Inkhorn

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Un termine inkhorn è un qualsiasi prestito linguistico (o una parola creata da un parlante inglese partendo da radici esistenti) in inglese giudicato innecessario o eccessivamente pretenzioso.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Un inkhorn è un calamaio fatto di corno. È stato un elemento importante per molti studiosi e presto è diventato un simbolo degli scrittori in generale.

(EN)

« And ere that we will suffer such a prince,
So kind a father of the commonweal,
To be disgraced by an inkhorn mate.
 »

(IT)

« E prima di permettere che un tal principe,
Un così buon padre dello Stato,
Sia disonorato da uno scribacchino. »

(Enrico VI, parte I, William Shakespeare)

Adozione del termine[modifica | modifica wikitesto]

La polemica sui termini inkhorn maturò tra la metà del XVI e la metà del XVII secolo, durante la transizione dal medio inglese all'inglese moderno. Fu anche il periodo in cui l'inglese cominciò a rimpiazzare il latino come lingua principale della scienza e dell'apprendimento in Inghilterra, sebbene il francese fosse ancora prevalente. Molti neologismi furono introdotti dagli scrittori, spesso prendendoli in prestito dalla letteratura classica. Le critiche giudicavano queste parole inutili, dato che di solito richiedevano conoscenze di latino o greco per essere comprese. Veniva sottolineata anche l'esistenza di parole con identico significato di radice inglese. Alcuni termini sembravano senza dubbio riempire un vuoto semantico in inglese (spesso parole tecniche e scientifiche) laddove altre coesistevano con le parole native con significato simile o uguale e spesso le soppiantavano. L'espressione "termine inkhorn" apparve verso il 1560.[1]

Scrittori come Thomas Elyot e George Pettie importavano prestiti con grande entusiasmo, laddove Thomas Wilson e John Cheke si opponevano a questa pratica.[2] Cheke scriveva:

(EN)

« I am of this opinion that our own tung should be written cleane and pure, unmixt and unmangeled with borowing of other tunges; wherein if we take not heed by tiim, ever borowing and never paying, she shall be fain to keep her house as bankrupt. »

(IT)

« Ritengo che la nostra lingua debba essere scritta limpida e pura, non mescolata né storpiata con prestiti di altre lingue; se lo ignoreremo a lungo, ricorrendo sempre a prestiti senza mai pagare, essa gestirà presto un bilancio in bancarotta. »

(John Cheke)

Molti dei cosiddetti "termini inkhorn", come dismiss, celebrate, encyclopedia, commit, capacity ed ingenious sono rimasti nella lingua e sono comunemente usati. Molti altri neologismi scomparvero velocemente, ad esempio expede che è ora considerato obsoleto, sebbene il derivato expedient e la parola simile impede sopravvivano. Dall'altro lato alcuni scrittori hanno provato persino a riportare in vita vecchie parole inglesi (gleeman per musician, sicker per certainly, inwit per conscience, yblent per confused) o hanno creato parole completamente nuove da radici germaniche (endsay per conclusion, yeartide per anniversary, foresayer per prophet).

Lascito[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Purismo linguistico in inglese.

Alcune delle parole create in opposizione ai termini inkhorn sono rimaste nell'uso comune e gli scrittori che disprezzavano l'uso delle parole latine spesso non potevano evitare di usare altre parole di origine straniera. Sebbene la controversia inkhorn si può considerare conclusa per la fine del XVII secolo, molti scrittori hanno tentato di ritornare a quelle che vedevano come le radici più pure della lingua. William Barnes ha creato un intero lessico con parole come starlore per astronomy e speechcraft per grammar, ma le sue parole non sono state accettate.

(EN)

« Bad writers –especially scientific, political, and sociological writers– are nearly always haunted by the notion that Latin or Greek words are grander than Saxon ones, and unnecessary words like expedite, ameliorate, predict, extraneous, deracinated, clandestine, subaqueous, and hundreds of others constantly gain ground from their Anglo-Saxon numbers. »

(IT)

« Gli scrittori mediocri –specie quelli scientifici, politici e sociologici– sono quasi sempre ossessionati dall'idea che le parole latine o greche siano più grandiose di quelle sassoni, e parole non necessarie come expedite, ameliorate, predict, extraneous, deracinated, clandestine, subaqueous ed altre centinaia guadagnano terreno rispetto al numero di quelle anglosassoni. »

(George Orwell)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thomas Wilson, L'arte della retorica, 1560: "Among all other lessons this should first be learned, that wee neuer affect any straunge ynkehorne termes, but to speake as is commonly receiued:" (con spelling moderno: "Among all other lessons this should first be learned, that we never affect any strange inkhorn terms, but to speak as is commonly received:"), Testi originali della polemica inkhorn
  2. ^ Early modern English - an overview | Oxford English Dictionary

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]