Intervento Divino
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Intervento Divino | |
| Titolo originale: | Yad Ilahiyya |
| Paese: | Palestina/Francia/Germania/Marocco |
| Anno: | 2002 |
| Durata: | 100' |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | commedia |
| Regia: | Elia Suleiman |
| Produttore: | Humbert Balsan |
|
|
| Musiche: | Amon Tobin, Natacha Atlas,vari |
|
|
| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
Intervento Divino - Cronaca d'amore e di dolore (in arabo: يد إلهية) è un film del 2002 diretto dal regista israeliano Elia Suleiman, vincitore del Premio della giuria al 55° Festival di Cannes.
Indice |
[modifica] Trama
Nella Nazaret di oggi, dove la tensione tra Ebrei e arabi israeliani è giunta al limite della sopportazione, vive ES (nome altamente freudiano, ma sono anche le iniziali del regista). Egli abita in una casa modesta con i genitori (il padre è meccanico, la madre casalinga), e ha una bellissima ragazza di Ramallah, con la quale può incontrarsi solo in un'occasione: in macchina, nella "terra di nessuno" davanti al check-in tra le due città.
Un giorno il padre ha un attacco cardiaco, e viene ricoverato in ospedale; ES lo va quotidianamente a trovare, e non può che rimanere impotente davanti allo sfacelo quotidiano che ha davanti agli occhi: i vicini che litigano mortalmente per immondizia o pallonate moleste, lavori stradali mal fatti che causano incidenti surreali, le guardie ebree al check-in che maramaldeggiano in megafono sul transito veicolare, o non sono capaci di indicare la strada giusta per il centro ad una turista.
ES non può far altro che rifugiarsi nella sua fervida immaginazione, con cui fa saltare carri armati col nocciolo di una pesca o fa crollare le torrette di guardia del check-in alla faccia delle guardie; o nell'amore per la sua ragazza, con cui, durante il solito incontro in macchina, gonfia un palloncino con sopra dipinta la faccia di Arafat, e lo lascia volare, oltre il posto di blocco, sul centro di Gerusalemme, fino alla Spianata delle Moschee.
Ma un brutto giorno, dopo un attentato bombarolo nella casa dei suoi vicini e col peggioramento delle condizioni del padre, la ragazza di ES non si presenta più all'appuntamento, e si intuisce che ella è stata scelta come kamikaze per una nuova missione suicida: il suo amato può immaginarla in una scena stile Matrix quando, con tanto di khefiah e giocherellando con bombe a mano, abbatte un elicottero ed elimina un gruppo di soldati ebrei che tirano a segno su una sagoma.
Dopo aver letto un cartello incitante alla Guerra Santa ("Vieni a sparare se sei pronto") ed aver provocato un automobilista ebreo con una canzone "sovversiva" , morirà anche il padre, ed ES si ritroverà solo con la madre, tra i ricordi dolorosi del passato.
[modifica] Critica
Il film, con le sue situazioni surreali e grottesche, è un dichiarato omaggio al cinema di Jacques Tati e al teatro di Samuel Beckett, soprattutto per quanto riguarda lo stile: le scene dell'esplosione del carro armato, quella in stile Matrix del kamikaze, e soprattutto dei dialoghi: in tutto il film vengono pronunciate pochissime battute, ed il protagonista è sempre muto (quando s'incontra con la ragazza, i due si limitano ad accarezzarsi le mani e a guardarsi negli occhi), quasi inespressivo. Il tutto in ambito fortemente autobiografico (prima dei titoli di coda, compare la dedica: "A mio padre"), e volutamente "schierato" politicamente.
[modifica] Curiosità
Per la forte autobiografia e per la mimica facciale, Suleiman ha interpretato la parte del protagonista-alter ego; Manal Khader, invece, non è un'attrice professionista, bensì una giornalista. La madre di ES è la vera madre del regista.
La canzone che Es "suona" provocatoriamente all'ebreo è "I put a Spell on You" (Io ti maledico) interpretata da Natacha Atlas. Il "tema d'amore", cioè quando i due fidanzati s'incontrano, è "Easy Muffin" di Amon Tobin.
Il film ha fatto incetta di premi (a Cannes, a Roma, e il FIPRESCI), ma ciononostante, l' Academy ha rifiutato la sua presenza agli Oscar "perché- motivazione ufficiale- l'Academy accetta solo film provenienti da paesi riconosciuti come Stati dall'ONU".[1] Altre voci, quali il sito palestinese Electronic Intifada, sostengono invece che l'esclusione sia stata determinata da considerazioni politiche.[2]
In Italia, data la scarsità di dialoghi, il film è uscito sottotitolato.
[modifica] Note
- ^ (EN) Palestinian Film Barred from Oscar Competition. URL consultato il 26 gennaio 2009.
- ^ Doherty, Benjamin J. Abunimah, Ali. (2002). "Oscars' double standard turns Palestinian film into refugee". The Electronic Intifada. December 10. Last accessed: December 19, 2005.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Intervento Divino dell'Internet Movie Database

