Indipendentismo padano
L'indipendentismo padano o secessionismo padano è un'ideologia politica nata negli anni '90 del XX secolo e promossa storicamente dal partito politico Lega Nord, che cita testualmente nel proprio statuto l'indipendenza della Padania[1].
L'ideologia è stata sostenuta o è sostenuta anche da altri partiti [2] e da altre figure, come lo scrittore Gilberto Oneto, il politologo Gianfranco Miglio e Giancarlo Pagliarini.
Indice |
[modifica] L'ideologia
Gli indipendentisti padani affermano che il territorio corrispondente all'Italia centro-settentrionale, denominato Padania (dal nome latino del fiume Po ovverosia Padus), sia abitato da popoli distinti per lingua, usi, costumi e storia, chiamati Nazioni della Padania e riconducibili, nelle loro differenze, ad un unico popolo padano, che sono stati resi partecipi contro la loro volontà del Risorgimento e, conseguentemente, dello stato italiano; pertanto propugnano la secessione di queste nazioni dalla Repubblica Italiana e la creazione di una repubblica federale della Padania rispettosa delle peculiarità di ciascuna di esse.
[modifica] L'origine e l'evoluzione dell'ideologia
Sino agli anni ottanta il termine Padania era usato con significato geografico per indicare la regione geografica italiana corrispondente alla Pianura Padana [3], ma anche con accezione poetica, come dimostra l'opera dello scrittore Gianni Brera [4] e nell'ambito di studi linguistici ed etnolinguistici[5] [6] nonché socio-economici [7] [8].
Il termine acquisisce, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, un significato politico - ovverosia inizia ad essere utilizzato per indicare la Padania come, a seconda delle posizioni, reale o pretesa entità politica -, grazie al suo utilizzo costante da parte degli esponenti e dei simpatizzanti del partito politico Lega Nord, nato il 22 novembre 1989 dall'unione di vari partiti autonomisti dell'Italia settentrionale originatesi nel decennio precedente, tra i quali la Lega Lombarda, fondata il 10 marzo 1982 da Umberto Bossi, che diviene guida del nuovo movimento politico. Grazie al successo politico del partito ed ai mezzi di comunicazione di massa, tale accezione politica del termine è entrata da allora a far parte della lingua corrente e del dibattito politico.
La Lega propose inizialmente [9] un'unione federativa della macro-regione Padania, dotata di autonomia, con le restanti parti dello Stato Italiano, come forma di riconoscimento e tutela delle peculiarità etnico-linguistiche delle Nazioni della Padania.
Fallito il progetto e raggiunto un successo elettorale considerevole [10] promosse il concetto di secessione della Padania dall'Italia, proclamata nel settembre 1996, ma rimasta un atto simbolico.
La secessione è stata, successivamente al Congresso di Varese, messa parzialmente da parte a favore della Devoluzione, ovverosia del trasferimento di parte significativa delle competenze legislative ed amministrative dallo Stato centrale alle regioni, e del federalismo fiscale. Una prima riforma della costituzione verso una maggiore autonomia delle regioni è stata approvata nel 2001. Una seconda riforma sempre in questo senso del 2005 è stata invece bocciata tramite il referendum costituzionale del 2006.
[modifica] La promozione del concetto politico di Padania
| « Noi, popoli della Padania, solennemente dichiariamo: la Padania è una Repubblica federale indipendente e sovrana. Noi offriamo, gli uni agli altri, a scambievole pegno, le nostre vite, le nostre fortune e il nostro sacro onore.[11] » |
Il 15 settembre 1996 a Venezia, nel corso di una manifestazione della Lega Nord, Umberto Bossi ha proclamato, al culmine della politica secessionista del partito, l'indizione di un referendum per l'indipendenza della Padania ed ha battezzato il nuovo soggetto istituzionale con il nome di Repubblica Federale della Padania.
Il 25 maggio 1997 si è svolto il "Referendum per l'Indipendenza della Padania". Oltre al SI/NO per il referendum, si è votato anche per il Presidente del "Governo Provvisorio della Repubblica Federale della Padania" e per sei disegni di legge di iniziativa popolare da presentare al Parlamento italiano. La Lega Nord ha predisposto i seggi elettorali in tutti i Comuni della Padania [12].
La Repubblica Federale della Padania non è stata mai riconosciuta formalmente da alcuno stato sovrano, né dalle altre forze politiche italiane. L'unico supporto in tal senso è venuto dal partito svizzero della Lega dei Ticinesi[13] [14].
