Ingegneria ambientale

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Realizzazione di una cava di estrazione
Analisi territoriale assistita da GIS
Sistemazione idraulica di un alveo montano con briglie

L'ingegneria ambientale, denominata anche ingegneria per l'ambiente e il territorio, nasce dalle ceneri della vecchia ingegneria mineraria (soppressa con il D.P.R. 20 maggio 1989). È una branca dell'ingegneria che nasce dall'esigenza di soddisfare la necessità, propria di ogni paese industriale ed avanzato, di professionisti capaci di operare in un contesto delicato e dall'importanza ormai sempre crescente come quello ambientale. In particolare l'ingegneria ambientale fornisce metodi e strumenti per l'analisi e la gestione dei grandi rischi connessa alla salvaguardia dell'ambiente costruito e dell'ambiente naturale e delle sue componenti, per valutazioni di impatto ambientale delle opere derivanti dall'ingegnerizzazione del territorio e per il monitoraggio ambientale delle risorse naturali.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'ingegnere ambientale svolge attività professionali all'interno di imprese, enti pubblici e privati a vario livello territoriale e studi professionali per la progettazione, pianificazione, realizzazione e gestione di opere e sistemi di rilievo, controllo e monitoraggio dell’ambiente e del territorio, di difesa del suolo, di gestione dei rifiuti, delle materie prime e delle risorse ambientali, geologiche ed energetiche e per la valutazione degli impatti e della compatibilità ambientale di piani e di opere; nonché enti, aziende, consorzi ed agenzie preposti alla realizzazione e gestione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto.

In particolare, grazie alle competenze professionali acquisite, è in grado di collaborare alla progettazione assistita e la gestione del territorio e delle opere connesse anche in difesa dalle catastrofi naturali, alla gestione razionale ed ecocompatibile delle componenti rinnovabili, non rinnovabili (solide, fluide ed energetiche) e antropiche del territorio sia per la produzione di risorse, sia per l’utilizzazione del suolo e sottosuolo, alla realizzazione degli interventi finalizzati a minimizzare i rischi per l’ambiente ed il territorio ed a garantire la salute e la qualità della vita, alla progettazione assistita dell’uso del territorio e delle connesse opere ed infrastrutture da realizzare in relazione alle attività antropiche e lo sviluppo dei relativi studi di impatto ambientale, alla protezione e/o il recupero e/o il ripristino ambientale e le eventuali riconversioni delle attività antropiche sul territorio in relazione ai loro impatti negativi ed ai loro effetti e prodotti o scarti, alla gestione del recupero di materiali e di energie non assimilati nel ciclo di utilizzazione, trasformazione e consumo antropico per reinserirli nel ciclo stesso e sottrarli all’impatto sugli ecosistemi, alla gestione dei flussi di materia e di energia da asportare o introdurre o movimentare in modo da minimizzare gli impatti negativi sugli ecosistemi e il consumo di risorse, alla realizzazione e la gestione di sistemi informativi territoriali, reti di monitoraggio e rilevamenti metrici del territorio, alla progettazione dell’acquisizione, la gestione e l’elaborazione di dati finalizzati a indagini ambientali e territoriali, all’interpretazione e la descrizione del funzionamento delle reti di trasporto, alla pianificazione, la progettazione, la regolazione, la gestione, il monitoraggio operativo e la valutazione dei sistemi di trasporto.

Percorso accademico[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi di base per questa disciplina sono fondamentalmente materie come: analisi matematica, fisica, chimica, geotecnica, idraulica, geologia, topografia, fisica tecnica, ingegneria sanitaria, scienza delle costruzioni, tecnica delle costruzioni, elettromagnetismo, macchine.

L'ingegnere ambientale proseguirà il suo percorso accademico affrontando discipline progettuali come: costruzioni di terra, cave, discariche, stabilità dei pendii, opere di sostegno, scavi, gallerie, costruzioni idrauliche, idrologia, sistemazioni idrauliche, impianti di potabilizzazione e depurazione delle acque, geodesia, analisi e pianificazione territoriale, tecnica del controllo ambientale, gestione e termovalorizzazione dei rifiuti, inquinamento atmosferico, bonifica dei siti inquinati, energie rinnovabili ecc...

Telerilevamento: esempio di problema tipico[modifica | modifica wikitesto]

Lago Aral, Kazakistan, 29 maggio 1973.

Il telerilevamento si occupa dello studio della superficie terrestre a partire da immagini riprese da aerei o satelliti artificiali. La distanza dell’osservatore dalle informazioni raccolte può andare da alcuni metri (Proximal Sensing) fino a migliaia di chilometri (Remote Sensing), come nel caso delle osservazioni effettuate dai satelliti. Queste immagini possono avere diverse caratteristiche, ma sono accomunate dalla capacità di cattura delle informazioni contenute nello spettro elettromagnetico. Le immagini sono riferite a diverse zone dello spettro elettromagnetico (ad esempio visibile, infrarosso vicino, infrarosso termico, microonde). In tal modo esse forniscono descrizioni del territorio esplorato assolutamente inaspettate rispetto alla nostra visione umana: è come se, attraverso delle macchine, avessimo la possibilità di estendere le caratteristiche dell’occhio umano. Solitamente il rilievo di una superficie effettuato con tecniche di telerilevamento prevede tre fasi distinte: la ripresa dei dati (da aereo, da satellite o da terra), la loro elaborazione e l'analisi.

Lago Aral, Kazakistan, 29 luglio 2000.

Il telerilevamento consente di poter realizzare delle mappe tematiche del territorio, mappe cioè dove è descritta la natura delle superfici esplorate: così troveremo mappe della vegetazione, del territorio urbanizzato, delle acque, dei suoli nudi, della distribuzione della temperatura superficiale, dell’umidità dei suoli e così via. Un’altra caratteristica fondamentale di queste tecniche è la possibilità del controllo multitemporale, nel senso che un aereo o un satellite può osservare la stessa zona in tempi diversi, ed è quindi possibile tenere sotto controllo le variazioni intervenute fra una osservazione e l’altra. A tale proposito è da notare che dal 1972 il nostro pianeta è visto regolarmente con cadenza circa bisettimanale da satelliti della serie Landsat.

L’ingegnere ambientale dispone quindi di un potentissimo mezzo di indagine per poter valutare a priori ed in maniera quantitativa il territorio sul quale è chiamato ad operare, e per poter controllare gli effetti che vengono prodotti sull'ambiente da interventi antropici o meno. Per esempio in caso di inondazioni è possibile conoscere la vastità e la distribuzione del fenomeno con osservazione in banda radar. In altri casi è possibile valutare - prima del raccolto - la quantità di prodotti agricoli di primaria importanza, quali mais, frumento, riso, orzo. In altri casi ancora vengono mappati e tenuti sotto controllo fenomeni di inquinamento delle acque senza bisogno di imbarcazioni che esplorino la superficie delle acque: non solo si localizza in maniera geografica l’origine della causa inquinante, ma si segue l’evoluzione dell’espandersi del fenomeno e si possono quindi prendere i provvedimenti richiesti di caso in caso.

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