Indovina perché ti odio

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Indovina perché ti odio
Indovina perché ti odio.JPG
Titolo originale That's My Boy
Paese di produzione USA
Anno 2012
Durata 116 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Sean Anders
Soggetto David Caspe
Sceneggiatura David Caspe
Produttore Adam Sandler, Allen Covert, Jack Giarraputo, Heather Parry
Produttore esecutivo Barry Bernardi, John Morris
Casa di produzione Happy Madison, Relativity Media
Distribuzione (Italia) Warner Bros.
Fotografia Brandon Trost
Montaggio Tom Costain
Effetti speciali John Larson
Musiche Rupert Gregson-Williams
Scenografia Aaron Osborne
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Indovina perché ti odio (That's My Boy) è un film del 2012 diretto da Sean Anders.

Adam Sandler è il produttore della commedia che, con una storia sopra le righe, getta uno sguardo critico sulle ipocrisie della società contemporanea, usando un tono grossolano e irriverente, come il protagonista da lui stesso interpretato.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Una relazione con un'insegnante, fa diventare il giovanissimo studente Donny Berger una star mediatica quando lei rimane incinta, sollevando uno scandalo che le costerà anche la libertà.

Circa trent'anni più tardi Donny è sul lastrico, mentre il figlio che ha rinnegato entrambi i genitori, facendosi chiamare con un altro nome, è un uomo in carriera.

Dovendo una cospicua cifra al fisco, Donny si propone ad uno show tv che celebra le "meteore" mediatiche del passato, ma ottiene un'offerta risibile, a meno che non riesca a portare il figlio in carcere, dove è ancora la madre, in quello che potrebbe essere un incontro sensazionale.

Oltre che puntare gli ultimi spiccioli sull'improbabilissima vittoria di un obeso in una prossima maratona, a Donny non rimane che la disperata impresa di riprovarci col figlio che ha abbandonato ai suoi diciotto anni dopo essere stato, per altro, un pessimo ragazzo-padre.

Donny si presenta al cospetto di suo figlio nel momento in cui questi sta organizzando il suo matrimonio. Per non rovinarne la reputazione, si finge un suo vecchio amico, e con modi assolutamenti inadeguati all'alta società nella quale il figlio si è ormai inserito, finisce per conquistarsi molte simpatie, non senza causare mille imbarazzi e disastri.

In maniera quasi inconsapevole riesce a far sì che la riunione familiare in carcere avvenga, ma poi la stessa presenza della tv indispettisce il figlio che scappa senza firmare la liberatoria e quindi lasciando Donny a secco.

Quando sembra tutto sfumato, la sera prima delle nozze, Donny sorprende la futura moglie del figlio mentre ha un rapporto incestuoso con suo fratello. La ragazza, che confessa altri tradimenti, gli firma un assegno di 50.000 dollari per fargli tenere la bocca chiusa.

Donny che pure ha tremendamente bisogno di quei soldi, ci ripensa e si precipita appena in tempo per interrompere le nozze proprio al momento del fatidico sì, quando strappando l'assegno costringe la ragazza a confessare il suo segreto al promesso marito che, urla di fronte a tutti i presenti alla cerimonia la verità sull'incesto. Donny e figlio, ormai pacificati, se ne vanno insieme, lasciando gli invitati alla cerimonia sconvolti.

Il giorno seguente il ragazzo sembra essersi già consolato con una vecchia simpatia, una ragazza sincera e con i piedi per terra, mentre la tv trasmette le fasi finali della maratona nella quale incredibilmente un obeso sconosciuto batte tutti, regalando a Donny quella vincita che tanto gli era necessaria.

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato criticato generalmene in maniera molto negativa, risultando uno tra i peggiori film interpretati di Adam Sandler[1], già non sempre gradito alle testate specializzate.

Non sono mancate critiche per la volgarità, sessismo, banalità, misoginia e grossolanità, con occasionali cenni di razzismo e omofobia[2].

A parte tre candidature nella sezione cinematografica del premio televisivo assegnato da una platea di ragazzi dei Teen Choice Award, la pellicola è stata oggetto di soli riconoscimenti in negativo, risultando tra l'altro protagonista alla 33ª edizione edizione dei Razzie Awards, con otto nomination[3] vincendone due:

Nel dettaglio:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Adam Sandler's Scores, metacritic.com. URL consultato il 15-06-2014.
  2. ^ (EN) Alonso Duralde, ‘That's My Boy’ Review: Not Adam Sandler's Worst, But Still Terrible, The Wrap, 13-6-2012. URL consultato il 15-6-2014.
  3. ^ (EN) Nomination Razzie Awards 2013, Razzies.com Official Site. URL consultato il 31-01-2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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