Intragna (Svizzera)

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Intragna
frazione
Intragna – Stemma
Intragna – Veduta
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Locarno
Comune Centovalli
Data di istituzione 2 giugno 2009
Territorio
Coordinate 46°10′45″N 8°42′05″E / 46.179167°N 8.701389°E46.179167; 8.701389 (Intragna)Coordinate: 46°10′45″N 8°42′05″E / 46.179167°N 8.701389°E46.179167; 8.701389 (Intragna)
Altitudine 366 m s.l.m.
Superficie 24,07 km²
Abitanti 906
Densità 37,64 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6655
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Intragnesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Intragna
Intragna – Mappa
Sito istituzionale

Intragna è un ex comune del Canton Ticino. Nel 1972 i comuni di Intragna (830 abitanti nel 1970) e Rasa (11 abitanti nel 1970) si sono aggregati in un solo comune, denominato appunto Intragna.

Il 2 giugno 2009 il Gran Consiglio ticinese ha approvato all'unanimità la sua fusione con Borgnone e Palagnedra, costituendo il nuovo comune di Centovalli[1].

Ad Intragna c'è il campanile più alto del Ticino, di 65.75 m.

Il patriziato[modifica | modifica sorgente]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[2]

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Campanile della prepositurale di San Gottardo

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Decisione del Consiglio di Stato del 9 aprile 2009
  2. ^ Annuario del Canton Ticino

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Golino) 116, 117.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, (Golino 366, 373), 374.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 226-234.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi, Gian Piero Pedrazzi, Rasa, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1974, 299-312.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 207-210.
  • Karl Kerényi, La Madonna ungherese di Verdasio, Armando Dadò editore, Locarno 1996.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 272, 314, 319.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 214, 215, 216, 217, 218.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Stemma del comune di Centovalli Frazioni di Centovalli Stemma del Canton Ticino
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