Infallibilità delle Scritture

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« Santificali per mezzo della verità, la tua parola è verità. »
(Gesù Cristo nel vangelo di Giovanni capitolo 17 versetto 17)
« Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per rimproverare, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona. »
(L'apostolo Paolo nella 2a lettera a Timoteo capitolo 3 versetti 16 e 17)

L'infallibilità delle Scritture (anche inerranza biblica) è il principio di fede per il quale si intende che la Bibbia, in tutto ciò che afferma, sia da considerarsi priva di errori, incluse le sue parti storiche e scientifiche.[1] Questo principio è oggi affermato da alcune denominazioni cristiane, soprattutto protestanti fondamentaliste e dai Testimoni di Geova[2][3]. Cattolici, ortodossi, le Chiese protestanti storiche (luterani, calvinisti) e anglicani, invece, affermano che la Bibbia sia ispirata da Dio e infallibile in materia di fede e di morale, ma non necessariamente esente da errori nelle sue parti storiche e scientifiche.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

I cristiani affermano che la Bibbia sia ispirata da Dio, vale a dire che coloro che ne scrissero materialmente il testo abbiano agito sotto ispirazione di Dio, il quale suggeriva loro ciò che dovevano scrivere. Dio andrebbe quindi considerato l'Autore principale della Bibbia.[4]

Quelli che credono che Dio è l'Autore della Bibbia pure insegnano che essa è infallibile. Chi sottoscrive l'infallibilità della Bibbia crede che ciò che essa afferma sia completamente affidabile, utile e vero. Allo stesso modo, la Chiesa cattolica considera alcuni insegnamenti della Chiesa, dei concili ecumenici e dei papi come infallibili, nel senso che le loro definizioni solenni siano state preservate da errori, sebbene non ispirate da Dio. Anche le Chiese ortodosse ritengono che in generale Dio assista la Chiesa e ne preservi la fede.

Alcune denominazioni cristiane che insegnano l'infallibilità della Bibbia sostengono che i suoi dettagli storici o scientifici siano irrilevanti per la fede e la condotta e che quindi possano contenere errori. Per loro l'inerranza, e quindi l'ispirazione, vanno ristrette alle sole questioni di fede o di morale. I fondamentalisti invece sostengono che anche i dettagli scientifici, geografici e storici dei suoi testi originali siano completamente veri ed esenti da errori, come pure che apparenti contraddizioni o errori che ci sembri di trovare dipendano, di fatto, dalla nostra soggettiva percezione o conoscenza, inadeguata o falsata. La Chiesa Cattolica, che insegna comunque la totale assenza di errori dalla Sacra Scrittura, rifiuta ogni interpretazione fondamentalista della stessa.

Base teologica[modifica | modifica wikitesto]

La base teologica di questa credenza, nella sua forma più semplice, è che essendo Dio Verità, la Bibbia, come Parola di Dio, debba pure essere vera e quindi priva di errori.

Chi sostiene l'inerranza biblica pure insegna che certo Dio si è avvalso delle particolari personalità e stili letterari degli scrittori della Bibbia, ma che l'ispirazione di Dio li abbia guidati, attraverso il loro linguaggio e personalità, a proiettare il Suo messaggio in modo del tutto accurato. (Vedi Ispirazione della Bibbia).

L'infallibilità e l'inerranza si riferiscono ai testi originali della Bibbia. Sebbene gli studiosi conservatori riconoscano come vi sia un potenziale di errore nella trasmissione e traduzione del testo, le traduzioni moderne sono oggi generalmente considerate come "rappresentanti fedelmente gli originali".

I sostenitori dell'inerranza biblica sostengono che questa è deducibile da un certo numero di osservazioni che includono:

  • Le affermazioni che la Bibbia stessa fa a suo riguardo.
  • La "testimonianza interiore dello Spirito" secondo la quale il credente "sa in cuor suo" che tutto ciò che legge nella Bibbia è vero.
  • La potenza intrinseca (soprannaturale) della Bibbia a trasformare la personalita di chi la legge (Dio usa la Scrittura come Suo strumento privilegiato per operare la rigenerazione spirituale).
  • L'unità della Scrittura nonostante la quantità dei suoi autori, culture, temi e periodi diversi in cui le sue porzioni sono state scritte.
  • La storicità della Bibbia, e come i ritrovamenti archeologi ne confermino la credibilità.
  • La testimonianza che Cristo stesso dà della sua veridicità.
  • La sua indistruttibilità lungo i secoli, nonostante gli innumerevoli tentativi di pregiudicarne il contenuto o di toglierla dalla circolazione.
  • Le profezie adempiute.
  • L'integrità dei suoi autori.

