Indigofera tinctoria

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Indigofera tinctoria1.jpg
Indigofera tinctoria
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fabales
Famiglia Fabaceae
Sottofamiglia Faboideae
Tribù Indigofereae
Genere Indigofera
Specie I. tinctoria
Nomenclatura binomiale
Indigofera tinctoria
L., 1753

Il rinomato Indigo prende il nome dall' Indigofera, arbusto appartenente alla famiglia delle Fabacee, che presenta moltissime sottospecie (quasi 300) tra cui l'Indigofera tinctoria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di questa pianta risulta essere molto antica; già nel 2000 a.C. gli Egizi e i popoli dell'Asia iniziarono ad utilizzarla per tingere gli indumenti.

Gli anni passavano e gli uomini cominciavano anche a scoprire utilizzi differenti. Nel Medioevo, infatti, questo pigmento veniva utilizzato dagli Europei nel campo della cosmetica, della medicina e dell' arte.

Il commercio di questa pianta risultava molto propizio per gli Asiatici fino allo sbarco di Vasco da Gama a Calicut. Da quel momento in poi gli Europei poterono importarla senza necessariamente intermediare con i mercati asiatici a prezzi più convenienti.

Anche in Africa Occidentale l' Indigo è stato molto utilizzato sfruttandone in particolare le proprietà isolanti. Gli abiti tinti con questa pianta risultano essere sia in caso di caldo che in caso di freddo ottimi isolanti.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

India, Africa Tropicale, Antille e Brasile

Componenti principali[modifica | modifica sorgente]

Indacano, eteroside che per idrolisi enzimatica produce indossile e glucosio; Indossile che per azione dell' ossigeno atmosferico si trasforma in indigotina; indigotina o bleu d' indaco la cui formula contiente due gruppi indolici; indirubina (colorante rosso isomero dell' indigotina) ed altre sostanze coloranti.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle sue rinomate proprietà tintorie l'Indigo possiede anche proprietà benefiche per la cute. In particolare viene utilizzato nel campo della cosmetica eco-bio per rendere il capello più spesso e lucente. Un'altra sua qualità è quella di riequilibrare il sebo e aiutare coloro che hanno problemi di forfora.

Estrazione[modifica | modifica sorgente]

L' Indigofera non contiene direttamente il pigmento, motivo per cui deve essere ricavato per mezzo di un lungo e complesso procedimento.

Fasi[modifica | modifica sorgente]

  1. Fermentazione e ossidazione delle foglie e dei fusti.
  2. Ossidazione dell' indossile ottenuto dalla fase precedente. Da questo processo si otterrà l' indigotina, sostanza blu non solubile in acqua.
  3. L' indigotina si deposita sul fondo del recipiente utilizzato.
  4. Viene riscaldato l' Indigo per far evaporare completamente l'acqua.

Alla fine di questo processo siamo riusciti ad ottenere la polvere di indaco.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Manuale di fitoterapia, Dott. INVERNI & DELLA BEFFA S. p. A.- Milano, 1985

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