In seguito alla dichiarazione d'indipendenza furono avviate delle inchieste giudiziarie a Venezia, Verona, Torino, Mantova e Pordenone per attentato all'unità dello stato[15], poi archiviate, e si ebbero scontri tra forze dell'ordine e militanti leghisti in Via Bellerio a Milano, sede della Lega Nord[16] [17].
Per quanto la dichiarazione di secessione non abbia comportato la reale separazione della Padania dall'Italia, la Lega Nord ha da allora promosso e continua a promuovere attivamente la concezione della Padania come entità politica attraverso la creazione e il mantenimento di strutture e organi rappresentativi delle Nazioni della Padania nonché attraverso la promozione di iniziative sportive e sociali di carattere indipendentista o quantomeno autonomista: ha costituito un Governo padano con un proprio parlamento, ha designato Milano capitale della Padania, il Va, pensiero di Giuseppe Verdi suo inno ufficiale, il Sole delle Alpi verde in campo bianco sua bandiera ufficiale, il verde come colore nazionale, ha creato le lire padane e i francobolli padani [18], una propria Guardia Nazionale, un proprio ente sportivo riconosciuto nel CONI sport Padania e, come organi di stampa ufficiali, il quotidiano La Padania, il settimanale Il Sole delle Alpi, l'emittente radiofonica Radio Padania Libera e l'emittente televisiva TelePadania.
Si è anche la formazione spontanea, tra i militanti leghisti, delle cosiddette camicie verdi [19].
La Lega Nord ha anche creato una Nazionale di calcio della Padania, non riconosciuta né a livello italiano, né a livello internazionale. Questa selezione Padana ha vinto per 3 volte consecutive il mondiale per le nazioni non riconosciute, la VIVA World Cup, battendo la selezione del Samiland (2008), quella del Kurdistan (2009) e quella della Lapponia (2010).
Inoltre il partito padano sponsorizza il concorso di bellezza Miss Padania, aperto a tutte le giovani donne residenti in una regione della Padania da almeno 10 anni consecutivi e di età compresa tra i 17 e i 28 anni. Tra i requisiti necessari per partecipare al concorso vi è anche l’obbligo di non rilasciare dichiarazioni non in linea con gli ideali dei movimenti che promuovono la Padania.
In occasione dell’uscita nelle sale del film Barbarossa nel 2009, progetto sponsorizzato personalmente da Umberto Bossi e coprodotto dalla Rai[20] società per azioni totalitariamente partecipata dal Governo italiano, riscuotendo scarsissimi incassi al botteghino.[21][22], si è parlato di nascita di un "cinema padano".
Il 2011 ha visto la prima edizione dell'evento ciclistico Giro di Padania.
[modifica] Elezioni per il Parlamento della Padania del 1997
Il 26 ottobre 1997 la Lega Nord organizzò le prime elezioni per i 210 seggi del Parlamento Padano. Circa 4 milioni [23]di Italiani residenti nelle regioni settentrionali, 6 secondo il Partito[24], si recarono ai seggi e scelsero tra diversi partiti padani:
- Matteo Salvini, candidato per i Comunisti Padani (5 seggi);
- Roberto Maroni, Marco Formentini, Giovanni Meo Zilio (ex-Socialista e partigiano durante la Resistenza), Franco Colleoni e Mariella Mazzetto lanciarono il socialdemocratico Democratici Europei-Lavoro Padani (52 seggi);
- un gruppo di leghisti veneti formò il venetista Leoni Padani (14 seggi);
- Giuseppe Leoni e Roberto Ronchi fondarono il cristiano-democratico Cattolici Padani (20 seggi);
- Giancarlo Pagliarini, Vito Gnutti, Roberto Cota, Corrado Della Torre e Massimo Zanello guidarono il liberal-conservatore Liberaldemocratici-Forza Padania, che propugnava un'alleanza con il partito di Silvio Berlusconi, richiamando nel nome il partito Forza Italia (50 seggi);
- Marco Pottino lanciò Padania liberale e libertaria (12 seggi);
- Erminio Boso guidava la conservatrice ed agraria Unione Padana Agricoltura, Ambiente, Caccia, Pesca (5 seggi);
- Enzo Flego e Walter Gherardini formarono la nazional-conservatrice Destra Padana (27 seggi);
- Benedetto Della Vedova, un politico radicale, fu eletto a capo di una lista libertaria antiproibizionista e liberista.
