Inseparabili (film)

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Inseparabili
Inseparabili screenshot.jpg
Jeremy Irons interpreta i giovani gemelli Mantle
Titolo originale Dead Ringers
Paese di produzione Canada, Stati Uniti d'America
Anno 1988
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia David Cronenberg
Soggetto Bari Wood, Jack Geasland (romanzo)
Sceneggiatura David Cronenberg, Norman Snider
Produttore David Cronenberg, Marc Boyman
Produttore esecutivo Carol Baum, Sylvio Tabet
Casa di produzione Rank Organisation
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione
Fotografia Peter Suschitzky
Montaggio Ronald Sanders
Effetti speciali Gordon J. Smith
Musiche Howard Shore
Scenografia Carol Spier
Costumi Denise Cronenberg
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Inseparabili (Dead Ringers) è un film del 1988 diretto da David Cronenberg.

Il soggetto del film, di produzione canadese, è tratto dal romanzo omonimo di Bari Wood e Jack Geasland.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Beverly ed Elliot Mantle, gemelli monozigoti, sono degli affermati ginecologi con un interesse maniacale per la loro professione e per il tema dei gemelli in generale. Fin da piccoli hanno condiviso tutto, e da grandi si scambiano anche le avventure con l'altro sesso, che comunque non intaccano mai la sfera sentimentale.

Elliot in particolare, il più forte dei due, comanda con decisione questo gioco al quale un giorno Beverly (si distingue solo dagli occhiali, quando li ha…) si sottrae. Questo avviene quando conosce l'affascinante attrice Claire Niveau della quale, pur faticando a confessarlo a sé e a suo fratello, s'innamora, al di là dell’attrazione iniziale provocata essenzialmente dalla particolarità anatomica che caratterizza la donna (ha un utero "triforcuto").

Beverly soffre il distacco da Claire, lontana per lavoro e, per un equivoco, crede che lei lo abbia lasciato anche perché si era offesa e arrabbiata moltissimo quando ha scoperto l’esistenza del gemello e soprattutto il loro costume di scambiarsi nelle avventure, al quale lei non avrebbe fatto eccezione.

Beverly non accetta tutto questo e si rifugia prima nell'alcol e poi nella droga, dando avvio a un percorso autodistruttivo inesorabile, nel quale finisce per coinvolgere inevitabilmente anche il fratello.

Quando, visibilmente alterato, causa dolore a una paziente subendo il biasimo di tutti, Elliot compreso, Beverly si difende dicendo che era il corpo della donna a essere sbagliato, non i suoi metodi. Così disegna e fa realizzare strumenti chirurgici appositamente pensati per donne mutanti che poi pretenderà di portare in sala operatoria.

L'allontanamento dalla realtà è a questo punto insanabile e neanche il ritorno di Claire risulta salutare, dato che ormai anche lei fatica a comprendere sia lui sia i suoi strumenti mostruosi.

Solo Elliot può provare a porre riparo. E per farlo si sottopone prima alla droga e poi al sacrificio in un’orrenda "operazione di separazione" finale che permette a Beverly di uscire di casa sentendosi libero di affrontare una nuova vita da solo. Ma quando sente la voce di Claire al telefono capisce che il suo destino è quello di restare inseparabilmente legato a suo fratello. Torna a casa, si stende accanto a lui e si toglie la vita.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il romanzo è ispirato a un episodio di cronaca accaduto a New York nel 1975, quando i rispettabili gemelli Marcus, vennero trovati morti nella loro casa tra sporcizia e un inspiegabile stato di semi-abbandono.
  • Nell'autunno del 2005 la HBO annunciò la realizzazione di una serie tv ispirata a questo film, con Cronenberg in veste di produttore esecutivo. Avrebbe dovuto essere una sorta di risposta alla serie di grande successo Nip/Tuck.[1]
  • Le scene in cui Irons appariva contemporaneamente in scena furono compiute tramite l'uso di uno dei primi metodi di controllo computerizzato della fotografia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Notizia apparsa sul sito di news della Castlerock, disponibile qui; ultimo accesso il 21 maggio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • U. Mosca. David Cronenberg. Torino. Edizioni Scriptorium. 1997.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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