La posizione delle Chiese[modifica | modifica wikitesto]

La dottrina dell'inerranza è sostenuta soprattutto dalle chiese evangeliche conservatrici e dal fondamentalismo cristiano. Esse affermano che questa dottrina corrisponda alla fede storica delle chiese cristiane prima che esse fossero influenzate dalla ideologia razionalista e dallo scientismo. Un documento molto influente nell'ambito evangelicale che precisa i termini dell'inerranza biblica è la Dichiarazione di Chicago del 1978.

La Chiesa cattolica ammette la completa inerranza, pur respingendo l'interpretazione fondamentalista di dettagli storici o scientifici:

« Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture. »
(Concilio Vaticano II, costituzione Dei Verbum del 18 novembre 1965, n. 11, EB 686, DS 4215)

Riguardo ai Vangeli in particolare, la Chiesa cattolica sostiene che essi contengono un resoconto complessivamente fedele della vita e dell'insegnamento di Gesù, ma che non furono composti con l'intenzione di scrivere una biografia di Gesù, bensì di annunciare il suo messaggio salvifico: perciò è possibile che i fatti in essi narrati e le parole pronunciate da Gesù non siano sempre riportati in modo esatto e accurato. Certamente essi non hanno alcuna pretesa di completezza come afferma Giovanni nel suo vangelo (21,25) e nella chiusa delle sue tre epistole.

I testimoni di Geova credono che tutta la Bibbia sia ispirata da Dio, e utile. Rifiutano la divisione fra Vecchio Testamento e Nuovo Testamento differenziando le due parti principali della Bibbia con le definizioni: Scritture Ebraiche e Scritture Greche-Cristiane. Credono che fu Dio a creare il mondo e l'uomo, che ci fu realmente un diluvio e non rigettano nessun racconto biblico. Asseriscono inoltre che la Bibbia pur non essendo un libro di scienza li' dove fa una affermazione scientifica, asserisce il vero. Il candore degli scrittori che descrivono successi ed insuccessi, fedeltà ed errori, rappresenta, a loro avviso, una prova "interna" della sua autenticità e genuinità[5]

Il caso Galileo[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVII secolo il celebre scienziato Galileo Galilei fu sottoposto a processo dal tribunale dell'Inquisizione a motivo della teoria eliocentrica che egli sosteneva. Secondo l'accusa questa teoria contraddiceva la Bibbia, con riferimento in particolare a un passo del Libro di Giosuè (10,12-14) nel quale si afferma che è il Sole a muoversi.

Galileo, cattolico fervente, si difese affermando che le Sacre Scritture usano metafore e simboli e non pretendono di spiegare come la natura agisca, esprimendo lo stesso concetto della celebre frase del cardinale Cesare Baronio: "Le Scritture spiegano come si vada in cielo e non come va il cielo": cioè che esse hanno lo scopo di insegnare agli uomini la fede e la morale, e non l'astronomia e le altre scienze. Egli, cioè, negava proprio l'inerranza della Bibbia nelle sue parti storiche e scientifiche.[senza fonte]

Il creazionismo[modifica | modifica wikitesto]

Per alcuni, una conseguenza della dottrina dell'inerranza è quella versione della credenza del creazionismo che rifiuta le moderne teorie sulla formazione del mondo e sull'origine dell'uomo, sostenendo invece che, come afferma la Genesi, il mondo fu creato da Dio in sei giorni (nel 4004 a.C. secondo alcuni calcoli) e tutta l'umanità discende da Adamo ed Eva.

