Inscriptiones Graecae

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Inscriptiones Graecae (abbreviato IG) è il nome dato a un progetto editoriale dell'Accademia delle scienze di Berlino il cui scopo è di raccogliere e pubblicare tutte le iscrizioni conosciute della Grecia antica continentale e delle isole dell'Egeo[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il progetto è stato concepito come una continuazione del Corpus Inscriptionum Graecarum (Corpus delle iscrizioni greche) pubblicato da August Böckh tra il 1825 e il 1860, e sviluppato in parallelo al Corpus Inscriptionum Latinarum (Corpus delle Iscrizioni latine) fondato da Theodor Mommsen nel 1847. Dal 1860 al 1902 è stato diretto da Adolf Kirchhoff. Dal 1902 al 1931 Ulrich von Wilamowitz-Moellendorf ebbe il controllo del progetto; egli seppe riorganizzare e dare linfa nuova all’IG, trasformandolo nella serie più importante di pubblicazioni concernenti le fonti indispensabili agli studi classici.

Dopo la seconda guerra mondiale il progetto soffrì la mancanza di supporti finanziari, dovuto al disinteresse delle autorità della DDR per gli studi classici. Dopo la morte di Günther Klaffenbach nel 1972 non fu pubblicato più nulla; il progetto veniva continuato da un unico collaboratore. In seguito alla riunificazione tedesca il progetto fu rivitalizzato e rifinanziato, e ricominciò la pubblicazione di nuovi volumi.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Finora sono stati pubblicati 49 fascicoli, alcuni dei quali in diverse edizioni. La preparazione dei singoli volumi è in parte affidata a studiosi esterni, nel qual caso l’Accademia di Berlino si riserva di curare l’edizione finale. L’Accademia inoltre conserva una delle più grandi collezioni esistenti di calchi cartacei di Iscrizioni greche. Il progetto è attualmente diretto da Peter Funke. Come curatori dei volumi precedenti figurano Wilhelm Dittenberger, Friedrich Hiller von Gaertringen, Johannes Kirchner e Günther Klaffenbach.

La lingua di edizione rimane il latino, il che è stato occasionalmente criticato in vista della diminuzione registrata nell’uso di questa lingua e il maggior sforzo richiesto ai curatori. Fino ad ora le iscrizioni sono state pubblicate senza traduzione, ma recentemente le traduzioni tedesche di tutti i nuovi volumi sono disponibili sul sito ufficiale dell’IG.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Reinhold Merkelbach: Überlegungen zur Fortführung der Inscriptiones Graecae. In: Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 117 (1997), S. 297–303.
  • Reinhold Merkelbach: Nochmals Inscriptiones Graecae. In: Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 122 (1998), S. 293–299.

(Entrambi gli articoli esprimono critiche nei confronti della continuazione dell’IG secondo il metodo tradizionale; sulla stessa ZPE però comparve nel 1997 un redazionale con cui si affermava che Merkelbach, con quegli articoli, esprimeva solo le proprie opinioni e non quelle del comitato scientifico della rivista di cui pu era direttore.)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]