[modifica] Il parlamento ed il governo padani
Il Parlamento della Padania, creato nel 1996 ed oggi denominato Parlamento del Nord, ha sede nella Villa Bonin Maestrallo di Vicenza, che ha sostituito l'originale sede a Bagnolo San Vito in Provincia di Mantova. Si affianca al Governo della Padania, con sede a Venezia, che, storicamente, è stato guidato prima da Giancarlo Pagliarini (1996-97), da Roberto Maroni (1997-98), da Manuela Dal Lago (1998-99) ed è attualmente guidato da Mario Borghezio (dal 1999).
Nell'esecutivo presieduto da Pagliarini, Fabrizio Comencini era Ministro degli esteri, Giovanni Fabris della Giustizia, Alberto Brambilla del Bilancio e Giovanni Robusti, capo dei Cobas del latte, dell'Agricoltura.
Nel governo presieduto da Maroni, il cui vice era Vito Gnutti, è stato introdotto un Ministero dell'Immigrazione, presieduto da Farouk Ramadan[25].
L'esecutivo guidato da Manuela Dal Lago comprendeva Giancarlo Pagliarini come vice presidente e Ministro dell'Economia, Giovanni Fabris alla Giustizia, Alessandra Guerra agli Esteri, Flavio Rodeghiero alla Cultura e all'Istruzione, Giovanni Robusti all'Agricoltura, Roberto Castelli ai Trasporti, Francesco Formenti all'Ambiente, Sonia Viale agli Affari Sociali e della Famiglia, Alfredo Pollini, presidente della Guardia Nazionale Padana, alla Protezione Civile, Francesco Tirelli, del CONI sport Padania, allo Sport e Roberto Faustinelli, presidente di Eridiana Records, allo Spettacolo.
[modifica] Il territorio della Padania secondo la Lega Nord
Il territorio rivendicato dalla Lega Nord come costituente la Padania comprende il 53,39% del territorio dell'Italia e circa il 55,88% della sua popolazione.
La Lega afferma che il progetto della Padania comprende tutte le otto regioni dell'Italia settentrionale più le regioni dell'Italia centrale Toscana, Umbria e Marche, mentre al 2011 la sua attività si è estesa anche in Abruzzo e Sardegna.
Le rivendicazioni politiche padane ricomprendono quindi un territorio maggiore di quello riconducibile al significato geografico del termine Padania, che è geograficamente riferito alla sola Pianura Padana.
|
|
Superficie (km²) |
Abitanti | Capoluogo |
|---|---|---|---|
| 22.446 | 4.417.113 | Bologna | |
| 7.712 | 1.235.808 | Trieste | |
| 5.421 | 1.616.000 | Genova | |
| 23.861 | 9.917.714 | Milano | |
| 9.366 | 1.560.785 | Ancona | |
| 25.398 | 4.453.000 | Torino | |
| 22.990 | 3.734.355 | Firenze | |
| 13.599 | 1.037.114 | Trento | |
| 8.454 | 906.162 | Perugia | |
| 3.266 | 127.991 | Aosta | |
| 18.390 | 4.937.854 | Venezia | |
| 160.908 | 33.943.896 | - |
[modifica] Nazioni riconosciute dalla Lega Nord
La Lega Nord[26] considera i seguenti territori delle Nazioni:
[modifica] Il Blocco padano: il tentativo di un'alleanza indipendentista
La linea apertamente secessionista fatta propria dalla Lega Nord portò, tra il 1996 e il 2000, ad un isolamento del movimento nel panorama politico italiano, col risultato che, nelle zone dove il radicamento leghista era minore, i suoi candidati alle elezioni amministrative erano nettamente svantaggiati rispetto a quelli di centrodestra e di centrosinistra, generalmente appoggiati da più liste. Per cercare di rimediare a questa situazione, nel settembre del 1998 Bossi lanciò il cosiddetto Blocco padano, una coalizione formata dalla Lega Nord con diverse liste in rappresentanza di varie categorie sociali e produttive del territorio. Già alle elezioni amministrative dell'aprile 1997 altre liste che si richiamavano apertamente all'indipendentismo avevano affiancato la Lega Nord:
- Agricoltura padana
- Lavoratori padani
- Padania pensione sicura
- Non chiudiamo per tasse! - Artigianato, commercio, industria
Il risultato di queste liste fu complessivamente molto modesto, e nella maggior parte dei casi esse non riuscirono a portare i candidati leghisti al ballottaggio. Le ultime tre liste ottennero complessivamente l'1,1% al comune di Milano e lo 0,8% al comune di Torino. L'Agricoltura padana ebbe l'1,9% alla provincia di Pavia e i Lavoratori padani lo 0,9% alla provincia di Mantova[27]. Un risultato di un certo rilievo fu però ottenuto dai Lavoratori padani nell'autunno dello stesso anno al comune di Alessandria, dove con il 4,4% contribuirono alla rielezione del sindaco uscente Francesca Calvo ed ebbero diritto a tre consiglieri[28].