Teologi critici: Il "mito" nelle Scritture[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante molte chiese continuano a sostenere la dottrina dell'inerranza, molti teologi, in particolar modo quelli appartenenti alle chiese protestanti, hanno assunto nel corso del tempo, posizioni diverse dal credo ufficiale delle chiese di appartenenza. Hanno espresso dubbi sulla veridicità di molti avvenimenti biblici, creazione, diluvio, patriarchi e degli stessi vangeli e lettere apostoliche come anche degli scrittori della Bibbia nonché della stessa storicità di Cristo, definendo gli avvenimenti biblici e i relativi personaggi come appartenenti al mito[6] [7]

Il primo ad inaugurare il corso critico nei confronti della Bibbia fu il filosofo e scrittore tedesco, illuminista e deista Hermann Samuel Reimarus[8], (Amburgo 1694 - 1768), che nell'opera Apologia di coloro che adorano Dio secondo ragione, rigetta ogni religione rivelata, considera l'Antico Testamento colmo di assurdità logiche e incongruenze morali criticando la vita di Gesù, descritta nel Nuovo Testamento e giudicandola come un semplice evento politico interno alla storia ebraica.

Il filosofo Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781) pubblicò tra il 1774 e il 1778 col titolo Frammenti dell'Anonimo di Wolfenbüttel alcune parti dell'Apologia di Reimarus e altre dopo la morte di Lessing furono edite tra il 1787 e il 1814. Gli ampi stralci pubblicati da Lessing mostrarono le teorie di Reimarus: Gesù non uomo spirituale ma un sovversivo politico che cercò di sollevare il popolo ebraico contro Roma, quindi giustiziato e crocifisso. I seguaci fecero sparire il suo corpo, non ci fu nessuna resurrezione reale, ma la resurrezione fu usata come diceria ingannevole per far apparire Gesù il messia tanto atteso.[8]

Fu quindi la volta del teologo protestante tedesco e filosofo Friedrich Schleiermacher, (17681834), secondo cui i miracoli dei vangeli fatti da Gesù non si erano mai verificati, essi erano solo frutto del sentimento religioso. Cristo ad avviso di Schleiermacher non era mai risorto, ma i cristiani hanno l'esigenza di credervi[9]

Seguirono quindi nel 1862 le teorie del teologo protestante e filosofo tedesco David Friedrich Strauß (1808 - 1874) che pubblicò una sintesi dell'opera di Reimarus con il titolo H. S. Reimarus e il suo scritto in difesa di coloro che adorano Dio secondo ragione. Strauss "ritenne mitiche tutte le narrazioni dei vangeli evangeliche che superano le leggi della natura, ed ovviamente i miracoli"[9] definendoli "favole religiose".

Ferdinand Christian Baur (1792 - 1860), teologo protestante tedesco, leader della scuola esegetica di Tubinga e seguace di Hegel spiegò l'origine dei Vangeli con la sua "teoria delle tendenze", a sua avviso il cristianesimo nacque dalla contrapposizione fra Pietro di "tendenza giudizzante" e Paolo di "tendenza universalistica" "dando origine alla Chiesa cattolica"[10]

Il teologo protestante tedesco Adolf von Harnack (1792 - 1860) enunciò la sua "teoria dell'illusione" con la sua opera L'essenza del Cristianesimo secondo cui Gesù si era illuso non solo di essere figlio di Dio ma anche di compiere miracoli.

Ma fu l'esistanzialista Rudolf Bultmann (18841976) protestante evangelico tedesco e discepolo di Harnack, il principale teologo ad essere conosciuto per il suo programma di demitizzazione dei vangeli. Bultaman sostenne che i vangeli non furono scritti dai quattro evangelisti, ma da una comunità cristiana dopo la morte degli apostoli da persone che non avevano conosciuto Cristo e non erano stati testimoni delle sue opere, a suo avviso una vera e propria falsificazione delle fonti, vangeli, inoltre, i cui miracoli "non erano possibili" così come asserito nella sua opera principale Nuovo Testamento e Mitologia[11]

Nei nostri giorni l'opera di demitizzazione dei vangeli e dei racconti biblici dell'Antico Testamento continua ad opera di teologi di diversa estrazione religiosa, gli attacchi riguardano in particolar modo il Gesù "storico". Un esempio è il Jesus Seminar che nel suo folto gruppo comprende anche teologi ed accademici religiosi. Il seminario considera i vangeli come artefatti storici, rappresentanti non solo le vere parole e azioni di Gesù, ma anche le elaborazioni e invenzioni delle prime comunità cristiane e degli autori dei vangeli, richiedendo l'onere della prova a chi sostiene la storicità di un certo brano. Non tenendo in considerazione vincoli di canonicità, i membri del seminario sostengono, ad esempio, che il Vangelo di Tommaso potrebbe contenere più materiale originale del Vangelo secondo Giovanni.[12]

