento parentale

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 Hummingbird perched on edge of tiny nest places food into mouth of one of two chicks
Una femmina di Stelulla calliope che sfama la sua prole

In biologia evoluzionistica, con il termine investimento parentale (in inglese, parental investment) si intende qualsiasi spesa dei genitori (tempo, energia, ecc) che beneficia un membro della prole a un costo che limita la capacità dei genitori di investire in altri componenti della fitness [1] [2]. Componenti della fitness [3] comprendono il benessere della prole esistente, la riproduzione futura dei genitori e la fitness attraverso l'aiuto di parenti, chiamata selezione di parentela [4]. L'investimento parentale è talvolta erroneamente identificato con la semplice cura dei genitori o sforzo dei genitori.

La teoria dell'investimento parentale è un ramo della teoria della storia della vita. Le prime considerazioni sull'investimento parentale vennero fatte da Fisher (1930). Fisher sosteneva che le spese dei genitori sui figli di entrambi i sessi dovessero essere uguali. Clutton-Brock (1991: 9) ha ampliato il concetto di PI includendo i costi nella fitness relativa all'intera parentela.

La teoria dell'investimento parentale di Robert Trivers prevede che il sesso che investe maggiormente nell'allattamento, nella cura e protezione della prole sarà più discriminante nella scelta del partner (mate choice), e che il sesso che investe meno nella prole combatterà per trovare partner dell'altro sesso ad alto investimento che proprio per questa ragione saranno una risorsa limitata (Principio di Bateman).[5] Le differenze tra i sessi per quanto riguarda l'investimento parentale dunque sono importanti nel determinare la forza della selezione sessuale.

La riproduzione è costosa. Gli individui sono limitati nel grado in cui possono dedicare tempo e risorse per generare e allevare i piccoli, e tale spesa può anche essere dannosa per la loro condizione futura, per la sopravvivenza, e per la loro ulteriore capacità riproduttiva.

Tuttavia, tale spesa è generalmente vantaggiosa per la prole, migliorando la sua condizione, la sua sopravvivenza e il suo successo riproduttivo. Queste differenze possono portare a conflitti tra genitori e prole. L'investimento parentale può essere fornito dalla femmina (cura uniparentale femminile), il maschio (cura uniparentale maschile) o da entrambi (cura biparentale). I comportamenti dei genitori sono naturalmente selezionati per massimizzare la differenza tra i benefici ed i costi, e le cure parentali tenderanno ad esistere quando i benefici sono sostanzialmente maggiori dei costi.

Le cure parentali si trovano in una vasta gamma di gruppi tassonomici, sia in organismi ectotermi (invertebrati, pesci, anfibi e rettili), che endotermi (uccelli e mammiferi). La cura può essere fornita in qualsiasi fase della vita della prole, comprende una vasta gamma di comportamenti prenatali come la guardia all'uovo, la preparazione del nido, il trasporto della covata, l'incubazione e il nutrimento dalla placenta nei mammiferi, e postnatali come l'approvvigionamento alimentare e la difesa della prole.

Nelle specie iteropare, dove gli individui possono subire diversi attacchi durante la loro vita riproduttiva, un compromesso può esistere tra investimenti nella prole attuale e futura riproduzione. I genitori hanno bisogno di bilanciare le richieste dei loro figli che vanno contro la propria auto-sussistenza. Questo potenziale effetto negativo di cure parentali è stato esplicitamente formalizzato con Trivers [2], che originariamente ha definito il termine investimento parentale per indicare qualsiasi investimento da parte del genitore in un figlio che aumenta la possibilità di farlo sopravvivere (e quindi il suo successo riproduttivo) al costo della capacità del genitore di investire in altra prole.

I vantaggi dell' investimento parentale sui figli sono grandi e hanno effetti diretti sulla condizione, la crescita, la sopravvivenza, e in ultima analisi, sul successo riproduttivo della prole. Tuttavia, questi benefici possono venire a scapito della capacità del genitore di riprodursi in futuro, per esempio attraverso un aumentato rischio di lesioni quando difendono la prole contro i predatori o la perdita di opportunità di accoppiamento mentresono occupati nell'allevamento o ancora con l'aumento dell'intervallo di tempo fino alla successiva riproduzione.

Nel complesso, i genitori vengono selezionati per massimizzare la differenza tra i benefici ed i costi, e le cure parentali evolveranno con più probabilità quando i benefici superano i costi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Clutton-Brock 1991: 9
  2. ^ a b Trivers 1972, op. cit.
  3. ^ Beatty 1992, op. cit.
  4. ^ Hamilton 1964, op. cit.
  5. ^ (EN) Bateman, A.J., Intra-sexual selection in Drosophila in Heredity, vol. 2, 1948, pp. 349–368, DOI:10.1038/hdy.1948.21.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Beatty J., Fitness: theoretical contexts in EF Keller and EA Lloyd (eds), Key Words in Evolutionary Biology, Cambridge, MA, Harvard University Press, 1992, pp. 115–9.
  • Clutton-Brock, T.H. 1991. The Evolution of Parental Care. Princeton, NJ: Princeton University Press.
  • Clutton-Brock, T.H. and C. Godfray. 1991. "Parental investment," in Behavioural Ecology: An Evolutionary Approach. Edited by J.R. Krebs and N.B. Davies, pp. 234–262. Boston: Blackwell.
  • Hamilton W.D., The genetical evolution of social behavior in Journal of Theoretical Biology 7: 1-52, 1964.
  • Trivers R.L., Parental investment and sexual selection in B. Campbell (Ed.), Sexual selection and the descent of man, 1871-1971, Chicago, IL, Aldine, 1972, pp. 136–179, ISBN 0-435-62157-2.
  • Geary D.C., Evolution of paternal investment in D. M. Buss (Ed.), The handbook of evolutionary psychology, Hoboken NJ, John Wiley & Sons, 2005, pp. 483–505.
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