Nel 1998 il Blocco padano, di cui il coordinatore doveva essere il parlamentare europeo ed ex sindaco di Milano Marco Formentini, fu annunciato come costituito fondamentalmente da cinque partiti, oltre alla Lega[29]:
- Terra (evoluzione di Agricoltura padana, con a capo Giovanni Robusti, portavoce dei Cobas del latte)
- Lavoratori padani
- Pensionati padani (evoluzione di Padania pensione sicura, con a capo Roberto Bernardelli)
- Imprenditori padani (evoluzione di Non chiudiamo per tasse!)
- Cattolici padani (già presentatosi alle elezioni per il Parlamento della Padania del 1997, con a capo Giuseppe Leoni)
A questi si unirono a seconda dei casi anche liste civiche di portata locale, che talvolta ebbero maggior fortuna: a Udine Sergio Cecotti raggiunse il ballottaggio e fu poi eletto sindaco grazie all'apporto di due liste civiche, senza che i partiti "regolari" del Blocco padano fossero presenti[30]. La coalizione nel suo complesso risentì del calo di consensi generalizzato subito dalla Lega Nord, tanto che dopo il 1999 non fu più ripresentata se non in maniera sporadica, anche perché la la Lega Nord, entrando a pieno titolo nella Casa delle Libertà, trovò alleati di maggiore consistenza elettorale.
[modifica] L'indipendentismo padano nella cultura popolare
Il manga giapponese Gunslinger Girl è ambientato nell'Italia contemporanea. L'autore, Yu Aida, immagina che le spinte indipendentiste del Nord si siano trasformate in una campagna terroristica perpetrata da un fronte detto Movimento delle Cinque Repubbliche. Non esiste, nell'opera, alcun riferimento a movimenti o partiti realmente esistenti, tuttavia il termine Padania viene esplicitamente citato come una delle "cinque repubbliche"[31] .
[modifica] Note
- ^ (PDF) articolo 1 dello statuto federale della Lega Nord
- ^ come la Lega Padana sito ufficiale
- ^ voce "Italia", Enciclopedia Universo, DeAgostini, 1965; vol. VII, pp. 196-197
- ^ Gianni Brera, Invectiva ad Patrem Padum, Guerin Sportivo, 28 ottobre 1963
- ^ Negli anni settanta la sezione di Lombardia, Ticino e Grigioni dell' Association Internationale pour la Défense des Langues et des Cultures Menacées (AIDLCM) cominciò ad usare il termine padano per riferirsi all'insieme degli idiomi galloitalici.
- ^ Hull, Geoffrey (1982) The Linguistic Unity of Northern Italy and Rhaetia, PhD thesis, en:University of Western Sydney, MacArthur. Nell'analisi glottologica di Geoffrey S. Hull, linguista della University of Western Sydney, Padania indica la terra in cui si parlano gli idiomi galloitalici, nonché il veneto, l'istrioto e, come anfizona, gli idiomi retoromanzi, considerati fondamentalmente tutti delle varianti divergenti locali di un unico sistema linguistico: la lingua padanese.
- ^ La Padania? L’ha inventata la Fondazione Agnelli Il Giornale, 23 luglio 2010
- ^ Il termine è usato anche nel documentario dei CCCP Fedeli alla linea "Tempi moderni" da Danilo Fatur nel 1989
- ^ nella cosiddetta Costituzione di Assago
- ^ poco più di un decimo dei componenti il corpo elettorale
- ^ http://www.leganord.org/ilmovimento/momentistorici/venezia_settembre96.pdf
- ^ Avevano diritto al voto tutti i cittadini di almeno 16 anni di età.