Contro le teorie dei demitizzatori c'è un significativo gruppo di studiosi che contesta il metodo poco scientifico usato per la demitizzazione delle Scritture, fra questi: Jean Carmignac, Carsten Peter Thiede e Paul Mattei[13]

"Le previsioni" di Soren Kierkegaard sui teologi demitizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Il filosofo cristiano danese Soren Kierkegaard (1813 - 1855), ridicolizzò e ironizzo sulla categoria dei teologi del suo tempo, azzardando anche una previsione sullo sviluppo della mentalità di questa categoria nel futuro: "Avremo una folla di uomini che farà delle scienze naturali la sua religione. Le scienze naturali mostrano ora che tutto un complesso di concetti che si trovano nella Sacra Scrittura, riguardanti i fenomeni naturali, sono insostenibili: ergo, la Sacra Scrittura non è la parola di Dio; ergo, non è la Rivelazione. Qui la scienza teologica viene a trovarsi in imbarazzo. Perché le scienze naturali hanno forse ragione in ciò che dicono: ma la scienza teologica desidera tanto anch'essa essere scienza, ma allora anche qui perderà la partita. Se la cosa non fosse così seria, sarebbe molto comico pensare la penosa situazione della scienza teologica: però se lo merita perché è la nemesi della sua fregola di volersi spacciare per scienza"[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario italiano Hoepli sul termine inerranza
  2. ^ Sito ufficiale dei testimoni di Geova che spiega come è considerata la Bibbia dai testimoni
  3. ^ Sito non ufficiale dei testimoni di Geova e presentazione di un libro sull'inirranza biblica
  4. ^ Vedi le Scritture (cfr Vangelo secondo Giovanni 17,17 e Seconda lettera a Timoteo 3,16-17
  5. ^ La Bibbia il libro di Dio
  6. ^ Marie C. Ceruti-Cendrier, I vangeli sono dei reportages. Anche se a qualcuno non va, Mimep Docete Editrice, Pessano con Bornago 2009, ISBN 978-88-8424-159-7
  7. ^ Carsten Peter Thiede,Gesù mito o realtà? (titolo originale : Jesus, Man or Myth?), Elledici Edizioni, Leumann 2005 ISBN 978-88-01-04494-2
  8. ^ a b La storicità dei vangeli una guerra vinta! pag. 9, di Massimo Astrua, Mimep Docete Edizioni, Pessano con Bornago, ISBN 978-88-8424-170-2
  9. ^ a b La storicità dei vangeli una guerra vinta! pag. 10, di Massimo Astrua, Mimep Docete Edizioni, Pessano con Bornago, ISBN 978-88-8424-170-2
  10. ^ La storicità dei vangeli una guerra vinta! pag. 12, di Massimo Astrua, Mimep Docete Edizioni, Pessano con Bornago, ISBN 978-88-8424-170-2
  11. ^ La storicità dei vangeli una guerra vinta! pag. 14, di Massimo Astrua, Mimep Docete Edizioni, Pessano con Bornago, ISBN 978-88-8424-170-2
  12. ^ Wright, Nicholas Thomas, Five Gospels but no Gospel, 1999, p.5
  13. ^ Alcune opere che contestano la demitizzazione sono: Carsten Peter Thiede, Gesù mito o realtà? (titolo originale : Jesus, Man or Myth?), Leumann, Elledici Edizioni, 2005. ISBN 978-88-01-04494-2,Jean Carmignac, La nascita dei vangeli sinottici, Cinisello Balsamo, Edizioni Paoline, 1986. ISBN 88-215-0954-0, Paul Mattei, Il Cristianesimo antico. Da Gesù a Costantino, Bologna, Il Mulino, 2012. ISBN 978-88-15-23762-0
  14. ^ Diario (Papirer, 1834-1855), di Soren Kierkegaard, tr. Cornelio Fabro, Rizzoli, Milano 1995 tr. antologica ISBN 978-88-17-17330-8; ed. Morcelliana, Brescia 1980-83 tr. integrale in 12 volumi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

A favore dell'inneranza[modifica | modifica wikitesto]

Contro l'inerranza, a sostegno del mito[modifica | modifica wikitesto]

  • Rudolf Bultmann, Nuovo Testamento e mitologia. Il manifesto della demitizzazione, Queriniana, Brescia, 1970 ISBN 88-399-0541-3
  • Bart D. Ehrman, Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2007, ISBN 8 022264 765152

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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