- ^ Bossi: La Svizzera riconosce la Padania
- ^ Nel maggio 2008 il Presidente del Gran Consiglio del Canton Ticino, Norman Gobbi Vais, appartenente alla Lega dei Ticinesi, ha nominato, nel suo discorso di insediamento, tre volte la Padania, considerandola anche come partner socio-economico e culturale privilegiato. Egli non ha nominato l'Italia, parlando però nel contempo di Italianità Elvetica: [1]
- ^ SECESSIONE, VERTICE TRA I PM DI CINQUE CITTA'
- ^ per i quali la Cassazione condannò Roberto Maroni e Piergiorgio Martinelli a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale, pena automaticamente convertita ai sensi dell'art. 135 c.p. in una multa di 5.320 Euro: Cassazione. Perquisizioni sede Lega Nord, Maroni si oppose alla Digos con atti di sfida ingiustificabili
- ^ Umberto Bossi venne assolto in appello il 22 giugno 2007: Bossi assolto per gli incidenti di via Bellerio
- ^ le lire padane non hanno corso legale e i francobolli padani non sono utilizzati dal sistema postale italiano
- ^ Il che ha dato luogo ad inchieste giudiziarie, principalmente per la presunta violazione dell'art. 18 della costituzione come testimonia il link: TGVerona - Camicie verdi, al processo escono di scena Bossi & c. GUARDIE PADANE.
- ^ Delibera della sottocommissione cinema - istanze presentate entro il 31 maggio 2008. Ministero per i Beni e le Attività Culturali. URL consultato il 28-12-2009.
- ^ http://www.movieplayer.it/film/20284/barbarossa/statistiche/
- ^ http://www.imdb.it/title/tt1242516/business
- ^ CRONISTORIA DELLA LEGA NORD DALLE ORIGINI AD OGGI. Terza Parte. 1996 - 1998
- ^ CRONISTORIA DELLA LEGA NORD DALLE ORIGINI AD OGGI. Terza Parte. 1996 - 1998
- ^ Chi è in regola non deve perdere le radici
- ^ (PDF) Statuto federale della Lega Nord per l'indipendenza della Padania approvato nel corso del Congresso Federale Ordinario del 1–3 marzo 2002.
- ^ Lombardia, il Carroccio si consola nei piccoli feudi, Corriere della Sera, 29 aprile 1997
- ^ [2]
- ^ Al via il Blocco padano: il Carroccio " si moltiplica", Corriere della Sera, 26 ottobre 1998
- ^ [3]
- ^ Gunslinger Girl, manga edizione italiana, traduzione di Valerio Alberizzi e Leonardo Grimani
[modifica] Bibliografia
- Gianfranco Miglio, Come cambiare. Le mie riforme, Mondadori, Milan 1992
- Gianfranco Miglio, Henry David Thoreau, Disobbedienza civile, Mondadori, Milan 1993
- Gianfranco Miglio, Italia 1996: così è andata a finire, Mondadori, Milan 1993
- Gianfranco Miglio, Io, Bossi e la Lega, Mondadori, Milan 1994
- Gianfranco Miglio, La Costituzione federale, Mondadori, Milan 1995
- Gianfranco Miglio, Marcello Veneziani, Padania, Italia. Lo Stato nazionale è soltanto in crisi o non è mai esistito?, Le Lettere, Florence 1997
- Gianfranco Miglio, Augusto Barbera, Federalismo e secessione. Un dialogo, Mondatori, Milan 1997
- Gianfranco Miglio, Federalismi falsi e degenerati, Sperling & Kupfer, Milan 1997
- Gianfranco Miglio, L'asino di buridano, Neri Pozza, Vicenza 1999
- Gilberto Oneto, Bandiere di libertà: Simboli e vessilli dei Popoli dell'Italia settentrionale, FdF, Milan 1992
- Gilberto Oneto, Pianificazione del territorio, federalismo e autonomie locali, Alinea, Florence 1994
- Gilberto Oneto, L'invenzione della Padania, Foedus Editore, Ceresola (BG) 1997
- Gilberto Oneto, Giancarlo Pagliarini, 50 buone ragioni per l'Indipendenza, La Padania, Milan 1998
- Gilberto Oneto, Piccolo è libero, Leonardo Facco Editore, Treviglio (BG) 2005
- Gilberto Oneto, L' iperitaliano. Eroe o cialtrone? Biografia senza censure di Giuseppe Garibaldi, Il Cerchio, Rimini 2006
[modifica] Voci correlate
- Padania
- Lega Nord
- Parlamento della Padania
- Scontri di Via Bellerio
- Selezione di calcio della Padania
[modifica] Collegamenti esterni
|
|
